E quest’anno arriverà il D-Day

Dovi-Desmosedici: dopo tanti secondi posti è l’ora del sorpasso

di Riccardo Galli

Comunque vada, il 2020 sarà l’anno che porta alla rivoluzione. Ok, Ducati è e rimane l’anti- Honda, così come Dovizioso era e sarà ancora l’anti-Marquez. Ma la voglia (e la necessità) di vincere cominciano ad essere una pressione difficile e delicata da digerire. Il concetto, d’altra parte, è semplice: la Ducati farà di tutto per salire quel gradino che da tre anni la vede grande, grandissima, protagonista del Mondiale, senza però poter festeggiare. Colpa di Marquez, certo. E per questo, ammettiamolo, la Rossa non è stata proprio fortunatissima nell’incrociare queste sue stagioni in formato top-driver (con Dovizioso) con lo strapotere di quel cannibale. In altri tempi – e con altri rivali – probabilmente la DesmoDovi un titolo, se non due, se lo sarebbe portato a casa. Ma tant’è. E allora il 2020 rischia di trasformarsi davvero nella stagione del ’prendere o lasciare’. Anzi del ’prendere e poi rivoluzionare’. Così è normale, normalissimo, vedere che Dall’Igna, Ciabatti e Tardozzi, i vertici del Team di Borgo Panigale, hanno già deciso di scommettere su Jack Miller per l’anno che verrà e, sempre guardando al 2021, stanno ancora alla finestra per decidere che fare con il rinnovo di Dovizioso. Ovvio che Dovi rimane la scelta migliore per continuare il progetto, dopo che – nei giorni in cui il mercato della MotoGp si acceso –, Ducati ha dovuto rinunciare alle idee che portavano a Quartararo, a Vinales e alla tentazione di offrire una Desmo a Marquez. Ora in concorrenza alla scelta di Dovizioso c’è Lorenzo, ma questa è già tutta un’altra storia. Ducati vuole prendersi un 2020 che profumi di rivincita per realizzare al meglio la rivoluzione targata 2020 e lo strano calendario post Covid può offrire spunti notevoli per guardare al risultato finale con una buona dose di ottimismo. Forse proprio il doppio debutto a Jerez potrebbe essere l’ostacolo più complicato da superare (la pista non è mai piaciuta troppo a Ducati), ma il doppio Zeltweg in Austria, il doppio Misano e il doppio Aragon possono essere il teatro di risultati importanti. Per Dovizioso come per Petrucci. Sì, perché Petrux inizia il Mondiale con la valigia già pronta, magari anche con pizzico di comprensibile delusione, ma Ducati si aspetta da lui un saluto importante, come l’occasione che gli era stata data due anni fa.


IL NUMERO

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I titoli mondiali vinti in Motogp: con Stoner nel 2007

33 anni dopo l’ultimo successo di una casa italiana nella classe regina (la MV Agusta) e dopo un ininterrotto dominio delle case giapponesi, Ducati ha vinto nel 2007 il titolo mondiale piloti in MotoGp con casey Stoner.