JUVE, INCUBO LAZIO
Dal ’74 con Chinaglia alla rimonta del 2000: che precedenti

I bianconeri sulla carta ripartono ancora favoriti, ma in passato proprio dai colori biancocelesti sono arrivati ribaltoni e delusioni

di Paolo Croce
MILANO

C’è la stata la grande Lazio di Maestrelli e Chinaglia (ma quanto era bravo in porta Pulici). Era una squadra refrattaria alle regole che, non a caso, vinse lo scudetto nel ’74, proprio nella domenica del referendum sul divorzio. Poi è arrivata la Lazio di Cragnotti che nel 2000 vinse uno degli scudetti più folli di sempre (a Perugia Collina fece giocare nonostante il campo al limite della praticabilità e per la Juve andò come andò). La Juventus pluricampione d’Italia quando vede biancoceleste non può mai stare tranquilli, a maggior ragione quando (e in questa stagione ci siamo ampiamente) lo scudetto si decide in condizioni particolari. Ora si riprende dopo il lungo stop, i bianconeri sono già scivolati malamente sul traguardo della Coppa Italiia e vogliono riscattarsi. Facile prevedere una lunga volata, con l’Inter pronta a prendere la scia di chi sta in testa. E’ una lotta scudetto bella, appassionante, come non sempre era accaduto nelle ultime stagioni, dominate da una Juve affamata: solo nel 2017/18, quando il Napoli contese il tito- lo ai bianconeri fino alla fine, la bagarre si era rivelata così appassionante. C’era però un tempo in cui la concorrenza per il primo posto, dal 2012 a oggi riservato solo alla Juventus, era serrata. Era il tramonto degli anni Novanta, era ancora il tempo delle sette sorelle. Delle quali faceva parte anche la Lazio di Cragnotti, arrivata nel 1997/98 a sognare uno scudetto che, dopo la rimonta subita dal Milan nella stagione successiva, avrebbe conquistato contro ogni pronostico due anni più tardi. E ora? Dovendo giocare ogni 3-4 giorni, il primo pensiero è andato alla qualità e alla profondità delle rose di chi vuole puntate allo scudetto. E su quest’aspetto, Juventus e Inter partono certamente avanti, coi bianconeri un gradino più su dei nerazzurri. Con una partita a settimana, senza Coppa Italia ed Europa League, la Lazio aveva tutto il tempo per ragionare una gara per volta, direzionando ogni energia all’impegno in campionato. Forse anche per questo l’entusiasmo era salito alle stelle. Attenzione però a calendario, cabala e sorprese: specie nelle ultime settimane prima dello stop forzato, anche le cosiddette “seconde linee” hanno dimostrato di poter sostituire dignitosamente i titolari, assenti per infortunio o squalifica. Da testare la tenuta atletica nel rush finale, Juve, Lazio e Inter sono pronte alla volata finale. Ci sarà da divertirsi.


Attesa per il Napoli vincitore della Coppa Italia

E Gattuso ora sogna la Champions

ROMA

Atalanta favorita nella corsa alla Champions League per il quarto posto. La banda guidata in panchina da Gasperini stava viaggiando ad alta velocità anche in campionato. Gli orobici hanno 48 punti, tre in più della Roma che ha una partita in più. La Roma di Fonseca alterna momenti di grande gioco e risultati positivi a periodi veramente complicati. In questo momento, la squadra giallorossa sarebbe qualificata direttamente alla fase a gironi della prossima edizione dell’Europa League. Fra chi guarda all’Europa ci sono anche Milan, Verona e Parma. Il Napoli di Gattuso merita un capitolo a parte. Rino a dicembre ha sostituito Ancelotti, e dopo una partenza da dimenticare Ringhio ha preso in mano situazione e squadra. Gli azzurri hanno appena vinto la Coppa Italia (conquistando un pass per l’Europa League) e vogliono finire bene un campionato nel quale avrebbero dovuto essere protagonisti fin dall’inizio. In Champions ci giocheranno (contro il Barcellona) e nella Champions vorrebbero rimanere. Ma vista la classifica serve un miracolo.

P.C.