L’eterno secondo di Re Lewis

Il finlandese resta gregario di lusso: e forse lascerà la Mercedes

La solitudine dei numeri due. Quel vago senso di inferiorità predeterminata cui non c’è pilota di Formula Uno disposto a rassegnarsi (e la coda della storia di Vettel in Ferrari sarà molto istruttiva, al riguardo). La solitudine dei numeri due. Quel sentimento che accompagna le giornate di Valterino Bottas. Forse è all’epilogo la sua permanenza in Mercedes, forse no. Di sicuro questo finlandese di poche parole fa parte ormai da anni del moderno Dream Team della Formula Uno. Lo presero al volo, quelli di Stoccarda, spiazzati dall’addio improvviso di Rosberg, rifugiatosi in dorata pensione dopo essere riuscito a negare il titolo a Lewis Hamilton. Ma fu subito chiaro che il fuoriclasse britannico non avrebbe accettato repliche. La dura vita del “secondo”, per quanto addolcita da robusti stipendi, in fondo non è mai cambiata. Cosa diceva il brasiliano Barrichello all’alba di ogni nuova stagione destinata ad essere dominata dalla Ferrari? «Sono pronto a battere Schumi». Poi non accadeva mai e più o meno Bottas ha studiato sugli stessi testi, sullo stesso copione. Al via del mondiale più insolito della storia, causa pandemia, il finnico Valterino potrebbe avere una chance più. Chissà, magari Hamilton si lascia distrarre dai suoi impegni extra sport. Ma non c’è da farci troppo affidamento. Discorso identico vale per l’asiatico Albon, il numero due dell’Impero Bibitaro. Anzi, per lui è pure peggio. In Red Bull, è rigidissima la monarchica regola: si regna uno alla volta. E un personaggio aggressivo come Max Verstappen non tollera deroghe. Ne sa qualcosa Daniel Ricciardo, che pure era un vincente ma si vide costretto a scegliere sistemazioni distinte e soprattutto distanti dall’Olandese Volante. Ciò nonostante, Albon gode di un credito notevole, nell’ambiente. Se non fosse sempre sacrificato sull’altare del capitano, si mormora nel paddock, beh, questo ragazzo sarebbe anche capace di confezionare brillanti sorprese. Ma sempre lì torniamo. Al teorema Barrichello. Che margini di manovra ti restano, quando il compagno di squadra è un asso (nessun dubbio che Hamilton e Verstappen tali siano, eh) e per giunta il team si riconosce praticamente in esclusiva nella figura carismatica del leader? È la solitudine dei numeri due.


IL NUMERO

7

Vittorie di Valtteri alla Mercedes dal 2017: 4 nel 2019

L’anno scorso ha vinto in Australia, Spagna, Giappone e Stati Uniti contribuendo e non poco alla conquista del titolo costruttori della Mercedes: in totale per lui anche 45 podi e 11 pole position, con 13 giri veloci. In Mercedes dal 2017