Un cammino ancora difficile da decifrare

La partenza contro Cagliari e i due successivi confronti con le neo promosse Spezia e Crotone sembrano sulla carta favorire i neroverdi

Sulla carta l’avvio sarebbe anche ‘morbido’, con il Cagliari dell’ex Di Francesco e, prima della pausa del 4 ottobre, due neopromosse come Spezia e Crotone. E il veleno, come da citazione dotta cui non ci si sottrae, nella coda, con Atalanta, Juve e Lazio che fanno capolino dalle ultime cinque giornate. Ma chissà se è davvero così, perché il calendario è, per definizione, un’incognita, e oggi ancora di più, tra squadre che devono essere ancora completate, porte chiuse, mercato aperto e chi più ne ha più ne metta. Lo sa bene De Zerbi che lo scorso 2 settembre, a margine del sorteggio, non volle sbilanciarsi più di tanto definendo «prematura» ogni valutazione e richiamando l’attenzione dei più alla necessità di «arrivare pronti all’impegno da subito, dal momento che molte squadre sono tuttora in via di allestimento». Una quindicina di giorni dopo, non è che sia cambiato tanto, nel senso che diverse sono le squadre ancora in costruzione ed è tutto da verificare che sia meglio cominciare con una neopromossa e finire con le big, magari già appagate, che non il contrario. Non è una scienza esatta, il calendario di un campionato che comincia con parecchie incognite dettate da vicende ben note. E proprio qui è il bello, e nell’indeterminatezza di ‘discese ardite e risalite’ che i prossimi fine settimana regalano, fino a maggio, ai neroverdi, non si può fare a meno di individuare alcuni nodi con i quali i conti andranno comunque fatti. Quello, già segnalato, di un inizio in teoria facile e di una fine non semplice, ma anche alcune curve che andranno affrontate con la giusta velocità. La prima a fine novembre, quando ci sono due big come Inter e Roma da affrontare in successione, la seconda a ridosso della pausa natalizia, con due trasferte consecutive: la prima a Genova, contro la Samp, la seconda a Bergamo contro l’Atalanta. Altre, invece, sono sparse qua è là, tra ‘partite speciali’ e ‘derby regionali’ che promettono emozioni. Come la ‘prima’, già citata, contro il Difra o il ‘derby di De Zerbi’ che ritrova comunque il Benevento che allenò prima di scegliere il neroverde. O ancora i derby ‘regionali’ contro Bologna (a ottobre al Dall’Ara, a febbraio al Mapei Stadium) e Parma, entrambi calendariati al 2021: a gennaio Sassuolo- Parma, a metà maggio Parma-Sassuolo.


I precedenti: nei 7 anni di serie A l’esordio casalingo ha fruttato due pari con il Cagliari e il Genoa, le vittoria con Napoli (2015) e Inter (2018)

Cominciare al Mapei Stadium ha sempre portato bene

Bene ma non benissimo, media punti onorevole ma nulla di più. Vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, altrettanto vero che il debutto in campionato dice tutto e niente se è vero, come è vero, che il Sassuolo ottavo la scorsa stagione cominciò con una sconfitta, mentre quello che si salvò non senza difficoltà nel 2017/18 partì con un punto. Gli esordi. Tre vittorie, due pareggi e tre sconfitte (la prima all’esordio assoluto in A, l’ultima la scorsa stagione, stesso campo e stesso avversario, ovvero l’Olimpico di Torino e i granata) per 11 punti in 7 partite. E troviamo, altra curiosità, un altro Sassuolo-Cagliari: contro i rossoblu il Sassuolo cominciò infatti la stagione 2014/15, raccogliendo il primo dei 49 punti complici i quali chiuderà 12mo: Zaza a segno per i neroverdi, Sau per i sardi. Contro i quali, altra notazione non priva di significato, in casa non hanno mai perso. Come non hanno mai perso quando hanno cominciato la stagione al Mapei Stadium. Casa dolce casa. Il già citato Sassuolo-Cagliari nel 2014/15, un altro pareggio (contro il Genoa) nel 2017/18, una vittoria contro il Napoli nel 2015/16 e un’altra, prima giornata del 2018/19, contro l’Inter a premiare la ‘prima’ sulla panchina neroverde di Roberto De Zerbi. Quando comincia in casa, il Sassuolo, non sbaglia: magari non vince, ma nemmeno perde: gli inizi casalinghi sono quattro, i punti raccolti 8: la media incoraggia, come incoraggia, anche se lo spessore statistico è quello che è, un’altra circostanza. Il Sassuolo che batteva il Napoli nel 2015/16 sfoggiava per la prima volte le maglie nuove, quelle con cui Kappa sostituiva Sportika. Quello che gioca contro il Cagliari è, ancora, vestito di nuovo, complice l’accordo con la Puma: chissà che il ‘fascino della divisa’ non irretisca anche il Cagliari. La ‘striscia’. Una sola sconfitta (la stagione scorsa) negli ultimi cinque esordi. Quella di partire bene, a farci caso, è abitudine che il Sassuolo ha avuto modo di consolidare soprattutto nelle ultime stagioni, con un’unica eccezione a rovinare ruolino di marcia importante. Cominciò battendo il Napoli nel 2015/16, il Sassuolo, bissò la vittoria all’esordio (sbancando Palermo) nel 2016/17, pareggiò in casa contro il Genoa all’alba della stagione 2017/18 e vinse all’esordio contro l’Inter nel 2018/19. Unica ‘macchia del quinquennio a Torino, la stagione scorsa…