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E’ una B grandi firme
Dal Monza alla Reggina di Menez: un’annata spettacolare

Un campionato cadetto mai così equilibrato:
Lecce, Spal e Brescia già attrezzate per risalire, attenzione anche al Frosinone e alle toscane

di Paolo Croce

Non chiamatela più Serie B. Questa è una vera A2. Troppo facile, però, pensare subito, e solo, alla matricola Monza. Sono infatti tante le squadre costruite per prendere l’ascensore che porta in A.
Da una parte le retrocesse dalla massima serie Lecce, Spal e Brescia, dall’altra quelle arrivate dalla Serie C: il Monza (appunto) ma anche il Vicenza ricco di talento, la Reggina e la Reggiana. In mezzo club come Frosinone, Chievo ed Empoli che puntano alla promozione e ne hanno i numeri. Un campionato cadetto che si annuncia avvincente come nella sua migliore tradizione.
Il Monza e il suo secolo e passa di storia, (ma soprattutto Berlusconi e Galliani), vogliono essere solo di passaggio fra i cadetti. Dal portiere Di Gregorio, al difensore brasialiano Carlos Augusto, per finire con le punte Gytkjaer e Maric (rispettivamente capocannoniere del campionato polacco e croato). Tutti qui si sentono di altra categoria e si vede come si muovono in campo. Ma l’operosa Brianza non è la sola ad avere ambizioni.
Chiedere, infatti, informazioni alla Reggina. Jeremy Menez promette di essere la stella di questa stagione. L’attaccante francese, oggi 33enne, ha vestito la maglia di Milan, Roma, Psg e Nazionale francese, e ha calcato i campi della Champions League e dell’Europa League. Se avrà voglia e stimoli, il fantasista francese può essere il valore aggiunto della squadra di Reggio Calabria e fare la differenza su tutti i campi. La Reggina è la squadra più meridionale del torneo, quella chiamata alle trasferte più lunghe e onerose dal punto di vista logistico, il suo tasso tecnico, però, è fuori discussione. Ma la fila delle squadre che, a torto o ragione, si sentono di categoria superiore è ben lunga. Ecco allora il Lecce che per alcuni mesi l’anno scorso ha giocato il miglior calcio di Serie A. Poi, iniziata la parabola discendente, si è guardato troppo allo specchio soprattutto nella fase difensiva. Qui c’è voglia di rivincite. Attenti alle toscane. Il Pisa, la forza della tradizione: i nerazzurri nella scorsa stagione hanno mancato l’accesso ai playoff solo all’ultima giornata, ora ci riprovano. E riflettori sull’Empoli di Alessio Dionisi, uno dei tecnici più interessanti della categoria. L’Empoli è stata una delle delusioni più grandi dello scorso campionato. Tornati in cadetteria dalla Serie A, i toscani dovevano recitare un ruolo da protagonista ma non sono andati oltre i playoff. Vediamo ora.
Restano alte le azioni della Spal (Società Polisportiva Ars et Labor) reduce da tre stagioni in in A. Ferrara ci aveva fatto la bocca alle sfide con Juve e Inter, qui si culla la voglia di tornare al più presto nella massima serie. La società ha scelto Marino come tecnico incaricato di riportare in alto gli estensi. Dal 2001/2002, anno della prima promozione in Serie A, il Chievo Verona non era mai rimasto per due stagioni consecutive in Serie B. Anche i clivensi vogliono dire la loro (e ritrovano da “nemico’’ Delneri) nella corsa per la risalita.
Un discorso a parte merita la Cremonese. La squadra grigiorossa, nella sua storia, ha disputato “solo’’ 7 campionati di Serie A, l’ultimo dei quali nella stagione 1995-1996. L’anno scorso i lombardi si sono “scottati’’ non nascondendo le loro ambizioni, poi alla fine la Cremonese si è accontentata della salvezza. In queste settimane la società è stato molto attiva sul mercato in entrate e in uscita, con una serie di giocatori giovani e di categoria. I tempi dell’allenatore Gigi Simoni, del presidente Domenico Luzzara, e di Gianluca Vialli in campo, sono lontani, però partire a fare spenti potrebbe portare bene.
Meno equivoci tattici, liberato dal “fardello’’ social Balotelli, con Cellino che si dice “pentito’’ (ma sarà vero?) del valzer di allenatori, il Brescia vuol vivere giorni normali affidandosi a Gigi Delneri, settant’anni suonati. Era arrivato per fare il direttore tecnico, Cellino lo ha “obbligato’’ a tornare in panchina. L’ex tecnico del Chievo è specializzato in scalate, le Rondinelle rappresentano per lui l’ennesima sfida da vincere.