BRESCIA
Sorpresa Delneri per la risalita

Il tecnico doveva fare il dt, ma è stato dirottato in panchina: nella speranza di ritrovare la A

di Riccardo Guglielmetti
BRESCIA

La scottatura della retrocessione è grande, ma a questo punto è inutile guardare al passato. Non resta infatti che rimboccarsi le maniche e rialzarsi. Lo sanno bene in casa Brescia, dove l’obiettivo è senza dubbio quello di ritornare nella massima serie al primo tentativo. Cellino non è quindi stato a guardare, tanto da iniziare a programmare la prossima stagione con largo anticipo. La prima conferma è arrivata dalla scelta del direttore sportivo, ricaduta su Giorgio Perinetti. Poi è stata la volta del tecnico. Nonostante sembrasse scontata la decisione di ripartire con Diego Lopez, ecco la virata di inizio agosto, che ha visto puntare dritti sul profilo di Gigi Delneri. Inizialmente il tecnico friulano doveva ricoprire la carica di direttore tecnico del club, diventando una sorta di braccio destro di Cellino, invece ecco conferirgli l’incarico di allenatore. Una mossa a sorpresa, che ha colto di sorpresa la tifoseria. A distanza di tre anni, il tecnico torna quindi in panchina con una sfida suggestiva, ma allo stesso tempo piena di ostacoli. Un peso importante lo avrà il mercato, attualmente un cantiere aperto. Già, perché Cellino non ha la minima intenzione di fare sconti. Nonostante la partenza del baby prodigio Sandro Tonali, accasatosi al Milan, gli altri pezzi pregiati delle Rondinelle non si sono ancora mossi. È il caso di Alfredo Donnarumma, seguito con interesse dallo Spezia, oppure di Ernesto Torregrossa, corteggiato da Sampdoria e Genoa. E che dire poi di Andrea Cistana, rivelazione dell’ultima stagione, su cui c’è il pressing da parte di Fiorentina e Sassuolo. Tra i nomi spicca pure quello di Stefano Sabelli per cui si preannuncia una sfida a tre tra Verona, Bologna e Cagliari. Le richieste non sembrano quindi mancare, ma prima di tutto sarà necessario convincere il patron del club biancazzurro. Al tempo stesso non mancano i profili seguiti per rinforzare la rosa. Per l’attacco stuzzica non poco l’idea legata a Pietro Iemmello. L’attaccante è stato il vice capocannoniere della scorsa stagione in Serie B e di sicuro lo ritroveremo nuovamente al via del campionato cadetto, nonostante la retrocessione in Lega Pro con il Perugia. Potrebbe essere quindi a tutti gli effetti l’uomo giusto per le Rondinelle a caccia di un campionato da protagoniste. Non manca quindi il lavoro all’orizzonte sul campo e sul fronte mercato.


LA CURIOSITA’

Cellino è già all’ottavo allenatore

Tanti sono i tecnici succedutisi dall’arrivo della nuova società

Gigi Delneri è l’ottavo allenatore da quando Massimo Cellino è Presidente a Brescia. Una serie indubbiamente che colpisce anche a fronte dei risultati altalenanti della squadra bresciana. Dall’estate del 2017 ad oggi si sono infatti scambiati il testimone Roberto Boscaglia, Pasquale Marino, Ivo Pulga, David Suazo, Eugenio Corini, Fabio Grosso, Diego Lopez, mentre l’ultimo è appunto Gigi Delneri. (r. g.)


CITTADELLA
Parte il nuovo assalto al top

Può davvero tentare il grande colpo, il Cittadella. Perché pochi altri club possono vantare la solidità dei veneti, costantemente tra le prime 7 negli ultimi quattro anni in cadetteria e quindi sempre ai playoff, con pure la finale persa del 2018-2019. Nella scorsa stagione, è stata dolorosa l’eliminazione nei preliminari dei playoff, contro il Frosinone: un obiettivo in più per riprovarci. Per l’attacco arriva Cissé dal Verona via Juve Stabia, uno che a mister Venturato, con la sua esperienza, può dare tanto. Poi con Benedetti e Branca c’è l’ossatura giusta per volare alto. Anche senza più Diaw.


CREMONESE
La serie A 24 anni dopo: è l’obiettivo

Squadra ritoccata in ogni reparto e il ritorno di grandi derby con Brescia e Monza

di Giovanni Ricci
CREMONA

Il 30 prossimo in Coppa italia la Cremo affronterà la vincente tra Arezzo e Pontedera e in caso di successo grigiorosso il 28 ottobre nel terzo turno della Coppa Italica si misurerà contro il Cagliari. Il precampionato ha visto la Cremo dispitare un’amichevole di lusso in terra veronese contro il Verona di serie A. La Cremonese ha ormai riacceso i motori e si prepara alla partenza della serie B, dove ritroverà tra le novità non solo il redivivo derby regionale col Brescia, tornato di moda dopo un anno per via della retrocessione dei bresciani, ma soprattutto affronta la sfida inedita regionale col neo promosso Monza. La squadra grigiorossa è rimasta sotto la guida di Perpaolo Bisoli, il quale alla vigilia della via ha detto: Sono contento dai segnali positivi forniti dal pre campionato. La serie A manca da troppi anni (ben 24) a Cremona. Ma attenti a sbandierare prospettive troppo alte come la passata stagione». E’ una Cremo ritoccata dal mercato in ogni settore: a partire dal ruolo di portiere dove Enrico Alfonso 32 anni, è tornato a distanza di sette anni titolare della porta al posto di Nicola Ravaglia che ha deciso di andare al Genoa per poi approdare al Bologna in A come secondo. Con Ravaglia è andato via l’ultimo pezzo della recente storia grigiorossa,perchè era l’unico giocatore rimasto dal roster che quattro anni fa conquistò la promozione in serie cadetta. «A Cremona ho lasciato il mio cuore», ha detto l’ex ormai numero uno. A centrocampo in riva al Po sono rimasti Gaetano e Valzania, protagonisti del prestito bis. Sono arrivati Valeri, Pinato. In attacco è arrivato Cristian Bonaiuto e sono tornati dai rispettivi prestiti della scorsa annata i vari Montalto e Strizzolo. «E’ stata allestita una squadra tosta per poter essere una protagonista, e con il desiderio di riscattare il passato torneo», ha osservato il diesse Nereo Bonato. Dopo il mercato hanno lasciato i vari Clajton, Arini, tra i senatori della squadra. Sicuramente dovrà essere una Cremo obbligata a riscattare la deludente p r e c e – d e n t e stagione, caratterizzata dall’andirivieni di troppi allenatori sulla panchina. A conferma di un campionato deludente e lo stesso Bisoli, ultimo mister della serie ingaggiati è approdato nella città famosa per la mostarda solo in primavera. Cremo armata, dunque, dalla voglia di rivalsa per poter subito cancellare un’annata da dimenticare.


LA CURIOSITA’

Bisoli & Bisoli, c’è Davide nello staff

Il figlio del tecnico confermato come collaboratore del papà

Una curiosità grigiorossa della stagione è la presenza di Davide Bisoli, nelle vesti di collaboratore dello stesso Pierpaolo Bisoli. E’il figlio del tecnico, riconfermato dopo la brillante guida mostrata nel finale dello scorso torneo. Nuovo volto curioso anche il fisioterapista è Augusto Bagnoli, che fino a pochi mesi fa commentava i risultati della Cremo per una TV provinciale.

Gi.Ri.


COSENZA
Salvezza a colpo d’Occhiuzzi

Il post lockdown è stato sportivamente esaltante per il Cosenza, con una salvezza agguantata di forza grazie a sette vittorie, un pari e due sconfitte, e a un’ultima giornata al cardiopalma. In pochissimi avrebbero scommesso su un recupero di questa portata. Logico che la prossima stagione debba ripartire con questa inerzia positiva, quella del «miracolo » firmato dall’allenatore Roberto Occhiuzzi subentrato a Pillon proprio nei giorni del lockdown. In attacco è arrivato Sacko dal Nizza, un esterno chiamato subito a stupire. Come tutto il Cosenza, squadra – se ce n’è una – che non deve porsi limiti.


MONZA
La favola con direzione San Siro

In 108 anni il club non ha mai conquistato la massima serie: e ora è il grande obiettivo

di Matteo Delbue
MONZA

La stagione del grande sogno. E’ così che è stata ribattezzata la prossima serie B in casa Monza: patron Silvio Berlusconi e l’amministratore delegato Adriano Galliani vogliono infatti che questa annata sia storica. L’obiettivo è la promozione in serie A: un traguardo più volte sfiorato negli anni Settanta, ma mai raggiunto in 108 anni di storia. Una missione chiara, tracciata esplicitamente, senza paura e senza nascondersi. La promozione in B dopo 19 anni è stata solo il primo passo di quest’avventura romantica nella quale c’è la stessa attenzione ai dettagli che ha portato Berlusconi e Galliani ad alzare 29 trofei in 31 anni di Milan. Un Monza ai nastri di partenza con molti volti nuovi a testimoniare l’impegno della proprietà per far sì che il grande sogno diventi subito realtà, con giocatori che hanno accettato di lasciare la serie A per ritrovarla subito e profili internazionali seguiti da grandi club italiani ed europei. Un vero e proprio lusso per mister Cristian Brocchi che non vede l’ora di tornare (da allenatore) a calcare i principali palcoscenici calcistici. Il tecnico biancorosso ha oggi l’imbarazzo della scelta in ogni ruolo. A cominciare dai portieri dove Lamanna e Di Gregorio si giocheranno la maglia. Poi la difesa con l’esperienza dei vari Paletta, Bellusci, Donati, Scaglia, Lepore e la curiosità di vedere all’opera il brasiliano, ex Corinthians, Carlos Augusto. Tanta qualità anche a centrocampo, dove la freschezza di Colpani si mischia alle sicure garanzie fornite tra gli altri anche da Rigoni, Barberis, Barillà e Fossati. E poi un attacco che parla molto straniero, con Machin, Gytkjaer, Maric e Dany Mota. Il test di inizio settembre a San Siro, 33 anni dopo l’ultima apparizione del Monza alla Scala del Calcio, è stata una prova generale che ha fatto capire di essere sulla buona strada. In questa circostanza i biancorossi sono usciti dal Meazza sconfitti, ma con tanta voglia di tornarci tra dodici mesi, spinti dallo slogan indicato da Silvio Berlusconi per questa stagione: «Chi ci crede combatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince». Quella del Monza sembra davvero una favola, ai protagonisti ora scriverne lo sviluppo che già in moti cominciano a sognare.


LA CURIOSITA’

Anche lo stadio fa il salto di qualità

Come per i top club avrà uno sponsor, U-Power Stadium

Le novità in casa Monza non riguardano solo i colpi di mercato. Ma anche le strutture sportive. Lo stadio Brianteo, profondamente rinnovato in vista della Serie B, cambia infatti nome e diventa U-Power Stadium, dopo l’accordo di partnership stretto dal club biancorosso con l’azienda del settore delle calzature e dell’abbigliamento da lavoro. Un’altra riprova della programmazione in grande stile della società.


ENTELLA
Squadra d’assalto con Tedino

Ha lasciato l’amaro in bocca, all’Entella, il finale della stagione scorsa costellato di sconfitte fino al tredicesimo posto finale: quanto di più lontano dalle previsioni dopo che erano arrivate tre vittorie nelle prime tre gare e a metà torneo i liguri erano ancora al quarto posto. Ma la Virtus è una realtà consolidata della cadetteria e c’è da scommettere che si tenterà un nuovo assalto alle zone nobili della classifica. L’arrivo di Tedino in panchina ha proprio l’obiettivo del rilancio: per il tecnico, dopo l’esperienza non positiva a Palermo, l’occasione per dimostrarsi un tecnico di riferimento anche in B.