Speciale G7

L’IMPEGNO DI FRANCESCO

GIOVANNI PANETTIERE

LA DIFESA dell’ambiente non può e non deve essere disgiunta dall’impegno a favore della giustizia sociale. Il destino del pianeta procede di pari passo con quello dei crocifissi della Terra. La Chiesa muove da questo paradigma nel coniugare le sue riflessioni sui mutamenti climatici, la tutela delle biodiversità, il nodo ogm. A riguardo papa Francesco parla di ‘ecologia integrale’ nella sua Laudato sì (2015), il manifesto del magistero ecclesiale sull’ambiente, ispirato fin dal titolo al Cantico delle creature del Poverello d’Assisi. «Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, ma una sola e complessa crisi socio-ambientale», ammonisce il vescovo di Roma in quella che, recuperando e rielaborando input precedenti, dal Vaticano II al pensiero di Benedetto XVI, rappresenta la prima enciclica nella storia della Chiesa dedicata alla salvaguardia del creato.

ALLA VIGILIA del G7 di Bologna sull’ambiente, in agenda l’11 e il 12 giugno prossimi, le grandi potenze mondiali assicurano di voler far tesoro della lezione di Bergoglio. La conferma arriva dall’assoluto padrone di casa del summit, il ministro dell’Ambiente, bolognese doc, Gianluca Galletti, che assicura: «Non parleremo solo di economia, tecnologia e innovazione, ma anche della relazione fra degrado umano e degrado ambientale. Abbiamo costruito il G7, partendo dai concetti di ecologia integrale e debito ambientale che papa Francesco ci ricorda nella Laudato sì». Nell’attesa di vedere se queste resteranno solo enunciazioni di principio, il magistero della Chiesa ricorda le ferite del pianeta, con uno sguardo fisso su chi patisce le conseguenze di fenomeni sempre più impattanti.

A PARTIRE dai mutamenti climatici. Questi, si legge al numero 25 dell’enciclica, «sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità». Pur se «il clima è un bene comune, di tutti e per tutti», il prezzo più salato della sua alterazione lo pagano i poveri, nonostante coloro «che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi». Sarà forse un caso che Francesco abbia donato di persona al presidente degli Stati Uniti, lo stesso che è a un passo dall’ingranare la marcia indietro sull’accordo di Parigi, una copia della Laudato sì? Surriscaldamento del pianeta, certo, ma anche la necessità di garantire acqua potabile in ogni dove e la tutela delle biodiversità sono priorità nell’agenda green della Chiesa. Sul primo punto Bergoglio scrive che «l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani». Il Papa denuncia anche la scomparsa ogni anno di «migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre». Queste, attacca, hanno un valore in sé nell’ecosistema, non possono essere ridotte a eventuali risorse. Più sfumata la posizione sugli ogm, una questione di «carattere complesso», mentre non ci sono dubbi per Francesco sulla connessione fra disastri ambientali, guerre e migrazioni.

IL MAGISTERO cattolico non si limita a evidenziare i problemi della Terra. Senza pretendere di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ne inquadra la causa profonda nella deriva tecnocratica che favorisce la cultura dello scarto, in natura come nella società. «In alcuni circoli si sostiene che l’economia attuale e la tecnologia risolveranno tutti i problemi ambientali», ricorda polemico Bergoglio che non esita a denunciare «il debito ecologico» del nord nei confronti del sud del pianeta. «Il mercato da solo – è il monito – non garantisce lo sviluppo umano integrale e l’inclusione sociale». Il sistema liberista va ripensato per l’ambiente e la giustizia sociale. La Chiesa indica la sua via d’uscita. I grandi della Terra sono pronti ad imboccarla? Il pessimismo è d’obbligo, anche solo per stupirsi.

2017-06-06T10:30:02+00:00