Hamilton va oltre il mito

Sta per eguagliare
Schumi per titoli e batterlo nei GP

Il settimo mondiale è ormai ad un passo: tutto perfino troppo facile per un campione senza limiti ma anche senza avversari realmente pericolosi

di Leo Turrini
Monza

Forse nemmeno lui immaginava sarebbe stato tutto così semplice. Padrone della Formula Uno post moderna, Lewis Hamilton in questo 2020 si è in fretta trovato senza rivali. Troppo “tenero” il compagno di squadra Bottas, un maggiordomo sprovvisto di ambizioni. E troppo netta la supremazia della Mercedes su una concorrenza mediocre. Così, quasi senza colpo ferire presto Hamilton raggiungerà Schumi per titoli mondiali vinti, sette. E certamente entro la fine della stagione il tedesco perderà il record dei successi nei Gran Premi (prima di Monza, stiamo 91 a 89…).
IL MITO. Paradossalmente, la facilità nei trionfi intacca un poco il carisma del personaggio. Per carità, Lewis è bravissimo e non sbaglia mai. Ma gareggia esclusivamente contro se stesso e ha l’onestà intellettuale di ammetterlo. Ha detto infatti dopo il recente show sulle Ardenne: «Fossi stato uno spettatore, forse avrei schiacciato un pisolino davanti alla televisione».
IL RESTO. Può darsi che, anche per scappare dalla noia, Hamilton abbia deciso di incrementare il suo impegno su fronti extra agonistici. Fino al 2019, il personaggio faceva parlare per le sue passioni da jet set, per avventure sentimentali da copertina di rotocalco, per le apparizioni sui Red carpet. Invece, nel 2020 Hamilton ha manifestato orgogliosamente la volontà di essere protagonista in materia di grandi temi. Così, la sua adesione al Black Lives Matter, la campagna contro il razzismo, ha trascinato l’intera Formula Uno, sia pure tra i mugugni di alcuni bianchissimi colleghi. Lewis non ha mollato la presa, ha alzato la voce, ha messo nero su bianco il racconto delle ingiustizie patite quando era un adolescente sconosciuto. È stato coraggioso e gliene va dato atto. Ha anche commesso errori penosi, come quando ha dato l’impressione di condividere le teorie cospirazioniste sul Covid. Ma, se non altro, ha poi avuto il buon senso di chiedere scusa.
LA CONFESSIONE. Del resto lui è ben diverso dal personaggio sicuro, determinato, quasi monolitico, che si vede in tv. Come lui stesso ha raccontato in settimana sui social. «Ci sono due lati di me – ha raccontato –. Il primo è quello che vedete in TV. Il pilota affamato che è in me e che esce quando abbasso la visiera del mio casco. Quando chiudo la visiera prendo vita. Tutte le mie paure e le mie insicurezze sono messe da parte. Mi concentro e non smetto di esserlo sino a quando non ho fatto quello che devo. Mi sento come se avessi i superpoteri che ho sempre desiderato di avere, quando sono al volante della mia monoposto». Il secondo lato è quello più personale: «Poi, ci sono semplicemente io – prosegue Lewis –. Una persona che cerca di capire la vita giorno dopo giorno, proprio come voi. Cerco di trovare la serenità, gestire il tempo, bilanciare lavoro e vita privata e cercare tempo per la mia famiglia e i miei amici. Lavoro sulla gestione delle mie emozioni e cerco di trovare tempo per altre cose di cui sono appassionato. Come tanti di voi, sto solo cercando di essere e fare del mio meglio in ogni campo».
I GIORNI DIFFICILI. Poi aggiunge: «Ho anche tanti giorni difficili. Specialmente nella bolla in cui stiamo vivendo attualmente. Mi sento solo, perdo amici e famiglia, e con gare così ravvicinate tra loro significa non avere tempo per altro, se non per il lavoro. Dunque sono grato alle persone più vicine a me per aiutarmi a trovare il giusto bilanciamento delle cose, anche se si tratta solo di messaggi, telefonate o videochiamate. Quello che vorrei cercare di dire è, non è mai una cosa sbagliata chiedere aiuto se ne hai bisogno, o dire a qualcuno come ti senti. Mostrando il tuo lato vulnerabile non ti rende sbagliato o debole. Io vedo questo come un’occasione per diventare più forte e migliore di quanto non fossimo prima».
IL FUTURO. Quello immediato è noto. Hamilton batterà tutti i record e per stare a Monza non si vede chi possa batterlo nel Gran Premio d’Italia. Più difficile decifrare i progetti del campione nel lungo termine. Lewis sta in Formula Uno dal 2007. Ha segnato un’epoca, cambiando la storia delle corse. Aspetterà che Verstappen e Leclerc, gli alfieri della generazione nuova, abbiano a disposizione macchine alla altezza della sua? Oppure si ritirerà con l’aureola di Mister Record?