Benvenuti a casa Rossi
Qui Vale ha vinto nove volte: 7 delle quali nella classe regina

Ma questa è anche terra delle Rosse: la Ducati ha trionfato negli ultimi anni con Dovizioso (2017), Lorenzo (2018) e Petrucci (2019)

di Riccardo Galli

Dalle emozioni firmate Valentino, a quelle che di questi tempi solo super Hamilton sa raccontare. Dalle staccate al limite della Ducati che con Petrucci ha vinto l’ultimo Gp che si è corso al Mugello (Mondiale 2019), alla voglia di tornare in prima fila della Ferrari. Il passaggio di consegne fra la MotoGp e la Formula Uno segna così il 2020 del tracciato della provincia di Firenze. Passaggio storico, sia chiaro. Così lì, dove volano Rossi, Dovizioso ma anche Marquez, Vinales e gli eroi delle due ruote, per questa volta a prendersi la scena saranno Vettel, Leclerc, Verstappen e Bottas. Un bel duello a distanza, senza dubbio, dove però, cronometro alla mano, le prestazioni delle due ruote hanno già battuto (i riferimenti sono relativi a test ufficiali del passato) i ’cugini’ delle quattro ruote. Una trentina i km/h di maggiore velocità (sì, 30) mettendo a confronto il record della F1 (la Ferrari di Barrichello) e quello che fu registrato in un secondo momento da una Ducati. Insomma, MotoGp batte F1. Magari in attesa di prova contraria. Intanto, nel 2019, il Mugello ha fatto registrare due record che di fatto identificano questa pista come la più veloce al mondo (fra quelle dove va in scena il Motomondiale): Dovizioso ha toccato i 356,7 Km/h nella staccata che chiude il rettilineo prima della curva San Donato. Mentre la Moto2 (con Bulega) ha per la prima volta nella storia della cilindrata di mezzo, superato i 300 km/h. Mai successo prima. Cifre e risultati da brividi, questi. E d’altra parte il Mugello è il regno d’Italia del Motomondiale e su questa pista si sono vissuti Gp che ancora oggi sono sulla copertina della storia del Motociclismo. Fra i capitolo più recenti come non ricordare l’edizione del 2005 che fu un supertrionfo tutto italiano. Il podio finale? Questo: Rossi, Capirossi, Biaggi, al termine di una battaglia che vide i tre piloti presentarsi in sala stampa, provati da una serie di sorpassi e controsorpassi che fanno ancora oggi manuale. Yamaha, Honda e Ducati, le loro moto. Per la cronaca a sfiorare il podio fu un altro italiano, Melandri. Il Mugello degli ultimi tre anni è stato un regno Ducati con Dovizioso (2017), Lorenzo (2018) e Petrucci (2019), ma il record personale di Rossi rimane obiettivamente irraggiungibile. Valentino ha vinto al Mugello 9 volte. Una nella classe 125, una nella 250 e sette nella classe 500 diventata poi MotoGp. Con i sette successi al Gp d’Italia sono stati tutti di fila, dal 2002 al 2008. «Il Mugello è in assoluto la pista che amo di più – ha ricordato più volte Rossi –. Il saliscendi del tracciato e i punti dove cercare il sorpasso sono unici». «E poi – sono ancora parole di Valentino –, il Mugello è come fosse casa mia…». E sempre sul tracciato toscano, Rossi organizza spesso stage per la sua Academy. Proprio come è accaduto con Ducati, che ogni anno sceglie il Mugello per registrare e sviluppare le sue Desmo e anche Aprilia che (con Biaggi o i suoi piloti ufficiali e tester) considera il Mugello la pista più adatta per migliorare e mettere alla prova i suoi bolidi. Sia in chiave sportiva, sia in chiave commerciale. Tutto questo però, per un week end lascerà lo spazio a sua maestà, la Regina Formula Uno. Accade nel 2020, ma in tanti sono pronti a scommettere che risuccederà. Magari in coppia con le emozioni del Motomondiale.


IL GP CANCELLATO

Per la MotoGp rinvio al 2021

E’ stata l’emergenza sanitaria per il Covid-19 a cancellare il Gp d’Italia 2020 che si sarebbe dovuto correre al Mugello lo scorso 31 maggio. Dopo un iniziale rinvio a data da destinarsi, la Dorna ha deciso che l’appuntamento in Toscana sarebbe stato tolto del tutto dal calendario 2020. Decisione, questa, presa in accordo anche con i vertici della società che gestisce Mugello Circuit, che avrebbe considerato una scelta negativa e penalizzante quella di presentare (magari in una nuova data) un Gp d’Italia senza pubblico. In effetti, il week end del Mugello è fra gli eventi che compongono il calendario della stagione della MotoGp uno fra i più seguiti e vissuti dai tifosi, con il picco delle oltre 200mila presenze nei tre giorni di gare registrato qualche anno fa. Appuntamento, dunque, al Gp d’Italia 2021 che tornerà in scena fra il maggio e il giugno del prossimo anno.

Ri.Ga.


Mazzola: «Rossi avrebbe vinto anche in F1»

L’ingegnere: «Con Schumacher Valentino condivideva una cosa: la maniacale ricerca della perfezione, in ogni situazione»

di Leo Turrini

Il Mugello significa tantissimo, nella storia delle emozioni popolari italiane. È un teatro del brivido. Ospita da anni le evoluzioni della MotoGp e ha fatto da seconda casa a Schumacher quando la Ferrari era libera di provare a ripetizione tra una corsa e l’altra. Ora il meraviglioso circuito toscano accoglie l’intera F1. Luigi Mazzola, ingegnere emiliano, ha guidato per anni i collaudi della Rossa al Mugello. Compresi quelli con Valentino Rossi al volante della monoposto del Cavallino, nel periodo in cui il re delle due ruote accarezzava l’idea di passare alle auto. «Fece l’ultimo test in Toscana con la Ferrari nel 2008 – ricorda Mazzola -. Andava forte anche su quattro ruote, ma legittimamente fece una scelta diversa».
Rimpianti?
«Io vedevo i tempi e i dati, controllavo la telemetria. Sono sicuro che Rossi avrebbe vinto anche in Formula Uno».
Addirittura.
«Ogni volta migliorava, affinava la sua sensibilità al mezzo. Credo che al passaggio Vale pensò seriamente, non fu una trovata pubblicitaria! Ma compresi che lui era legatissimo all’universo delle moto. Quindi non dico abbia perso una occasione, ci mancherebbe. Quello no senz’altro. Facciamo che rinunciò ad un sogno ».
Com’era lavorare con due autentici Fenomeni come Schumi e come Rossi, al Mugello e non solo?
«Ovviamente Michael l’ho conosciuto meglio, l’ho visto guidare per migliaia e migliaia di chilometri. Ma una cosa in comune lui e Vale ce l’avevano».
Cioè?
«La maniacale ricerca della perfezione. Dopo ogni vittoria, Schumi non si stancava di apprendere. C’era sempre qualcosa, sulla macchina, che poteva essere corretta. Magari un minuscolo dettaglio, ma lui sapeva che quel dettaglio si sarebbe tradotto in un guadagno di centesimi, una volta in gara. Rossi ti dava la stessa impressione. Credo sia tipico dei fuoriclasse imparare in fretta, con l’umiltà però di chi ancora non ha vinto».
Ingegnere, il Mugello è pronto per un Gran Premio di F1?
«Certamente! Magari con le monoposto non saranno semplicissimi i sorpassi, ma il tracciato è selettivo, duro. sarà difficilissimo per tutti i piloti. È una pista che non perdona ecco».
Allora magari Hamilton perde come a Monza…
«Dubito che Mercedes possa sbagliare due volte di seguito, ma mi viene in mente una storiella curiosa. Agli inizi degli anni ’90, con la Ferrari andammo per la prima volta al Mugello. In Rosso c’era Prost, un altro grande campione. Beh, il francese andò in testacoda nella corsia dei box! Al Mugello questa cosa è certa: gli errori si pagano».
In questa stagione la Ferrari di errori ne paga davvero tanti.
«Eh, è una situazione molto triste. Io ho lasciato l’azienda nel remoto 2009, quindi mi limito ad osservare da fuori. La depressione dei tifosi non ha bisogno di spiegazioni, i risultati parlano da soli».
Come se ne esce?
«Non voglio aggiungermi alla lista dei consiglieri non richiesti. Mi stupisce, questo sì, che la SF1000 non dia segni di vita. I GP passano e la vettura non fa progressi. Anzi, va indietro».
Che sia tutta colpa di Binotto?
«Siamo stati giovani assieme, in azienda. Io sono della scuola Montezemolo: si vince e si perde tutti assieme».
Ma domenica al Mugello chi vince?
«Non la Ferrari».


Verstappen ci prova, Bottas vola

Le prime libere sono subito della Mercedes. Decimo tempo di Leclerc con la Ferrari tutta amaranto

Scarperia (Firenze)

Nemmeno la grande bellezza della Toscana farà sparire la grande bruttezza di questa Ferrari. Il verdetto delle prime prove libere al Mugello è in linea con le più recenti prestazioni della Rossa. Decimo posto per Carletto Leclerc, protagonista pure di un testacoda. «La prima sessione è stata molto positiva – ha detto il monegasco –, ma quando le cose vanno così bene bisogna capire il perché. Onestamente questa è stata una sorpresa per tutti. La mia opinione è che il filming day ci abbia aiutati a entrare nel ritmo della pista, che per gli altri era invece un tracciato nuovo. Dopo le seconde libere eravamo più dove ci aspettavamo di essere. Credo però che siamo tutti vicini e oggi possiamo avere un buon passo. Ho una certa quantità di ottimismo». Dodicesima piazza per Seb Vettel, rimasto addirittura a piedi al termine della sessione. Non sarà trionfale, il millesimo Gran Premio del Cavallino. Ma purtroppo lo sapevamo già.
IN FUGA. Su un circuito che ospita per la prima volta la Formula Uno, la Mercedes continua comunque a recitare a memoria. Il finlandese Bottas è stato il più veloce, davanti al capitano Hamilton. Il detentore del titolo ha apprezzato il tracciato: «È stimolante e dovrò studiarlo meglio, il Mugello non può essere preso alla leggera». Un bel complimento.
FORZA MAX. Per quanto si è visto ieri, soltanto l’Olandese Volante parrebbe in grado di creare problemi alle Frecce Nere. Con la Red Bull, Max Verstappen è andato molto forte, contenendo il distacco nei confronti di Bottas sotto i tre decimi. «Dovremmo essere abbastanza competitivi – ha detto il tulipano -. Ora dobbiamo cercare di sistemare tutto per qualifiche e gara».
QUARTO? Tornando alla Ferrari, dipinta di amaranto in omaggio alla livrea degli esordi di settanta anni fa, c’è da dire che in mattinata Leclerc aveva stupito con il terzo tempo, poi ridimensionato dagli eventi del pomeriggio. Al monegasco la pista piace molto e questo può essere un segnale. «Speriamo di non ripetere Monza – ha fatto sapere Mattia Binotto, il capo del reparto corse –. Le caratteristiche del tracciato sono diverse. Il nostro obiettivo qui può essere il quarto posto. Io mi confronto regolarmente con il presidente Elkann e l’amministratore delegato Camilleri, dobbiamo conservare la calma e restare razionali. La Ferrari non lascerà mai la Formula Uno, abbiamo già conosciuto momenti difficili e li abbiamo sempre superati sempre».
LA POLE. Il Gran Premio della Toscana assegna oggi la pole position tra le 15 e le 16. Diretta Sky. l. t.