L’Uomo della Provvidenza sarà ancora Ibrahimovic?

Il totem svedese accelera i tempi del recupero dopo l’ultimo infortunio
Pioli spera di riaverlo il 28 giugno con la Roma, il giocatore vuol lasciare il segno

di Luca Talotta
MILANO

Zlatan c’è , ha alzato la voce come un vero leader deve fare e vuole giocarsi il suo futuro, per portare il Milan in Europa e aggiungere un altro, piccolo, traguardo alla sua lunga carriera. Lo svedese, reduce da un infortunio al polpaccio, sta accelerando i tempi di recupero e il suo obiettivo è chiaro: tornare già a fine mese, magari per la sfida contro la Roma del 28 giugno. La riabilitazione procede bene, e, da un calciatore con un fisico così, c’è da aspettarsi di tutto. Ma bisogna agire con cautela, le ricadute dopo lo stop di tre mesi sono dietro l’angolo. Ibrahimovic vuole giocare e Pioli ha bisogno di lui. Dopo l’infortunio dello scorso 25 maggio, prima il ritorno in Svezia per stare vicino alla famiglia e poi il tampone (negativo) come da protocollo federale, gli allenamenti in solitaria a Milanello e, in ultimo, il rientro in gruppo, seppure con programmi differenziati per il recupero fisico. Ma Zlatan non lo lasci da solo nell’angolino, questo è chiaro. Lo svedese, classe 1981, non ha alcuna intenzione di svolgere un ruolo da comprimario, anzi. Vuole avere ancora una volta un ruolo centrale, pure a 39 anni suonati. Anche se, per sua ammissione, «questo non è più ilMilan di una volta» E d’altronde, per quanto concerne il suo futuro professionale, Ibrahimovic sa quello che vuole. Non si ritirerà alla fine del contratto con i rossoneri, desidera continuare a giocare e ad essere protagonista nonostante la carta d’identità. Ma non vuole essere un peso. Pertanto, se non potrà allungare la sua avventura al Milan, cercherà di farlo altrove. E Ralf Rangnick, che sarà con molta probabilità il nuovo tecnico del Milan, non considera la sua permanenza nella rosa del Diavolo una componente prioritaria. Ivan Gazidis, ad rossonero, dopo il duro faccia a faccia con Zlatan qualche giorno fa, deve sciogliere il dubbio. Ibrahimovic, dunque, aspetta una chiamata dal club. Il contratto scade il 30 giugno 2020, con ogni probabilità verrà prolungato fino allo scadere della stagione (31 agosto). Dopo, forse, farà le valigie. Tutto fa pensare ad un addio. Ibra ha voglia di tornare in patria, in Svezia lo aspettano a braccia aperte all’Hammarby, club del quale è coproprietario. Finire nel suo paese natale è un desiderio che ha sempre avuto, anche se l’amico Mihajlovic lo vorrebbe al Bologna. A meno che Gazidis e il fondo Elliott non si ravvedano sulla loro politica d’investimenti; l’attuale stagione, d’altronde, ha dimostrato come una squadra giovane e di qualità non possa fronteggiare un’annata di Serie A senza elementi esperti . Non è un caso, infatti, che dall’arrivo di Ibrahimovic ad oggi il Milan abbia ottenuto risultati con maggiore continuità di rendimento rispetto al periodo precedente. Ma chi comanda e mette i soldi ha una sua visione: giocatori giovani, con stipendi calmierati, prospetti futuri che possano far crescere la società e, magari, essere rivenduti a prezzi maggiorati per fare fronte anche alle necessità di bilancio. Gli esempi da seguire sono Theo Hernandez e Bennacer, acquistati rispettivamente per 20 e 16 milioni di euro, che oggi ne valgono almeno 50 l’uno. Ibrahimovic aspetta il confronto per capire quali saranno i piani societari per il futuro. Perché si sente ancora un giocatore del Milan e non è tipo da lasciare i discorsi a metà. Se capirà che ci sarà ancora posto per lui, proseguirà la sua seconda vita in rossonero. Ma non si metterà di traverso: se volesse rompere potrebbe farlo, decidendo di non partecipare all’ultima parte della stagione, ma l’orgoglio e la professionalità del campione non si discutono. Palla al Milan.