Partenza al veleno

Leo Turrini Volanti, benzine, telai: la guerra delle scuderie

Toto Wolff: Vogliamo sapere com’è finita l’inchiesta dell’anno scorso sulla Ferrari
E’ interesse di tutti

di Leo Turrini

Formula Veleno. Non c’è pandemia che tenga. Appena riaccesi i motori nel silenzio surreale del vuoto autodromo austriaco, il Circo a quattro ruote riscopre una voglia matta. Di litigare. La Red Bull ha scatenato l’inferno alla fine delle prove libere, presentando un reclamo ufficiale contro il “volante flessibile” della Mercedes. La trovata permette ad Hamilton e a Bottas di intervenire sulla convergenza delle gomme anteriori. Il dispositivo in codice si chiama Das. La cosa buffa è che la federazione internazionale ha già vietato l’uso del marchingegno. Ma solo dall’anno prossimo! Ma la Red Bull sostiene che la trovata Mercedes aggira il regolamento vigente. Quindi, per ora Hamilton e Bottas sono sub judice. Passiamo al secondo episodio. Nelle prove libere di ieri è andata fortissimo la Racing Point, futura Aston Martin, terza con il messicano Perez alle spalle delle due Mercedes. Ma il guaio è che la macchina della famiglia Stroll (il papà paga, il figlio corre) è una copia perfetta della Freccia d’Argento del 2019. Proprio identica! Il sospetto è che la casa di Stoccarda non si sia limitata a fornire il motore agli Stroll, ma l’intero progetto della vettura con la quale Hamilton dominò la passata stagione. Cosa, questa, vietatissima dai regolamenti. Non si escludono reclami. Il segreto. Poi c’è la vecchia storia della power unit Ferrari, messa sotto inchiesta dalla federazione internazionale nell’autunno scorso. L’indagine è sfociata in un accordo stragiudiziale tra la Fia e l’azienda di Maranello. Intesa secretata, come permettono gli statuti federali. La Ferrari ha accettato di rimuovere il dispositivo (sul flusso delle benzine) che faceva volare le Rosse di Vettel e Leclerc. Ma non ha subito sanzioni. Il lungo stop imposto dal Covid pareva aver spedito in archivio la vicenda. Invece ieri Toto Wolff, il capo Mercedes, l’ha rispolverata dichiarando: “Allo sport serve trasparenza, è nell’interesse di tutti conoscere contenuti e conclusioni dell’inchiesta”. La Fia aveva già fatto sapere di non opporsi alla richiesta, a patto che la Ferrari dia il suo ok. Ma la Ferrari non lo darà, per tutelare i suoi brevetti industriali. E la polemica è destinata a continuare. La chiamano Formula Uno. Ma è la Formula Veleno.


Segue dalla prima

Il trionfo di un paese

Leo Turrini

La stessa presenza in griglia del marchio Alfa Romeo è la testimonianza di una suggestione: per rimettere in piedi la filiera dell’automotive, ci sarà bisogno anche di una ritrovata vitalità commerciale del Biscione. Tutto si tiene, dicono i francesi (e infatti la Peugeot si sta comprando la Fiat…). Tutto si tiene e allora spero proprio che si materializzi l’idea di aggiungere a Monza un altro Gran Premio italiano, da disputare a settembre sul magnifico tracciato del Mugello. Sarebbe un evento speciale e irripetibile, perché proprio quella domenica la Ferrari festeggerà la sua millesima partenza al via di una corsa iridata. Farlo a casa è un sogno da difendere, cercando di superare gli ultimi ostacoli che sembrano ormai solo puramente formali. Con la cultura non si mangia, ebbe a dire un noto babbeo. E nemmeno saranno i simboli, da soli, a tirarci fuori da una crisi profonda. Ma i simboli aiutano ad alimentare la speranza, che è poi il motore del sogno. Aspettando (improbabili…) vittorie in pista, la Formula Italia è più di un progetto. È una emozione.


I primi responsi della pista

Pronti, via: ed è subito Mercedes

Monopolizzano le libere: Vettel quarto, Leclerc nono, Verstappen out

SPIELBERG (Austria)

L’eterno ritorno del sempre uguale. Tutto è diverso intorno alla Formula Uno post Covid. Ma non in pista. Primo Lewis Hamilton su Mercedes. Secondo Valterino Bottas su Mercedes. Ed è un motore Mercedes a spingere la Racing Point del messicano Perez, terzo in classifica alla fine delle prove libere. L’impressione è che dal letargo obbligato la scuderia che dal 2014 domina il mondiale sia uscita persino più forte. Forse per merito del Das, il volante flessibile che Hamilton e Bottas continuano ad utilizzare incuranti delle lamentele dei concorrenti.
ROSSA GIÙ. E la Ferrari? Non pervenuta, o quasi. Quarto tempo per il separato in casa Seb Vettel, appena nono il neo capitano Charles Leclerc. Per ora la SF1000 conferma tutte le perplessità suscitate nei test di febbraio a Barcellona. Non deve aver fatto pretattica Mattia Binotto, quando annunciava che nella doppia tappa austriaca la Rossa sarà costretta a correre in difesa, non essendo ancora pronte le correzioni aerodinamiche studiate in fabbrica a Maranello. Stupisce un po’ il fatto che gli avversari di modifiche sulle macchine ne abbiano invece portate…
MAX GUAI. Ieri si è visto poco il vero sfidante di Hamilton. Sul circuito di proprietà della Red Bull, un aggressivo Verstappen è uscito di strada due volte e non è mai riuscito a trovare un giro buono. Ma l’Olandese Volante rimane convinto di potersela giocare, sia in qualifica che in gara.
LA POLE. La prima pole position del 2020 verrà assegnata oggi dalle 15 alle 16 (diretta Sky). Inutile dire che Hamilton è favoritissimo. Il Gran Premio d’Austria scatta domani alle 15,10.
I TEMPI DELLE LIBERE. Questi i tempi delle due sessioni.
1a sessione
1. Lewis Hamilton (Gbr) Mercedes 1’04”816
2. Valtteri Bottas (Fin) Mercedes 1’05”172
3. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’05”418
4. Carlos Sainz (Esp) McLaren 1’05”431
5. Sergio Perez (Mex) Racing Point 1’05”512
6. Lando Norris (Gbr) McLaren 1’05”621
7. Alexander Albon (Tha) Red Bull 1’05”701
8. Daniel Ricciardo (Aus) Renault 1’05”860
9. Kevin Magnussen (Den) Haas 1’05”907
10. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’05”924.

2a sessione.
1. Lewis Hamilton;
2 Valtteri Bottas +0.197 3
3 Sergio Perez +0.641;
4 Sebastian Vettel +0.657;
5 Daniel Ricciardo +0.668;
6 Lando Norris +0.783;
7 Lance Stroll +0.831;
8 Max Verstappen +0.911;
9 Charles Leclerc +0.994:
10 Carlos Sainz +1.048.


«Vettel via per il Covid»

Binotto: «Altrimenti era la nostra prima scelta»

SPIELBERG (Austria)

Non si è fatta attendere la replica di Mattia Binotto, capo della scuderia Ferrari, alle parole di Sebastian Vettel: «La decisione della Ferrari di non rinnovarmi il contratto – aveva detto giovedì il quattro volte campione del mondo – mi ha molto sorpreso. Mi ha telefonato Mattia Binotto durante il periodo di lockdown semplicemente per comunicarmi che la Ferrari non intendeva rinnovarmi il contratto. A me non era stata fatta nessuna offerta ». Queste le parole del pilota tedesco, così subito nel primo giorno di vita della nuova stagione del Circus, primo giovedì di conferenze stampa e di fatto debutto ufficiale della nuova stagione. Ieri Mattia Binotto ha deciso di rispondere subito alle sue parole. «Sebastian – ha detto – nel raccontare come è andata è stato molto onesto. Con lui siamo sempre stati chiari fin dall’inizio: era la nostra prima scelta, lo abbiamo detto in modo privato e anche pubblico. Poi la situazione della pandemia ha cambiato completamente lo scenario non solo nel mondo, ma anche nel nostro sport: abbiamo dovuto rivedere per i prossimi anni il budget cap in riduzione ».
Insomma, Sebastian Vettel non si deve sentire un separato in casa, un pilota non più gradito alla scuderia. Ma semplicemente un «lusso» che la squadra di Maranello non si può più permettere. «E’ chiaro – ha aggiunto Binotto – che durante l’inverno tanti piloti si sono affacciati e hanno bussato alla nostra porta. Credo sia del tutto normale quando un pilota arriva in scadenza su un sedile così prestigioso come quello di Ferrari. Ma poi è arrivata la pandemia a cambiare tutto». Tradotto in altri termini, le sue parole suonano così: «Caro Seb, non sentirti offeso o sminuito dalla nostra decisione: sappiamo che sei ancora lo stesso che ha vinto quattro titoli mondiali e che la Ferrari con te e Leclerc può fare grandi cose. Quindi non prendertela con noi e nemmeno con Leclerc su cui puntiamo tantissimo ». Libera interpretazione delle sue parole e del suo pensiero, anche perchè il giorno prima lo stesso Vettel aveva annunciato tempesta: «Di sicuro non renderò la vita più semplice a Leclerc. In ogni sorpasso non lo lascerò passare agevolmente» ha detto il pilota tedesco, evidentemente ben sapendo l’eco che le sue parole avrebbero prodotto nell’ambiente. Al di là delle parole di Binotto, che certamente illustrano una grande verità di casa Ferrari come di tutto il mondo, ovvero la necessità di adeguare budget e investimenti alla nuova realtà mondiale, è evidente comunque che in casa della scuderia Rossa si annuncia una stagione dai delicati equilibri motivazionali, personali e soprattutto interpersonali. L’arrivo di un pilota come Leclerc, il sorpasso in pista e nelle gerarchie interne e infine il mancato rinnovo del contratto non possono non incidere sul morale e sull’atteggiamento di un pilota che è pur sempre quattro volte campione del mondo. Binotto è bravo e le sue parole di ieri dimostrano nei toni e nella sostanza la sua abilità nello smorzare ogni aria di tempesta. Ma la stagione, pur cortissima da calendario, sarà molto lunga da gestire per il separato in casa.