Lautaro, testa e gol per l’Inter
Poi (forse) il Barcellona…

Se l’argentino piace tanto a Messi e ai blaugrana un motivo c’è
Ma la punta adesso vuole rompere l’astinenza e dimostrare le sue qualità

di Mattia Todisco
MILANO

Ci sono ancora soddisfazioni da potersi togliere. Prima del viaggio a Barcellona, organizzato ma non ancora certo, Lautaro Martinez vuole dimostrare di valere quei 111 milioni di euro della clausola rescissoria presente nel contratto facendo quello che meglio gli riesce: gol, assist, gioco per la squadra. Le caratteristiche che hanno incantato Messi e i blaugrana, tanto da far pensare che possa essere lui l’erede dell’incerottato Suarez. Uno dei possibili scenari futuri è che il Barça rompa gli indugi e paghi la clausola entro il 7 luglio, chiudendo la telenovela ma lasciando il giocatore nella condizione di interista a termine, già ceduto ad altra squadra nel bel mezzo di una stagione da concludere (a meno che il virus non fermi il calcio italiano a metà strada). Opzione oggi remota, perché i catalani vorrebbero arrivare a dama pagando meno in cash e inserendo una contropartita, idea che l’Inter potrebbe accettare solo a quota 90 milioni con l’aggiunta di Junior Firpo. La valutazione è da capogiro e le ultime uscite non sono state altrettante brillanti. Nelle cinque gare pre-pandemia e nell’unica finora disputata dopo lo stop (Napoli-Inter) non solo l’argentino non è andato a segno, ma il suo apporto alla squadra è risultato scadente sotto ogni punto di vista. Nulla a che vedere con i primi mesi di stagione. Partito a inizio annata come sostituto di Lukaku o di Sanchez (favorito dalla non comune capacità di poter giocare alternativamente prima o seconda punta) Martinez ha approfittato dei guai fisici del cileno per catturare la scena e migliorare il feeling con il belga fino a creare un duo con numeri straordinari. Un primo calo si è visto a inizio 2020, proprio quando le voci sull’interesse dei blaugrana ha cominciato a farsi più insistente. Oggi i media catalani ne usano il volto un giorno sì e uno no per la prima pagina, dando per imminente il trasferimento nella Liga. Se per l’accordo con l’entourage del calciatore non sembrano esserci grandi ostacoli, vista la forte differenza di denari che il Barcellona può mettere sul piatto rispetto all’Inter, è invece ancora da trovare una formula che accontenti i nerazzurri. Non sarà così semplice, perché Suning tutto vuole tranne che privarsi di un elemento giovane, forte, oggi con grande attrattività internazionale per via delle buone uscite con l’Argentina e della pressione mediatica di cui sopra. Inoltre non ci sono sul mercato tanti giocatori in lista cessioni con caratteristiche e valori simili a quelli del 10 interista. Secondo quanto filtrato da Appiano Gentile in queste settimane, la punta si sta allenando con la voglia di chi ha capito che la stagione è ben lungi dall’essere alla fine. Se dovesse patire un ulteriore crollo di prestazioni da qui ad agosto, le sue quotazioni potrebbero anche calare e con esse la voglia del Barça di tesserarlo. Deve dimostrare, insomma, di saper reggere l’enorme pressione a cui è sottoposto, magari trascinando la squadra verso un trofeo che manca da anni (ma la Coppa Italia è già sfuggita di mano). L’Inter non è una squadra in cui pullulano giocatori dal curriculum vincente e anche chi ne può vantare uno non è titolare inamovibile. Non lo è Godin, tanto meno Sanchez o Asamoah. Tocca quindi a chi ha doti tecniche e fisiche superiori, seppure non suggellate da trofei in carriera, mettere sul piatto le proprie possibilità e indicare la via ai compagni. Lautaro è un classe ‘97, non è ancora un calciatore arrivato alla piena maturazione, ma a uno che costa quelle cifre è lecito chiedere (magari con anticipo sui tempi) di far meglio rispetto alla scena muta del San Paolo.