Grinta, combattività ed energia, chi l’ha detto
che Valentino Rossi deve smettere di correre?

Ironia e fantasia / Dopo il casco col Viagra (per ironizzare sulla sua “non più giovane età”) chissà cosa si inventerà il 9 volte campione del mondo

Peccato solo per il terzo posto mancato proprio sul finale. La quarta posizione al Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini testimonia non solo la competitività e la longevità di Valentino Rossi. Ma anche un ruolo da protagonista che lo attende al Gran Premio dell’Emilia Romagna e della Riviera di Rimini. Alla partenza Rossi era andato subito al secondo posto guadagnando due piazzamenti rispetto alla partenza. Poi Francesco Bagnaia era entrato su Rossi prendendosi il secondo posto mentre il nove volte iridato sembrava essere in difficoltà nell’inserimento di curva e continuava a giocare in difesa con Alex Rins. Finché poi all’ultimo giro Joan Mir si era preso il terzo posto con il Dot- «Sta diventando davvero interessante. Devo andare un po’ più veloce. Non c’è nessuno che sia chiaramente favorito, tutti hanno i loro problemi. Quartararo, che ha vinto entrambi a Jerez, sembra sbagliare con la pressione. Dovizioso sta vivendo una delle sue stagioni più diff icili e non sa dove sarà il prossimo anno. È una situazione strana. Cercheremo di non mollare perché tutto può succedere ». Non chiude nessuna porta Valentino Rossi che, anzi, riconoferma il nove volte campione del mondo –. Sarebbe stato come un sabato al Ranch, qualcosa di storico, con tre piloti dell’Academy. La mia gara è stata molto buona, sono stato sempre forte per tutto il weekend. Ci sono aspetti da migliorare, dobbiamo cercare di essere più veloci domenica». Il guanto di sfida è stato lanciato, ma a diff erenza delle scorse stagioni, a raccoglierlo non è soltanto un pilota, ma più centauri con la sua stessa idea di vittoria. tore che passava in quarta piazza. Lo stesso Rossi ha ammesso che è stato un vero peccato perché il podio è sempre speciale e a Misano lo sarebbe stato ancora di più. Anche perché l’avrebbe condiviso con due piloti che conosce benissimo. Ha riconosciuto di aver commesso un piccolo errore così come l’abilità di Mir ad approfittarne e che non ha mai mollato, considerando che alla fine è riuscito a batterlo a soli due chilometri dal traguardo. Yamaha ha dimostrato di aver un ottimo ritmo e Rossi di trovarsi bene con la moto: «È stato un ottimo weekend per la nostra squadra e per me perché siamo sempre stati molto competitivi». Considerando la grinta e l’energia è ancora presto per parlare di eredità. Ma la VR46 Riders Academy, dove i giovani talenti italiani hanno la possibilità di crescere grazie al supporto del Dottore e degli esperti del motorsport, rappresenta un primo grande regalo per il mondo delle due ruote. Un’idea vincente che nella domenica del Gran Premio Lenovo di San Marino e della Riviera di Rimini segna l’apice del successo e della riuscita di questo progetto. Gli allievi superano il maestro che incassa il colpo col sorriso e con una certa soddisfazione perché quei due piloti che occupano i gradini più alti del podio sono le punte di diamante della VR46 Riders Academy. A margine della gara, ai microfoni di Sky Sport MotoGP, Rossi aveva scherzato avanzando l’ipotesi di chiudere la VR46 Academy: «Abbiamo deciso di chiudere in bellezza. Dopo il primo e secondo posto di Marini e Bezzecchi e il primo e secondo posto di Morbidelli e Bagnaia a Misano davanti a me, abbiamo deciso di chiudere l’Academy. Ho parlato con Uccio. Chiudiamo col botto. Basta, è stato un bel lavoro, ci siamo divertiti ma abbiamo esagerato». Morbidelli e Bagnaia gioiscono nello stesso giorno al Misano World Circuit Marco Simoncelli, la pista di casa e dove si allenano con gli altri piloti della VR46 Academy. Sono risultati che riempiono di soddisfazione Rossi che, seppur ai margini del podio, applaude con tantissimo orgoglio quanto fatto dai suoi pupilli. E chissà quale sarà il casco speciale con cui Valentino Rossi affronterà il Gran Premio dell’Emilia Romagna. Come da tradizione, il nove volte campione del mondo ne indossa uno nuovo, così come è successo per l’appuntamento di domenica scorsa (foto a sinistra).


«Questa è la stagione più imprevedibile vissuta in questi ultimi anni»

«Sta diventando davvero interessante. Devo andare un po’ più veloce. Non c’è nessuno che sia chiaramente favorito, tutti hanno i loro problemi. Quartararo, che ha vinto entrambi a Jerez, sembra sbagliare con la pressione. Dovizioso sta vivendo una delle sue stagioni più diff icili e non sa dove sarà il prossimo anno. È una situazione strana. Cercheremo di non mollare perché tutto può succedere ». Non chiude nessuna porta Valentino Rossi che, anzi, riconosce come questa sia la stagione più incerta vissuta in carriera negli ultimi anni. Certo, occorre essere più veloci, ma anche più precisi in gara perché alcuni errori pesano. Alla curva del Tramonto sulla pista di Misano ha allargato troppo la traiettoria e si è ritrovato quarto. Dopo un’ottima partenza ha faticato a tenere il passo del suo “ex allievo” Morbidelli, ma si tratta di una pecca che prescinde dall’abilità in gara. «Mi infastidisce davvero non essere sul podio – conferma il nove volte campione del mondo –. Sarebbe stato come un sabato al Ranch, qualcosa di storico, con tre piloti dell’Academy. La mia gara è stata molto buona, sono stato sempre forte per tutto il weekend. Ci sono aspetti da migliorare, dobbiamo cercare di essere più veloci domenica». Il guanto di sfida è stato lanciato, ma a diff erenza delle scorse stagioni, a raccoglierlo non è soltanto un pilota, ma più centauri con la sua stessa idea di vittoria.


Che delusione per Viñales: prova anonima e quinto posto in classifica

Problemi / Per il pilota è dura guidare la moto con il serbatoio pieno

Peccato per Maverick Viñales: partiva dalla pole ma è naufragato dopo poche curve. La prestazione anonima lo ha relegato al sesto posto in gara a Misano e al quinto nella classifica generale di MotoGP. La riflessione da fare è però ben più ampia perché nelle ultime nove gare in cui è partito dalla pole, lo spagnolo della Yamaha non ha mai vinto. Ma non le manda a dire dopo un fine settimana in cui è riuscito a fare 27 giri con il passo-gara dell’1:32 alto. Sembrava che tutto andasse per il meglio, ma arrivati alla gara qualcosa non ha più funzionato. Le ragioni? «È molto diff icile spiegarmelo – riflette Viñales –. Non può essere un fattore mentale, perché altrimenti come si spiega il record della pista del sabato? Questa moto con il serbatoio pieno è impossibile da guidare. Vado lungo, non sterza e non ho trazione. In scia fa una linea diversa, in curva non abbiamo velocità, insomma non riesco a sfruttare il potenziale di questa M1. Poi, a fine gara, con poca benzina, andavo molto meglio e ho potuto passare Miller». Problema di testa? «Non scherziamo, non credo proprio, non posso avere dimenticato nell’arco di 24 ore come guidare, oltre alla pole sabato ho anche firmato il record della pista. Ho cambiato 70 volte il mio stile di guida con la Yamaha ma i risultati non arrivano». Non si tira indietro dal togliersi qualche sassolino dalla scarpa in vista dell’imminente GP dell’Emilia Romagna: «Soff riamo sempre dei soliti problemi. Al posteriore sembra di guidare sul ghiaccio, in gara. La moto scivola parecchio: dò gas e sbando. Nelle prove invece abbiamo molto grip. Ho avuto gli stessi problemi a Jerez: in prova avevo un ritmo spettacolare, in gara ero più lento di un secondo. È frustrante, perché in qualifica sono sempre in top 3, poi arriva la gara e mi superano facilmente».