Un weekend complicato per la Honda,
tra promesse mancate e grandi assenti

Team / Anche nel secondo appuntamento a Misano peserà l’assenza di Marc Márquez: gli altri piloti non sembrano ancora in grado di eguagliarne i risultati

Sarà un altro Gran Premio di passione per la Honda, costretta a ridimensionare le aspettative di inizio campionato. Sulle sorti della scuderia giapponese pesa l’assenza della stella Marc Márquez, ancora in fase di recupero dalle complicazioni dell’incidente al GP di Andalusia. I risultati ottenuti nelle gare disputate dopo Jérez confermano come la Honda dipenda ancora troppo, dal campione spagnolo. Nel frattempo, dalle dichiarazioni di Nakagami trapela un po’ di nervosismo. Se la scuderia ha scelto il pilota nipponico come sostituto di Márquez, aff idandogli dati e dotazioni di quest’ultimo, la risposta sono stati piazzamenti fuori podio e pochi punti. Né confortano le prestazioni, almeno nell’ultima gara, di Stefan Bradl e Alex Márquez, incapaci di conquistare un piazzamento di rilievo. Sia come sia, il campionato della Honda non è finora in linea con il blasone del marchio, e mentre si attende il ritorno in pista della stella spagnola, ci sarà ancora da stringere i denti in attesa di un podio. D’altra parte, questo è un campionato insolitamente aperto e competitivo, e lo si constata semplicemente considerando l’avvicendarsi dei vincitori delle prime gare. È una situazione che ha commentato di recente un “grande vecchio”, Casey Stoner, quando ha aff ermato che le moto delle diverse scuderie sono equivalenti e servono veri campioni per fare la diff erenza, cosa che rende ancora più evidente l’assenza di Márquez. Il recupero del campione di Cerveza potrebbe mettere fine a questo stato di incertezza e dimostrarne una volta di più le grandi doti.


Il Cabroncito

Marc, il recupero procede bene
Rientro tra due mesi a Valencia?

È il grande assente di questa fase del campionato MotoGP, e sicuramente la sua scuderia ha accusato il colpo. Certo infortunarsi proprio a inizio stagione, se si guarda al lato positivo, permette di mantenere ancora i giochi aperti, ma occorre fare attenzione a non precipitare le cose. È già successo ad agosto, quando il ritorno in pista sembrava cosa fatta e invece è stato necessario un secondo intervento chirurgico dopo la rottura della placca all’omero destro (nelle foto sotto due momenti della convalescenza in seguito alle operazioni). Anche se si è in seguito escluso che la rottura fosse conseguenza delle prove in pista eff ettuate dal pilota (sembra infatti che sia dipesa da un banale incidente domestico), è ovvio che ora si preferisca procedere con il massimo scrupolo per non complicare ulteriormente la situazione. Le ultime notizie danno quindi Márquez in gara per il Gran Premio di Valencia, ancora una volta nella sua Spagna, a metà novembre. Si tratta di una stima che procede in linea con i tempi indicati all’indomani del secondo intervento dal team manager della scuderia giapponese Alberto Puig. Mentre quindi completa il proprio recupero, il pilota di Cerveza cerca di tenersi il più possibile attivo ed allenato, così da riuscire a fare la diff erenza da subito. E anche un allenamento da schermo può servire, magari sul modello delle Virtual Races di questa primavera, dove (e non c’erano dubbi) Marc si era confermato ancora il campione da battere.


RC213V

Ecco la “bella e impossibile” della scuderia

È un bolide ultrasofisticato e ultraperformante, ma non è per tutti. Questa almeno la conclusione cui si sta arrivando tra i tecnici della scuderia giapponese, dopo i risultati non esaltanti ottenuti con gli altri piloti. La moto RC213V è in eff etti costruita su misura di Márquez e del suo stile di guida, e quando altri la provano devono faticare non poco per adattarvisi. Non è un caso se all’origine di qualche polemica nelle ultime settimane è stata proprio la dotazione tecnica dei piloti Honda, e gli inconvenienti e problematiche da questi riscontrate, con Nagakami che comunque non sembra ancora in grado di trarre il massimo dal suo bolide. E del resto, che ci sia di mezzo una cospicua dote di talento e bravura nelle vittorie di Márquez lo confermano i suoi colleghi. Cal Crutchlow, ad esempio, osservando i dati di telemetria, ha sottolineato l’unicità del suo stile e l’impossibilità di emularlo. Secondo il pilota del team LCR la maniera che ha Marc di controllare la moto non è imitabile a meno di non voler finire, con buona probabilità, per terra.


Con Pol Espagaró arriva una new entry
per aggiungere talento ed esperienza

Una situazione inconsueta e per certi versi delicata, quella del pilota catalano Pol Espargaró: ha ancora un campionato da concludere e traguardi da raggiungere con la sua scuderia, la KTM, ma sa già che le prossime stagioni le correrà con la Honda del rivale Márquez. Le prossime gare per Pol saranno dunque occasione per mostrare rispetto e gratitudine verso il suo team attuale e magari raggiungere qualche podio, come fino ad ora non gli è ancora riuscito. Un rapporto, quello tra Espargaró e KTM, costruito negli anni e con reciproca soddisfazione, e in eff etti la scelta di passare ad Honda è suonata inaspettata a molti. L’avvicinamento alla casa nipponica è stato graduale e coltivato nel tempo: Honda aveva già mostrato interesse per il pilota in passato, e durante il periodo del lockdown ha concretizzato la sua proposta. Nelle intenzioni della scuderia, l’arrivo di Espargaró è destinato a portare esperienza, talento e competenza anche nella fase di sviluppo della moto per le prossime stagioni. Il pilota catalano ha infatti una lunga frequentazione con il mondo dei motori, se è vero che corre in MotoGP dal 2014, e può dare input importanti nell’ottimizzazione dei dati tecnici, portando magari la Honda a superare quella dipendenza da Márquez che la porta a soff rire in modo eccessivo la sua assenza in questa fase del campionato. A detta del team Honda, inoltre, lo stile di guida di Espargaró è adatto alle caratteristiche della RC213V e quindi ci si aspettano buoni risultati da lui. Dal canto suo, Pol pensa a concludere nel migliore dei modi la sua stagione in KTM, e per le prossime pregusta un sano confronto con il conterraneo Márquez, che ha annoverato tra i suoi piloti di riferimento e con il quale si è già incontrato/scontrato più volte in passato. Sarà un confronto interessante, insomma, e Honda si aspetta di trarre vantaggio da un po’ di sana competizione.