«Imola è il mio mondiale»
«La F1 qui è un omaggio alla storia e un messaggio all’Italia»

«In questa città sono nato, il week end del GP caratterizzava la mia adolescenza: ero un ragazzo e una generazione è cresciuta nel mito di Villeneuve»

di Leo Turrini

«Il ritorno della Formula Uno a Imola non è solo un omaggio alla storia. Credo sia anche una testimonianza di fiducia nell’Italia, in un momento difficile. A casa nostra e nel mondo». Stefano Domenicali dal prossimo gennaio governerà il Circo a quattro ruote. Liberty Media, la multinazionale che controlla il business dei Gran Premi, gli ha affidato il ruolo che fu di Bernie Ecclestone. «Per me è come tornare a casa -dice Domenicali- Ho lavorato in Ferrari per più di vent’anni e poi sono stato presidente di una grande azienda come la Lamborghini. Ma le corse appartengono al mio Dna».
E Imola c’entra.
«Per forza! Ci sono nato, a Imola. E il week end del Gran Premio ha accompagnato la mia adolescenza».
Il primo ricordo?
«Ero un ragazzo e la Ferrari aveva in squadra un pilota capace di imprese straordinarie. Si chiamava Gilles Villeneuve. C’è una intera generazione che è cresciuta nel mito del piccolo canadese ».
Perché Gilles era così amato?
«Immagino fosse una conseguenza della sua audacia. Villeneuve era, come dire, estremo. Non conosceva il senso del limite. E i ragazzi di fine anni Settanta questo lo percepivano e si entusiasmavano ».
Eppure Villeneuve a Imola non vinse mai.
«È vero. Anzi, nel Gran Premio di San Marino del 1982 Gilles pati’ la più grande delusione della sua carriera, si sentì tradito da Pironi, il suo compagno in Ferrari. Ma a me rimane il ricordo del suo coraggio, che spingeva un minorenne come me a scavalcare le reti di Imola per vederlo guidare».
Questa è passione.
«Eh, l’emozione della Formula Uno è un sentimento fortissimo. A me poi è capitato di lavorare per una azienda che è un mito come la Ferrari…»
E qui torna fuori Imola.
«Il circuito del Santerno è dedicato al Drake e a suo figlio Dino. Per noi della Scuderia, andare a Imola per la gara era un evento speciale».
Solo che non vincevate mai!
«In effetti ci fu un digiuno lunghissimo! Tambay, il pilota francese, si era imposto con la Rossa nel 1983. Poi più niente. Ma per fortuna arrivò Schumi…»
La leggenda tedesca.
«Lui, Michael. Era il 1999 e io ormai lavoravo a Maranello da un decennio. Finalmente Schumi spezzo’ il tabù e la Ferrari tornò a trionfare a Imola. A casa mia. Fu un momento speciale, che cambiò la storia della Formula Uno».
Schumacher è anche il vincitore dell’ultimo Gran Premio di San Marino, nel 2006.
«C’ero anche in quella occasione. Fu un successo che chiuse simbolicamente una relazione, quella tra la F1 e Imola, che adesso ricomincia».
Domenicali, ma Imola dovrà aspettare altri 14 anni per avere un Gran Premio?
«Intanto godiamoci il momento, l’evento. Sul futuro, mai dire mai».
E chi vincerà Imola 2020?
«Il cuore direbbe Ferrari, ma temo sia difficile…»


La scheda

Nel 2021 sarà il nuovo Ecclestone

La Formula Uno è nel suo Dna. Nato a Imola nel 1965, assite al primo Gran premio “sotto casa” nel 1980 quando trionfò Piquet, nell’unica edizione del Gp d’Italia all’Enzo e Dino Ferrari, poi i ricordi legati a Gilles Villeneuve da spettatore e da parte attiva nel paddock con la Ferrari. Nel 1991, Stefano si laurea in Economia all’Università di Bologna ed entra subito a Maranello. Protagonista nei successi di Schumacher, che spezzò il digiuno costruttori nel 1999 (dopo 16 anni) e piloti nel 2000 (dopo 21). Tre delle cinque perle di Micheal, Domenicali le vive da direttore sportivo (2002-2007), quando Raikkonen diventa l’ultimo iridato Ferrari. Nel 2008 Stefano viene promosso team manager della Scuderia. Deve subito digerire la delusione del mondiale perso da Massa all’ultima curva di Interlagos, ma si consolò con il titolo costruttori, quello della Spy Story McLaren. Poi gli anni con Alonso e i mondiali sfuggiti nel 2010 e 2012. Infine le dimissioni, nell’annus horribilis della Ferrari, il 2014, in cui non vinse nemmeno una gara, dramma sportivo che non capitava dal 1993. La sua carriera continua nei motori. Nel febbraio del 2016 presidente e amministratore delegato della Lamborghini, a cui fece superare un miliardo di fatturato in appena un anno. Ora una nuova sfida per Stefano: da gennaio 2021 sarà anche il nuovo presidente e ad della Formula Uno. Scalata completata.