«INTER, ORA RIALZATI»
Pesa lo smacco in Coppa Italia, serve riscattarsi in campionato

La squadra di Conte insegue Juve e Lazio
La lunga pausa può aver rimescolato le carte e le prossime partite sono tutto meno che scontate

di Mattia Todisco
MILANO

Vietato parlare di traguardi, se non quello di essere competitivi. È la scelta fatta da Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, alle prese con la prima vera stagione piena da dirigente nerazzurro dopo quella a metà (arrivò in dicembre) del 2018-2019. Centrato il primo traguardo della sua gestione sportiva, la qualificazione in Champions, nonostante peripezie continue dovute soprattutto al caso Icardi, oggi l’a.d. e gli altri dirigenti sono al lavoro per il salto in avanti, lo step successivo, quello che deve portare il club a mettere finalmente un trofeo in bacheca dopo un’astinenza di nove anni. Pesa, in tal senso, la delusione per la semifinale di Coppa Italia contro il Napoli poi vincitore del trofeo. La distanza temporale è simboleggiata anche dall’assenza di giocatori in rosa protagonisti in quella finale di Coppa Italia, eccezion fatta per Ranocchia, che nel frattempo ha cambiato un paio di maglie in prestito ed è tornato a casa base dove oggi è un rispettato senatore dello spogliatoio. Il centrale è parte integrante di una colonia italiana divenuta più folta la scorsa estate, ma alla quale Suning stava già lavorando negli anni precedenti con arrivi come quelli di Gagliardini, Candreva, Padelli, Bastoni, in aggiunta ai già presenti D’Ambrosio e Berni, fino all’inserimento più recente dei nazionali Sensi, Barella, Biraghi e alla crescita di giocatori coltivati nel settore giovanile su cui si spera di poter contare negli anni a venire (Esposito su tutti, ma anche Pirola). Chissà che alla truppa non venga aggiunto Tonali, a cui Marotta ha lasciato una porta aperta, in generale l’intento è chiaro: creare uno zoccolo duro azzurro che possa facilitare l’amalgama con i compagni di nazionalità differente, affidando il mix alle mani di un vincente come Antonio Conte. Con nove punti da recuperare, seppure con una gara in meno rispetto alla capolista Juventus e alla Lazio (che di lunghezza ai bianconeri ne cede oggi una sola) riportarsi nel novero delle possibili contendenti per lo scudetto sarà impresa complicata. Ci si proverà, magari servendosi di un calendario sulla carta più agevole rispetto alle due più avanzate rivali. Il tecnico interista ha conosciuto sulla propria pelle una delle rimonte più clamorose della Serie A, quella del 2000: giocava nella Juventus, a otto turni dalla fine aveva nove punti di vantaggio sulla Lazio e perse lo scudetto all’ultimo turno nella fatal Perugia. Finché la matematica darà chance per provarci, andrà avanti spingendo al massimo sull’acceleratore, come ha fatto durante il periodo recente di allenamenti ad Appiano Gentile. Conte è uno dei punti fermi per l’Inter che verrà, quella che i dirigenti stanno costruendo fin d’ora nella speranza di ridurre ulteriormente il gap con la Juventus. Ad oggi è un distacco visibile già nel monte ingaggi, oltre che in classifica, ma quei sei punti di ritardo a cui si potrebbe arrivare in caso di successo sulla Sampdoria sono frutto dei soli scontri diretti. In sostanza: contro tutte le altre contendenti i nerazzurri hanno raccolto gli stessi punti della capolista, con la differenza che nessuno in rosa ha otto anni di scudetti alle spalle. Le basi ci sono, bisogna solo puntellare e non sbagliare in sede di mercato. Suning, che il 6 giugno scorso ha tagliato il traguardo dei quattro anni di gestione, vuole vincere e sta lavorando per questo. Il fatturato è aumentato a dismisura in questo quadriennio, due anni di introiti provenienti dalle qualificazioni in Champions hanno fatto bene alle casse. Rispetto al 2016 c’è ancora il Fair Play Finanziario da dover rispettare, ma non più il settlement agreement con l’Uefa che, ad esempio, non ha permesso di riscattare Rafinha e Cancelo nel 2018. La differenza rispetto ad allora è che oggi la società ha deciso di trattenere Sensi, preso in prestito dal Sassuolo, e ha le capacità economiche per farlo. Ha preso Lukaku prima di trovare un acquirente a titolo definitivo per Icardi (evento accaduto solo alla fine dello scorso mese), ha potuto farlo perché ha una solidità economica enormemente maggiore. Ne avrà ancora di più se e quando la proprietà riuscirà ad assicurare un contratto per il main sponsor più remunerativo di quello in scadenza con Pirelli nel 2021. Suning potrebbe anticipare i tempi, assicurando allo storico partner un ruolo differente (forse una nuova sponsorizzazione sulle maglie d’allenamento) e aprendo così le porte a investitori asiatici dalle tasche più larghe, interessati al sodalizio con un colosso come quello della famiglia Zhang. Alcune cessioni mirate, quella di Icardi e non solo, nell’idea di Marotta e Ausilio dovranno aiutare a fare ulteriore cassa per lanciarsi sui rinforzi che Conte chiede. Obiettivo: avere ancora più chance di insidiare la sua vecchia società in Italia e provare a correre nell’Europa che conta.


IL RECUPERO

Si riparte contro la Sampdoria

Una gara in più da sfruttare, per accorciare le distanze da Juventus e Lazio ed arginarne la fuga. L’Inter riparte domenica sera da San Siro, ospitando la Sampdoria nell’ultimo dei quattro recuperi della sesta giornata di ritorno. In caso di successo, a parità di sfide giocate, i nerazzurri andrebbero a 6 punti dalla vetta.