Una pioggia di fischietti
La grande novità: maxi-rosa di 50 arbitri, dirige Rizzoli

La fusione di Can A e Can B amplia il ventaglio a disposizione del responsabile: promossi
Fourneau e Sacchi. E torna una donna in squadra

L’ultimo triplice fischio più prestigioso della scorsa stagione l’ha dato Daniele Orsato che, lo scorso 23 agosto, ha diretto a Lisbona la finale di Champions tra il Bayern Monaco e il Psg. Ennesima conferma che la nostra classe arbitrale – tanto contestata – gode ancora di grande stima nel panorama internazionale. E per mantenere la fama ad alti livelli e restare all’avanguardia, da questa stagione arriva un’importante novità strutturale: la nascita di una nuova Commissione arbitri nazionale che riunisce sotto lo stesso tetto i fischietti di Serie A e quelli di Serie B, andando così a unificare quelle che fino a ieri erano la Can A e la Can B. Il tutto sotto la direzione di Nicola Rizzoli, già da tre anni responsabile della commissione della massima serie e ora confermato al timone di questo nuovo progetto, definito dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, «un tassello importante per la crescita dei nostri arbitri: la famiglia si arricchisce di questa nuova idea progettuale ». Rizzoli – uno dei tre italiani nella storia a dirigere la finale di un mondiale – sarebbe peraltro andato incontro all’ultimo rinnovo possibile della vecchia carica, ma questa nuova composizione strutturale azzera, di fatto, i suoi precedenti mandati. L’ex arbitro bolognese guiderà quindi una super-rosa di 50 arbitri e 8 assistenti da spalmare ogni giornata sui campi di A e B. Al suo fianco la novità di Paolo Calcagno di Nichelino coadiuvati da Gabriele Gava, Danilo Giannoccaro e Andrea Edoardo Stefani. Tanti saluti, invece, a Emidio Morganti, ex designatore di B.
Gli arbitri. Nella rosa dei fischietti per il prossimo campionato ormai alle porte, non ci sarà per raggiunti limiti di età, invece, Gianluca Rocchi che aveva diretto la sua ultima partita lo scorso primo agosto, quando al triplice fischio di Juventus-Roma si era lasciato andare all’emozione e a qualche lacrima, inevitabili dopo una carriera lunga ben 17 anni. Ci sono, invece, due volti «nuovi ». Sono Francesco Fourneau della Sezione di Roma 1 e Juan Luca Sacchi di Macerata i due arbitri promossi dalla Can B alla Can A per la stagione 2020/21. Lo ha annunciato l’Associazione italiana arbitri a seguito della riunione che ha deliberato la formazione dei ruoli arbitrali nazionali per la stagione sportiva vicina ad aprirsi. Confermati i 4 Var Pro: Banti, Di Paolo, Mazzoleni e Nasca.
Tra gli assistenti arbitrali, promossi dalla B alla A Salvatore Affatato, Pasquale Capaldo, Vito Mastrodonato, Oreste Muto e Niccolò Pagliardini. Dismessi Lorenzo Gori e Antonio Santoro per valutazioni tecniche e Lorenzo Manganelli e Giorgio Schenone per limiti di età. Una novità importante: a seguito dell’unificazione di Can A e B ufficializzata ieri da Aia e Figc, anche gli arbitri di Serie B da questa stagione potranno arbitrare in Serie A. Oltre all’organico di Can B, anche i seguenti fischietti promossi dalla Can C: Matteo Gariglio di Pineorolo, Matteo Marchetti di Ostia, Francesco Meraviglia di Pistoia, Daniele Paterna di Teramo, Alberto Santoro di Messina. Dismessi per valutazioni tecniche Niccolò Baroni e Daniele Minelli.
Quota rosa. Sono sette invece gli assistenti promossi in Can B, tra cui una donna, Francesca Di Monte, una novità dopo diversi anni dall’ultima presenza femminile tra i due massimi campionati di calcio. Anche Di Monte potrà svolgere in futuro il suo ruolo di assistente arbitrale in una partita di Serie A. Gli altri assistenti promossi in Can B sono: Marco Della Croce, Gaetano Massara, Davide Moro, Gabriele Nuzzi, Marco Trinchieri e Daisuke Emanuele Yoshikawa. Dismessi per valutazioni tecniche: Cangiano, Capone e Soricaro.


E’ un gioco da ragazze
Gol, talento e allegria: il calcio in rosa piace sempre di più

di Alice Nidasio
MILANO

Serie A 2020-21: la Juventus è ancora la squadra da battere, ma le sorprese non mancheranno. Dopo i mesi di stop a causa del Covid il campionato femminile è ripartito con una certezza e tante incognite: le bianconere restano le favorite ma non si possono escludere clamorosi ribaltoni. «Squadra che vince non si cambia »: dev’essere questo il motto prevalso a Vinovo in chiave mercato, dato che la Vecchia Signora non ha stravolto l’ossatura del gruppo e ha portato alla corte di Rita Guarino acquisti mirati, cedendo in prestito le promesse del settore giovanile. Tre gli innesti più significativi: il terzino danese Lundorf, la giovanissima regista argentina Ippolito e Lina Hurtig, centrocampista offensiva svedese medaglia di Bronzo ai Mondiali di Francia dello scorso anno. Nemica numero uno di Girelli e compagne sarà ancora la Fiorentina di Antonio Cincotta, unica rivale che ha lottato alla pari con le bianconere negli ultimi tre anni. Le viola hanno ceduto Guagni, Lazaro e Mauro, ma gli ingaggi di Quinn (Arsenal), Sabatino (Sassuolo) e Neto (Wolfsburg) fanno pensare che il club gigliato si sia attrezzato per insidiare la supremazia juventina. Approccio simile quello del Milan di Maurizio Ganz, beffardamente condannato al terzo posto dall’algoritmo (costato l’esclusione dalla Champions per le rossonere) e con la ferma volontà di migliorare la posizione in classifica, anche se l’arrivo di alcune giocatrici in realtà non vieta di inserire la parola Scudetto nelle aspettative del Diavolo. Grimshaw, Simic e Rask puntelleranno il centrocampo delle ’veterane’ Conc, Jane e Kulis; Agard rinforzerà la difesa e Dowie affiancherà il capitano Valentina Giacinti in attacco. Le premesse per mettere in difficoltà le prime della classe questa volta ci sono tutte. Meno ambiziosi gli obiettivi delle cugine dell’Inter, che però dopo un anno da esordienti in Serie A conteranno su una rosa più ampia. In attacco Mauro e Moller-Hansen saranno chiamate a fare la differenza in alternanza alla coppia Marinelli-Tarenzi, ma gli innesti sono anche in mezzo al campo (Nyman e Simonetti) e in difesa, con la brasiliana Kathellen Sousa. Tra le formazioni che hanno l’obbiettivo di fare il salto di qualità figurano il Sassuolo di Piovani, la Florentia di Carobbi, l’Empoli del neo allenatore Spugna ma soprattutto la Roma di Bavagnoli. Le giallorosse, che hanno blindato le stelle come Andressa e Giugliano e aggiunto un’attaccante di qualità come Paloma Lazaro, dovranno dimostrare più maturità sul piano caratteriale ed evitare di commettere gli errori che nei primi tre anni in A sono costati troppi punti. Nella parte più bassa della classifica si collocano Hellas Verona, Pink Bari e le neopromosse San Marino Academy e Napoli Femminile. Attenzione soprattutto alle partenopee di Marino, che hanno espresso bel gioco nel torneo cadetto e vantano profili interessanti come Chatzinikolau, Cafferata e Kubassova. Se la Juve è certamente la squadra da battere, il Napoli è la candidata a sorprendere. Questa la classifica dopo le prime 3 giornate (il campionato riprenderà il 4 ottobre): Milan, Fiorentina e Juventus 9; Sassuolo 7; Empoli 6; Roma 4; Florentia, Bari e Inter 3; Verona, Napoli e San Marino 0.