Parma show, c’è un’opera da completare

Cornelius e compagni sono in corsa per un posto in Europa: domani contro il Torino hanno l’occasione per ripartire in quarta

di Marcello Giordano
PARMA

Una volata di 13 gare per poter dire di esserci riusciti nuovamente: a stupire la serie A. D’Aversa e il suo Parma ci sono riusciti nell’anno del ritorno in serie A, con una stagione al di sopra delle righe e di qualsiasi preoccupazione. Si stanno ripetendo, anzi di più: perché i ducali sono in corsa per l’Europa, a un solo punto dal settimo posto che potrebbe significare Europa, a 4 dal Napoli, sesto in classifica. Missione europea, provarci è d’obbligo, a maggior ragione in un finale di campionato anomalo in cui può accadere di tutto: 13 gare da giocare in un mese e mezzo. Soprattutto, tanti scontri diretti: trasferta a Verona il primo luglio, gara che inaugurerà tre settimane di fuoco, con le sfide a Fiorentina, Roma, Bologna e Milan, Samp e Napoli. I destini della formazione di D’Aversa passeranno soprattutto da questi incroci. Ma pure dai nodi che riguardano l’infermeria, perché nella settimana che porta alla ripresa con il Torino, Roberto Inglese ha lavorato solo parzialmente in gruppo, mentre Gervinho, Alberto Grassi, Giuseppe Pezzella e Luca Siligardi hanno svolto lavoro differenziato. Il Parma ha già ampiamente dimostrato di saper fare di necessità virtù e D’Aversa ha evidenziato la capacità di saper improvvisare, nell’emergenza: Kucka falso nove, difesa a 3, 4-3-3 e 4-3-1-2 le variazioni sul tema di un’organizzazione comunque ferrea, dove le ripartenze di Kulusevski e Gervinho sono risultate armi letali. Letale è pure la cooperativa del gol dei crociati, perché sono 13 i marcatori stagionali in casa Parma, dove Cornelius, spesso da subentrante, è il miglior marcatore con 8 reti, seguito da Gervinho (7) e dal golden boy di scuola atalantina promesso alla Juventus Kulusevski (5). Ma D’Aversa, oltre che su di loro, può fare affidamento anche su diversi bomber di scorta: come Kucka, Iacoponi, (3 reti a testa), Gagliolo e Inglese (2). Il Parma, nell’era pre Covid, ha dimostrato di avere molte frecce al proprio arco. La speranza, in chiave ripresa, è quella di essersi lasciato alle spalle i problemi fisici. Perché tante gare in pochi giorni, ritmo forsennato e caldo, mal si conciliano con le rotazioni ridotte con cui D’Aversa pare dover fare ancora i conti: almeno in vista della ripresa. Completare una stagione da sogno coronando l’obiettivo Europa sarebbe il capolavoro di mister D’Aversa e del Parma. A questo punto, tanto vale provarci fino in fondo. La stagione rimarrà comunque da incorniciare.


IL CALENDARIO

Quanti scontri diretti con vista sulle coppe

Il calendario del Parma (giornata, partita, data)

2,5 Torino-Parma (domani ore 19:30), recupero.

2,7 Genoa-Parma (23 giugno, 21:45).

2,8 Parma-Inter (28 giugno, 21:45).

2,9 Verona-Parma (1 luglio, 21:45).

3,0 Parma-Fiorentina (5 luglio, 19:30).

3,1 Roma-Parma (8 luglio, 21:45).

3 2 Parma-Bologna (12 luglio, 19:30).

3,3 Milan-Parma (15 luglio, 19:30).

3,4 Parma-Sampdoria (19 luglio, 17:15).

3,5 Parma-Napoli (22 luglio, 19:30).

3,6 Brescia-Parma* (26 luglio)

3,7 Parma-Atalanta* (29 luglio).

3,8 Lecce-Parma* (2 agosto)
* anticipi, posticipi e orari da stabilire.


Tra presente e futuro

D’Aversa piace proprio ai granata
Intanto ha già prenotato Bellotti

Il ds Faggiano è attivo sul mercato, il tecnico che ha battuto il Covid-19 è appetito dai rivali

PARMA

Non sarà una prima banale, per D’Aversa e il Parma. E non solo perché la sfida con il Torino rappresenterà un nuovo inizio nonché un primo passo verso il ritorno alla pseudo normalità per un club che dopo essere stato colpito dal Covid-19 nella persona del tecnico ha deciso di preparare il ritorno in campo andando in ritiro: unico club della serie A. La sfida con il Torino chiama in ballo il futuro: perché sulla sponda granata, in vista della prossima stagione, si parla proprio di D’Aversa come potenziale tecnico in chiave futura. Longo è stato chiamato per risollevare un gruppo in crisi, partito con obiettivi europei e sprofondato in lotta salvezza con Mazzari, ma la sensazione, ad oggi, all’interno del club di Cairo, è che con la fine della stagione ci sarà un nuovo ribaltone. Peccato si debba fare prima i conti con Roberto D’Aversa e il Parma, che già hanno lanciato precisi segnali sull’intenzione di proseguire il cammino insieme almeno per un’altra stagione. Non solo a parole: anche con i fatti, parlando di mercato e di nuovi talenti su cui il diesse Faggiano ha messo gli occhi, su tutti il diciottenne regista argentino Martin Bellotti, del Newell’s Old Boys. «Il progetto Parma è quello che mi convince di più ad oggi», ha dichiarato l’agente del centrocampista Jonathan Trullols, parlando ai microfoni di Marca, spalancando le porte ai ducali e chiudendola apparentemente alla Liga spagnola. L’operazione ha la benedizione di D’Aversa, non a caso il Torino pare aver avviato contatti nelle ultime ore anche con Giampaolo per la prossima stagione, nonostante il traghettatore Longo speri di poter strappare la riconferma rilanciando il Toro, coinvolto in una pericolosa lotta salvezza.

Marcello Giordano


«Reggiana con umiltà, ma senza paura»

«Sentiamo la responsabilità verso una città che ci ha seguito e per alcuni giocatori questa è un’occasione unica per salire in B»

di Nicola Bonafini
REGGIO EMILIA

Doriano Tosi, direttore sportivo della Reggiana che dal 13 di luglio sarà impegnata nei playoff promozione della Serie C, con l’aspettativa di recitare un ruolo da grande protagonista, in quanto miglior seconda. Con che spirito affronterete gli spareggi?

«Con grande umiltà, ma anche con estrema determinazione. Dobbiamo sempre tenere a mente da dove siamo partiti quest’anno (la Reggiana è neopromossa in C, in quanto ripescata, ndr), ma al contempo dobbiamo essere anche consapevoli dell’occasione che abbiamo davanti».
Sarà più la pressione, il senso di responsabilità o lo stimolo a fare bene che vi guiderà?
«Sicuramente il senso di responsabilità: innanzitutto verso una città che ci ha sempre seguito con entusiasmo, passione e vicinanza. Poi verso un gruppo di dirigenti che ha fatto e sta facendo sacrifici per seguire le ambizioni del club. Dall’altra c’è anche un po’ d’ansia pensando al fatto che, magari, per certi giocatori quella che sta passando davanti a loro è un’occasione più unica che rara».
C’è un segreto nell’affrontare una competizione così anomala, in cui, per esempio, la Reggiana si gioca tutto in tre partite concentrate in 10 giorni?
«Non c’è una ricetta specifica. Ognuno ha i suoi ’mantra’. La verità è che conta il momento, devi essere in forma, sia fisica sia mentale, in quel frangente. Non è facile, perché il livello delle variabili aumenta esponenzialmente. Devi fare affidamento sulle conoscenze che si possiedono e su cosa ti dice l’esperienza».
In più vi è l’anomalia che sono tutte partite secche.
«E’ vero. Occorre che gli ’astri si allineino’ proprio in quel momento. Ricordo i playoff che ho vinto col Padova. Partimmo da quinti… e arrivammo in B».
A proposito, quanti playoff ha vinto in carriera?
«Sinceramente sono più quelli che ho perso di quelli vinti! Diciamo che sono uno che tende a vincere le corse a tappe, più che gli sprint. Però quello coi veneti è un bellissimo ricordo e anche l’anno scorso col Modena era fondamentale vincere gli spareggi, per avere la sicurezza del ripescaggio in C».
Chi teme di più in questi playoff?
«Sono tutte squadre temibili. Chiaramente, se penso a Bari, Carpi, Sudtirol, Catanzaro e Ternana vedo delle rose costruite con grande profondità e qualità. Soprattutto hanno quelle individualità che ti possono risolvere una partita senza domani».
Chi, infine, potrà essere la sorpresa.
«Faccio tre nomi. Il Monopoli, la Carrarese che è un po’ una squadra costruita come la Reggiana, con un grande spirito di gruppo e, infine, la FeralpiSalò perché ha giocatori che possono risolvere il match con una giocata singola ed estemporanea».


LA FORMULA

Partite secche fino al 22 luglio

Con Monza, Vicenza e Reggina promosse in Serie B, Gozzano, Rimini e Rieti retrocesse in Serie D, la serie C disputerà i playoff dopo la finale di Coppa Italia tra Juventus Under 23 e Ternana del 27 giugno, il cui risultato modificherà il programma del tabellone. Si giocano sempre gare uniche. Primo turno (1 luglio, gara unica): Alessandria- Juventus U23, Novara- Albinoleffe, Padova- Samb, Ternana-Avellino, Catania-Virtus Francavilla, Catanzaro-Teramo. Secondo turno (5 luglio): Albinoleffe/Novara-Alessandria/ Juventus U23, Sudtirol-Feralpi Salò, Padova/Samb-Triestina, Potenza-Catania/Virtus Francavilla, Ternana/Avellino-Catanzaro/ Teramo. Fase nazionale. 1° Turno (9 luglio): entrano in tabellone Renate, Carpi, la vincente di Coppa Italia, Monopoli. 2° Turno (13 luglio): entrano in tabellone Carrarese, Reggio Audace, Bari. Final four (semifinali 17 luglio, finale 22 luglio).


I punti di forza granata

Spanò e Rozzio le saracinesche aspettando i gol di Scappini

Il gruppo di Alvini si affida alle invenzioni di Rossi, ex Juve. E all’inviolabilità del Mapei Stadium

Chi sono gli uomini chiave della Reggiana? Gli atleti che possono fare la differenza sono sostanzialmente quattro. In difesa, Alessandro Spanò e Paolo Rozzio sono imprescindibili. Il primo per la sua leadership silenziosa, la concentrazione e l’enorme dedizione alla causa, tanto da aver giocato con un legamento crociato del ginocchio in condizioni precarie. La maggioranza dei giocatori si sarebbe operata. Spanò, no. Da vero capitano, si è rimesso in sesto ed è sceso in campo. Per Rozzio, questa è stata la sua miglior stagione e per impatto fisico e capacità di far partire l’azione dal basso è un altro degli insostituibili di Alvini. A centrocampo, tutto passa per i piedi morbidi e sapienti di Fausto Rossi. L’ex talento del settore giovanile della Juventus, si è rilanciato quest’anno a Reggio Emilia. E’ il «cervello» della squadra, quello che tira le fila del gioco e conferisce qualità alle trame di gioco granata. In attacco, le speranze di promozione della Reggiana passano attraverso le qualità realizzative di Stefano Scappini. Il bomber umbro ha viaggiato all’impressionante ritmo di 9 gol in 18 partite giocate, molte delle quali in condizioni fisiche non ottimali per una fascite plantare. La speranza è che per 10 giorni, il tallone lo lasci in pace e lui possa essere decisivo così come lo è stato in molteplici occasioni durante la stagione. Il dato. La Reggiana è la squadra, assieme alla già promossa Reggina, con il miglior rendimento casalingo di tutta la Lega- Pro. Per il team di Alvini, 34 punti in 14 partite giocate al «Mapei- Città del Tricolore». La differenza? Che la Regia è l’unica a non aver mai perso tra le mura amiche.

Nicola Bonafini