Il «Cannibale» alla prova del 9

Ha già vinto 8 mondiali: e vuole raggiungere subito Rossi

di Marco Galvani

Nella top class detta legge dal 2013. Anno 2015 a parte (lo stesso del fattaccio di Sepang) quando sul tetto del mondo salì Jorge Lorenzo. L’albo d’oro della MotoGp dice che è il migliore. E conferma che è lui l’uomo da battere. Sulla carta è il favorito. E non è soltanto per il 2019 messo in bacheca: 12 vittorie, 6 volte al secondo posto e un solo ritiro in quel di Austin. C’è anche una questione psicologica. Una motivazione che potrebbe diventare la marcia in più della Honda, ovvero l’obiettivo del nono titolo da portarsi a casa. Per raggiungere l’eterno rivale Valentino Rossi. Con 3 anni di anticipo rispetto al numero 46 che il sigillo numero nove (l’ultimo, per ora) lo conquistò a 30 anni, nell’ormai lontano 2009. Il Cabroncito, invece, potrebbe raggiungere quel traguardo già a 27 anni, in una stagione che nulla ha di normale. L’emergenza sanitaria globale, gran premi saltati o spostati e un calendario ridotto a 13 gare. Un campionato condensato, ma «sarà comunque eccezionale », promette Marquez. Si ricomincia, 245 giorni dopo l’ultimo Gp a Valencia. Sempre dalla Spagna, a Jerez. Ci sarà la ruggine da togliere dopo il lockdown anche se «ho fatto un po’ di motocross per mantenermi in forma ». Ma «innanzitutto dobbiamo offrire un po’ di divertimento e relax in momento così difficili ». C’è da aspettarselo soprattutto da uno come Marquez che qui a Jerez gioca in casa: «E’ un circuito che conosco bene», tanto che nelle ultime due edizioni è stato suo terreno di caccia e di conquista. Certo, molto lo farà anche il rigido protocollo anti- Coronavirus: «Dobbiamo adattare il modo in cui lavoriamo per tutelare la nostra salute, ma sono davvero entusiasta di rivedere la squadra e divertirmi a guidare la mia Honda». Di lavoro da fare ce n’è. E non è soltanto per le dritte da soffiare al fratello Alex nell’altra metà del box Repsol. Occorre concentrarsi per migliorare la moto dopo quello che s’è visto finora nei test invernali. Sia chiaro, la pausa forzata ha permesso, almeno, di recuperare al meglio dall’operazione alle spalle di novembre, ma è più la Honda a dover correre ai ripari. Con le Yamaha, la Ducati e la Suzuki ad aver dimostrato migliori impressioni.


IL NUMERO

82

Gare vinte con 134 podi su 205 Gran premi disputati

Il pilota dei record Da raggiungere e superare anche nella classifica degli spagnoli che hanno corso nel Motomondiale Solo uno ha vinto più di lui: si tratta di Angel Nieto che dal 1969 al 1984 ha conquistato 13 titoli