La squadra ha mantenuto la stessa impronta

De Zerbi può lavorare su un gruppo che conosce bene e che ha saputo plasmare infondendo la propria filosofia di gioco

Di sicuro cambierà poco, il Sassuolo che verrà. «E se la squadra resta quella,io ne sono ben contento», ha detto De Zerbi, che alla terza stagione sulla panchina neroverde si appresta a raccogliere quanto seminato. Continuando a lavorare su un gruppo che, ora che ne ha assimilato la filosofia di gioco, è stato saggiamente conservato per grandissima parte. L’organico, del resto, vale, non mancano alternative possibili su un undici presunto tipo e i reparti paiono tutti ugualmente ben assortiti e in grado di offrire più soluzioni. Vediamole. In porta. La conferma di Consigli, a questo punto, è ‘quasi’ una certezza, mentre quella di Pegolo – che il prossimo 25 marzo compirà 40 anni con addosso la maglia neroverde – garantisce il cambio che serve e soprattutto adeguata ‘formazione’ al 2001 Stefano Turati, che debuttò la scorsa stagione, stupendo contro la Juve, meno contro il Cagliari, e dai due ‘colleghi’ più esperti avrà modo di imparare quanto gli serve. In difesa. Due terzini destri (Toljan e Muldur), due terzini sinistri (Rogerio e Kyriakopulos) formano le coppie necessarie sulle corsie esterne, ed la batteria di centrali sembra abbastanza nutrita da non destare preoccupazioni. Se Chiriches è quello della fase 2 è una garanzia, Ferrari e Marlon hanno già dato ampiamente prova di affidabilità – Marlon, in precampionato, è stato provato anche in mediana – e Peluso è asset in grado di garantire presenze – e minuti – alla bisogna. Il ritorno di Romagna andrà aspettato con la pazienza necessaria, ma nel frattempo il Sassuolo ha preso Kaan Ayhan e coltiva il talento del 2002 Piccinini. A centrocampo. E’ il reparto con più incognite, ma se Locatelli resta le incognite si riducono all’ovvio logorio dei vari Magnanelli, Obiang e Bourabia, che vanno necessariamente alternati in ottica di lungo periodo. Soccorrono o soccorreranno, nel caso, l’arretramento di Djuricic e Traore – che tuttavia il Deze utilizza più volentieri sulla trequarti in un 4-2-3-1 che verrà riproposto anche quest’anno – o un impiego più continuo del giovane Ghion, che l’anno scorso ha esordito in A e il Sassuolo farà crescere. Che ci si punti, su di lui, lo hanno detto la cessione di Mazzitelli e soprattutto quella di Frattesi. In attacco. Il tridente dell’anno scorso (Berardi-Caputo-Boga) valeva poco meno di 50 gol, né ci sono motivi per pensare – mercato permettendo – che i tre moschettieri non possano ripetersi. Giovandosi, magari, di un Defrel più continuo (l’anno scorso i guai fisici hanno tenuto a lungo ai margini il francese, che ha chiuso con 17 presenze, 3 gol e altrettanti assist) e in grado di garantire alla manovra offensiva quegli ‘strappi’ richiesti anche ad Haraslin. I cui progressi confortano, non meno di quelli di un Raspadori destinato a far parlare ancora di sé. Schiappacasse è una scommessa, ma se il Sassuolo la vince aggiunge potenzialità importanti ad un attacco che promette parecchi gol…

s,f,


LA ROSA DEL SASSUOLO

La difesa parla una lingua straniera con tre soli italiani. Cambiamenti quasi azzerati nel segno della continuità

Di seguito la rosa neroverde, così come ufficializzata dal sito ufficiale del Sassuolo, suddivisa per ruolo, in neretto i nuovi acquisti.

PORTIERI. Andrea Consigli (1987), Gianluca Pegolo (1981), Stefano Turati (2001)
DIFENSORI. Marlon (1995), Rogerio (1998), Kaan Ayhan (1994), Federico Peluso (1984), Mert Muldur (1999), Vlad Chiriches (1989), Jeremie Toljan (1994),Gian Marco Ferrari (1992), Gerogios Kyriakopulos (1996), Filippo Romagna (1997)
CENTROCAMPISTI. Francesco Magnanelli (1984), Mehdi Bourabia (1991), Pedro Obiang (1992), Manuel Locatelli (1998), Filip Djuricic (1992), Junior Hamad Traore (2000)
ATTACCANTI. Domenico Berardi (1994), Francesco Caputo (1987), Jeremie Boga (1997), Gregoire Defrel (1991), Giacomo Raspadori (2000), Nicolas Schiappacasse (1999), Lukas Haraslin (1996)
LO STAFF TECNICO Roberto De Zerbi (allenatore) , Davide Possanzini (vice), Giorgio Bianchi (preparatore portieri), Paolo Bianco, Michele Cavalli e Massimo Carcarino (collaboratori tecnici), Marcattilio Marcattili, Vincenzo Teresa e Agostino Tibaudi (preparatori atletico)