Petrux vincere per dirsi addio

Ultimo anno in Ducati: finisce la favola del team tutto italiano

di Marco Galvani

Una vita da mediano. Danilo Petrucci è il gregario (quasi) perfetto. Quasi perché anche lui sa dire la sua. Ma pur sempre senza sgarri. Pilota di cuore e di talento. Coraggioso e testardo al punto da resistere sette stagioni prima di riuscire a godersi il panorama dal gradino più alto del podio della MotoGp. E che panorama: Mugello 2019. In sella alla Ducati ufficiale. L’armata rossa che la scorsa stagione l’ha arruolato con promozione sul campo (e sulla fiducia) per sostituire Jorge Lorenzo. Risultati altalenanti. Troppo. E la favola di un team tutto italiano finirà con questo strano campionato al via. A Borgo Panigale resta Andrea Dovizioso, il Petrux cambia aria. KTM nel team Tech3, ma con la moto ufficiale. Un po’ come già gli era successo ai tempi della Ducati Pramac. L’hanno scelto per la sua determinazione, il suo carattere e la sua etica del lavoro. «Un vincente e un grande compagno di squadra», tesse le sue lodi Hervé Poncharal, il team principal Tech3. Ma lui, l’ex poliziotto di Terni, cresciuto nella terra che ha dato i natali pure a un certo Libero Liberati che correva con una Moto Guzzi, e a Paolo Pileri, iridato nel 1975 con una Morbidelli nella classe 125, per il momento resta concentrato sul 2020, senza nascondere che «in questi mesi di lockdown mi sono mancate moltissimo la mia squadra e la mia moto». Umiltà, rispetto e riconoscenza. Non di circostanza. «Sarà un campionato davvero stranissimo – confessa -: l’atmosfera nel paddock è molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati normalmente, ma sappiamo che i nostri tifosi ci supporteranno anche da casa e per questo daremo il massimo come sempre! ». E per questo «ogni minuto in pista sarà davvero prezioso per poter riprendere il feeling con l’asfalto». La pista è quella di Jerez per due weekend di fila e «quindi sarà doppiamente importante riuscire ad ottenere dei buoni risultati questo fine settimana». Certo, il Gp di Spagna non gli ha mai regalato grandi soddisfazioni – miglior risultato il 4° posto nel 2018 -, ma «sono molto motivato e non vedo l’ora della gara di domani».


IL NUMERO

124

Le gare di attesa prima di riuscire a vincere un Gp

Petrucci non ha fatto la classica gavetta in Moto2 e Moto3. Da campione italiano Stock 1000 e vicecampione del mondo nella stessa categoria (correva l’anno 2011) nel 2012 è passato direttamente alla MotoGp