I padroni del Circus

«Pantera rosa» Hamilton per il Settebello

di Leo Turrini

Un Campionissimo… in Rosa. Lewis Hamilton sembra Fausto Coppi, anche se si muove all’interno del circuito di Imola non in bicicletta ma su un monopattino. Vestito come un Pink Boy, con tanto di fedelissimo cane (si chiama Roscoe) al guinzaglio, il sei volte campione del mondo di Formula Uno promette l’ennesimo week end da protagonista. Difficile immaginare che la Ferrari (me ne occupo a parte) possa sfruttare l’aria di casa per rovesciare il senso di una annata malinconicamente a senso unico. «È bello essere qui – ha detto Hamilton- Conosco la storia della pista, so cosa rappresenta nella storia dell’automobilismo. È un onore gareggiare in un luogo tanto speciale. Peccato per l’assenza di pubblico, ma la situazione è critica ovunque». Il record. Nel Gran Premio dell’Emilia Romagna Lewis non ha la possibilità di laurearsi matematicamente iridato: ormai si tratta di una formalità, ma numeri alla mano l’asso britannico dovrà aspettare almeno la prossima tappa, in Turchia. Invece Imola offre alla Mercedes l’opportunità di stabilire un primato «all time». La azienda di Stoccarda è a un passo dal settimo titolo costruttori consecutivo. Una impresa senza precedenti: la Ferrari di Montezemolo, Todt e Schumacher si fermò a sei campionati a squadre conquistati tra il 1999 e il 2004. Una curiosità: la Mercedes è talmente superiore alla concorrenza che Hamilton da solo, con i punti accumulati in questa stagione, sarebbe in testa alla classifica riservata ai costruttori… Le scuse. Intanto a Lewis sono arrivate le scuse di Norris. Il giovane pilota della Mercedes aveva osato scrivere che con la Freccia Nera anche altri drivers vincerebbero facilmente. Lewis non l’aveva presa bene. Anche Verstappen ha fatto sapere di non avere mai voluto mancare di rispetto ai disabili quando, con parole irriferibili, in Portogallo aveva coperto di insulti il collega Stroll dopo una incomprensione in pista. Ma mordersi la lingua no, eh?


Imola ritorno al futuro
Esame da superare per essere stabilmente in calendario

Dopo 14 anni il Circus torna sul Santerno. Il sindaco Panieri: «Siamo pronti». Bonaccini: «Emilia-Romagna terra dello sport»

di Enrico Agnessi

Alla Casa Bianca c’era George W. Bush, la Apple non aveva ancora lanciato il suo primo iPhone e la Nazionale italiana di calcio era ferma a tre titoli mondiali vinti. I social? Facebook fondato da un paio d’anni, ma sconosciuto soprattutto nel nostro Paese; Twitter e Instagram nemmeno concepiti. L’ultima volta che la Formula 1 ha fatto tappa a Imola, oltre 14 anni fa, il mondo era molto diverso da quello di oggi. Quasi tre lustri dopo, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari si riprende un pezzo di quella storia che gli è stata portata via da un Circus avvicinatosi nel frattempo ai tracciati esotici per dimenticarsi di quelli vecchio stile. Artefice principale del ritorno è stato ovviamente il Covid, che la scorsa primavera ha costretto Liberty Media a cercare sedi ‘sicure’ per i Gp. A quel punto Formula Imola, nella persona del presidente Uberto Selvatico Estense, si è fatta avanti. E grazie allo sforzo economico della Regione e del Con.Ami guidato da Fabio Bacchilega, concessionario dell’Autodromo di proprietà del Comune, il sogno è diventato realtà; a cifre decisamente inferiori rispetto a quelle prepandemia. La notizia più brutta è arrivata a metà settimana: niente pubblico in Autodromo; ma la festa – anche se in formato ridotto – è qui. Nonostante le porte chiuse, la città ha infatti voglia di dimenticare le ansie da Covid con un altro weekend iridato dopo i riuscitissimi Mondiali di Ciclismo. In centro ci sono le luminarie con le parole di Ayrton Senna, le vetrine sono addobbate in onore del ritorno del Circus e sui social torna l’hashtag Imola in auge. «Siamo pronti ad accogliere il ritorno della Formula 1 con la grande passione e con il cuore che batte per l’emozione che ha sempre caratterizzato la storia dei Gran premi a Imola – ha dichiarato in questi giorni il sindaco Marco Panieri, da poco più di un mese alla guida del Comune –, consapevoli che questa edizione sarà anche un banco di prova per dimostrare l’ottimo livello organizzativo dell’autodromo, anche in proiezione futura. Proprio con il pensiero proiettato in avanti, la scelta di illuminare il centro storico della città con le parole di Ayrton Senna vuole essere un segnale di speranza con il quale Imola guarda al futuro con fiducia». Ci sarà la diretta tv, anche in chiaro. E la Rete farà da cassa di risonanza a un appuntamento chiamato a spezzare, con il suo fascino, la monotonia di un campionato stradominato dalla Mercedes (pronta a portarsi a casa il mondiale costruttori) e in particolare da quel Lewis Hamilton che vuole la consacrazione nel tempio di Senna e Schumacher. «Questa terra ospitale e accogliente – sono invece le parole di Stefano Bonaccini, presidente della Regione – ha già dimostrato con i Mondiali di ciclismo, sempre a Imola, e i due gran premi di MotoGp a Misano di poter organizzare in sicurezza grandi eventi, con la via Emilia sempre più protagonista sulla ribalta internazionale grazie allo sport, che diventa così veicolo di promozione, sviluppo e attrattività. Nell’anno più difficile non ci siamo arresi e abbiamo continuato a lavorare e a impegnarci come sappiamo fare qui. Ora la parola passa allo sport, ai piloti, alle squadre, agli staff tecnici. Benvenuti in Emilia-Romagna ».


CAPITALE DELLO SPORT

Bis dopo il ciclismo con l’oro di Ganna

Da sempre terra di motori e di ciclismo, nell’anno più buio dello sport italiano e probabilmente di tutto il paese, Imola fa il bis e diventa la capitale dello sport. A settembre, i mondiali di ciclismo, uno dei primi grandi eventi riaperti al pubblico e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini stava per raddoppiare. Dopo i 2.246 all’autodromo Enzo e Dino Ferrari per la corsa iridata dell’Uci, il sogno degli oltre 13 mila per le Ferrari si è infranto a una settimana dal semaforo verde. Il Dpcm del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha vietato, senza deroghe, la presenza del pubblico agli eventi sportivi. Quindi le prove in linea e a cronometro maschili e femminili rimangono un unicuum. E l’esultanza è stata per una prima volta azzurra: infatti Filippo Ganna è stato il primo italiano a vincere l’oro mondiale in una cronometro. Ad Alaphilippe l’iride in linea, mentre nelle donne l’olandese Anna van der Breggen non ha lasciato nulla alle avversarie vincendo entrambi gli ori.