Ravenna di rincorsa: «Ma saremo pronti»

Il ds Sabbadini: «Dover giocare è un boccone amaro, ma ormai conta poco. Contro il Fano sarà decisiva la tenuta mentale»

RAVENNA

Di fronte al Ravenna c’è la ‘doppia sfida’ più importante della storia recente del sodalizio del presidente Brunelli. Nel playout che deciderà la salvezza nel loro 3° campionato consecutivo di serie C, i giallorossi affronteranno il Fano. I precedenti in campionato sono in assoluta parità: 1-1 all’andata in trasferta e 1-1 al ritorno al Benelli. Mister Foschi sa già che non potrà contare sull’infortunato Martorelli. L’introduzione ai 180’ da ‘dentro o fuori’ è toccata al ds Matteo Sabbadini: «Nel momento in cui ci hanno comunicato che avremmo dovuto giocare, ho provato un senso di delusione e di negatività, anche se devo ammettere che un po’ tutti ce l’aspettavamo. Chiaro che quando è arrivata l’ufficialità abbiamo dovuto mandare giù un boccone molto amaro. Ma già dopo 24 ore, eravamo proiettati all’evento agonistico. Useremo tutta la rabbia per salvarci sul campo, trasformando questa rabbia in energia positiva. La Federcalcio ha deciso che si gioca e dunque dobbiamo concentrarci solo su quello. Non dobbiamo pensare a tutti gli aspetti che ci hanno dato fastidio nel corso di queste settimane, anche perché, adesso, contano davvero poco». La ripresa degli allenamenti è avvenuta con grande spirito di partecipazione. Tutti i componenti della rosa si sono fatti trovare pronti: «I ragazzi – ha proseguito Sabbadini – li ho ritrovati bene. Mi aspettavo qualcuno forse un po’ più indietro di altri, invece devo dire che stanno tutti bene, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto dio vista mentale. Mi sento di dire che l’entusiasmo c’è. Detto questo, posso aggiungere che 17 giorni di allenamenti per una doppia sfida così importante non possono essere sufficienti. E non è solo la mia opinione. Dopo 3 mesi di stop, 17 giorni non bastano. Forse non sarebbe bastato nemmeno un mese. Ma, volenti o nolenti, dovremo andare in campo comunque. Senza alibi e senza scuse, partiremo alla pari». Servirà una preparazione specifica su più fronti, senza dimenticare l’avversario. Anche se il Ravenna avrà il vantaggio del ritorno in casa e del ‘doppio pareggio’: «Le partite – ha aggiunto Sabbadini – vanno preparate come al solito. Il nostro staff visionerà molte partite del Fano, soprattutto quelle dell’ultimo periodo, anche se dovremo pensare più che altro a noi stessi. Testa e cuore saranno fondamentali. Dal punto di vista mentale dovremo farci trovare pronti per affrontare partite di un certo tipo. Serviranno necessariamente anche le gambe. I risultati conseguiti negli scontri diretti nel corso della stagione non hanno alcun valore. Le sfide dei playout sono un capitolo a parte dove si azzera ogni cosa. Ci giocheremo tutto in 3 giorni. Purtroppo questa è la cruda realtà. Ma non possiamo partire con l’idea di giocarci tutto in 180’ e di avere due risultati su tre. Sarebbe un delitto».


LA FORMULA

Andata e ritorno, romagnoli davanti

PLAYOUT SERIE C Dopo lo stop dei campionati, la Lega Pro ha stabilito che le ultime di ogni girone (Gozzano, Rimini e Rieti) siano retrocesse, e che le altre sei squadre che vanno in serie B siano scelte col meccanismo dei playout, che coinvolge le squadre piazzate dal quintultimo al penultimo posto. Ecco il programma.

Andata (27 giugno) Pianese-Pergolettese Olbia-Giana Erminio Fano-Ravenna Arzignano Valchiampo-Imolese Bisceglie-Sicula Leonzio Rende-AZ Picerno

Ritorno (30 giugno) Pergolettese-Pianese Giana Erminio-Olbia Ravenna-Fano Imolese-Arzignano Valchiampo Sicula Leonzio-Bisceglie AZ Picerno-Rende

Il regolamento. A parità di risultato (i goal in trasferta non valgono doppio) si salva la squadra meglio classificata, ovvero quella che gioca il ritorno in casa.


Non è la prima volta

Ciani e Lapadula, la firma sugli spareggi indimenticabili

Nel 1967 successo sullo Jesi
Nove anni fa l’attaccante beffò il Sudtirol conquistando un rigore a gioco fermo

RAVENNA

Nei 107 anni di storia, il Ravenna ha giocato 3 spareggi per non retrocedere, gli ultimi due dei quali caratterizzati da un epilogo clamoroso, entrambi in zona Cesarini. Nella mente dei tifosi d’epoca c’è comunque lo spareggio per la permanenza in serie C, disputato il 4 giugno 1967 sul campo neutro di Riccione e vinto 1-0 contro lo Jesi. I giallorossi – con Fioravanti in panchina dopo gli esoneri di Ganzer, Sessa e Lucchi – si aggiudicarono la sfida ‘secca’ con una rete del bomber Domenico Ciani, segnata in avvio di ripresa. Era il Ravenna di Bartolini, Vitali, Rizzo e Pirazzini, alla prima stagione nel nuovo stadio Comunale. Nel 2011, in pieno ‘calciopoli’, il Ravenna beffò il Sudtirol ai playout, salvandosi sul campo in Prima divisione di Legapro, prima della mannaia della giustizia sportiva. Dopo il ko dell’andata a Bolzano (1-0), serviva un successo con qualsiasi risultato. Sull’1-1 al 97’ le speranze erano praticamente nulle. L’attaccante Lapadula inseguì un pallone ormai preda del portiere Zomer, che perse la testa, spingendo a terra il giocatore ravennate: espulsione e rigore, che Chianese trasformò. Amaro fu invece l’epilogo della stagione successiva in serie D. Il Ravenna arrivò al playout contro la Virtus Pavullese di nuovo col vantaggio del ‘doppio pareggio’ grazie alla miglior classifica. Dopo il 2-2 dell’andata, anche il ritorno sembrava avviarsi verso lo stesso risultato di 2-2, ma, al 49’ della ripresa, un ingenuo fallo da rigore a pochi secondi dal fischio finale, consentì agli ospiti di salvarsi, condannando il Ravenna alla retrocessione in Eccellenza. Il fallimento del Ravenna di Aletti costrinse però la nuova società a ripartire addirittura dalla Promozione.