E Gilles sbancò col turbo

Nel 1981 l’impresa a Montecarlo con il propulsore voluto dal Drake

Tutti i pronostici erano contro: tracciato tecnico e stretto per quel motore
Ma quando Piquet andò a sbattere e Jones perse potenza fu una vera apoteosi

di Leo Turrini

Tra le perle Ferrari, brilla un evento che pure non ebbe felici conseguenze iridate. Nel senso che il pilota autore dell’impresa non diventò mai campione del mondo. Eppure, Gilles Villeneuve, perché è di lui che sto parlando, è rimasto nella memoria collettiva persino più di chi il titolo lo ha conquistato. 31 maggio 1981. Si rinnova la tradizionale festa di Montecarlo. Il Principato ostenta la sua opulenza, accogliendo gli eroi della F1 con una domenica dalle temperature quasi estive. Il campione del mondo, l’australiano Alan Jones, è il grande favorito con la sua Williams. Invece la Rossa pare ragionevolmente esclusa dal pronostico. Spiegazione. All’inizio della stagione, Enzo Ferrari ha rotto gli indugi. Si è cioè convertito alla tecnologia del motore turbo. Questo avveniristico (per l’epoca…) tipo di propulsore era stato introdotto in F1 dai francesi della Renault nel 1977. Il Drake aveva osservato con curiosità il tentativo dei cugini d’oltralpe. Infine, aveva deciso di imitarli, commissionando all’ingegner Mauro Forghieri il primo turbo della Rossa. Su una cosa, però, gli esperti non avevamo dubbi: a Montecarlo la potenza devastante del motore sovralimentato era controproducente. Curve a gomito, stradine in salita, bruschi rallentamenti: un incubo per il turbo e infatti la Renault nel Principato non aveva mai toccato palla. Ma venne quel 31 maggio 1981. Gilles Villeneuve non amava le mezze misure. Non faceva mai calcoli. Era istinto allo stato puro, era adrenalina in libera circolazione. I tifosi lo adoravano perché da lui sapevano di potersi aspettare qualunque cosa in qualsiasi momento. Villeneuve non rispettava mai il copione. Improvvisava. Sempre. Nelle qualifiche, le monoposto che ancora usavano i motori aspirati occuparono sette delle prime otto posizioni. Indovinate chi era l’intruso. Governando le bestiali accelerazioni del turbo con il piglio del domatore, Gilles collocò la Ferrari in prima fila. In pole c’era il brasiliano Piquet, con la Brabham. Stranamente, Jones era solo settimo. La gara fu un romanzo. Epico. Il via venne dato con un’ora di ritardo perché un incendio era scoppiato nelle cucine di un hotel che si affaccia sul circuito e l’acqua usata dai pompieri aveva reso pericolante la zona del Tunnel! Villeneuve all’inizio non sembrava in grado di sfatare la maledizione anti turbo. Piquet andò in fuga e dalle retrovie rinvenne Jones. Il ferrarista si ritrovò terzo, forse il massimo risultato possibile. Non per Gilles. Quando Piquet andò a sbattere contro un guard rail, il canadese del Cavallino comprese che il vento stava cambiando. A suo favore. Ad un certo punto Jones, il nuovo leader, si rese conto che il motore (non turbo!) della Williams borbottava. Fece una sosta ai box per sistemare il pescaggio della benzina, convinto che il vantaggio acquisito su Villeneuve sarebbe stato sufficiente. Invece Gilles, avvisato dei problemi del rivale, si scatenò. Guidando come una furia, piombò addosso all’australiano. E a quattro giri dalla bandiera a scacchi completò il miracolo con un sorpasso perfetto. L’epilogo fu trionfale. Decine di migliaia di tifosi impazzirono di gioia, così come milioni e milioni di telespettatori. In un colpo solo, Villeneuve aveva spazzato via tutti i luoghi comuni. Aveva dimostrato che con il turbo si poteva vincere a Montecarlo. L’impresa ebbe un impatto mediatico enorme. La popolarità di Gilles andò alle stelle. Di lì a poco, complimentandosi per un altro suo successo in Spagna, Enzo Ferrari fece a Villeneuve un elogio sempre negato a chiunque. «Ieri ho rivisto Nuvolari», scrisse il Vecchio. Meno di un anno dopo, il canadese perse la vita a Zolder, durante le prove del GP del Belgio.


LA CURIOSITA’

Alla vigilia il pilota fu confermato due anni

La mossa smentì subito le voci di un possibile trasferimento alla Williams o all’Alfa Romeo

La vigilia del Gran premio fu caratterizzata da una brillante mossa della Ferrari che confermò ancora per due stagioni Gilles Villeneuve nel ruolo di pilota titolare. Ciò fu determinante per smentire le voci di un passaggio del canadese all’Alfa Romeo o alla Williams.


UN GIORNO INDIMENTICABILE

Da Ferrari a Forghieri fino a Piquet, domenica incredibile nel Principato

1
Enzo Ferrari
Fondatore della Ferrari

All’inizio del 1981 Enzo Ferrari si convertì alla tecnologia del motore turbo: il propulsore era stato introdotto in F1 dalla Renault nel 1977 e il Drake aveva deciso di imitarli. Ma secondo tutti gli esperti a Montecarlo la potenza devastante del motore turno sarebbe stata un limite.

2
Mauro Forghieri
Ingegnere capo della Ferrari

L’uomo chiave per la svolta storica doveva essere nelle intenzioni di Enzo Ferrari e in effetti fu l’ingegnere Mauro Forghieri: a lui il Drake commissionò il passaggio alla nuova tecnologia e la scelta fu premiata in modo trionfale proprio a Montecarlo.

3
Nelson Piquet
Pilota della Brabham

Nelson Piquet nel 1981 si sarebbe laureato campione del mondo con la Brabham-Alfa: ma quella domenica il brasiliano, in fuga a Montecarlo, andò a sbattere. E quando la Williams di Jones iniziò a perdere colpi, per la Ferrari si concretizzò il sogno.