La salvezza? È dura dopo così tanti errori

Corini poi Grosso, poi ancora Corini e ora Lopez: il valzer degli allenatori è stato devastante, e il presidente Cellino ha le sue colpe

di Riccardo Guglielmetti
BRESCIA

Una cosa è certa: per garantirsi la permanenza nella massima serie servirà un mezzo miracolo o qualcosa di molto simile. Inutile infatti girarci attorno, dal momento che i numeri parlano chiaro. Già, perché le Rondinelle occupano l’ultimo posto in fondo classe con nove punti da recuperare sulla zona salvezza. Alla ripartenza del Campionato la truppa di Diego Lopez sarà quindi chiamata a una vera e propria impresa. Ad oggi le Rondinelle sono state protagoniste di un’annata nettamente al di sotto di quelle che erano le aspettative dopo la promozione in Serie A dello scorso anno. Spontanea sorge la domanda: da dove nascono i problemi? Innanzitutto il tema allenatore, che fin dall’estate non ha convinto più di tanto la società di via Bazoli. Eppure quella panchina non poteva che essere di Eugenio Corini, dopo la cavalcata trionfale nella serie cadetta. I contrasti tra il tecnico e la società hanno però visto l’esperienza del tecnico di Bagnolo Mella durare solo undici giornate, a tal punto da essere messo da subito in discussione dopo il rocambolesco ko casalingo con il Bologna. Cellino sperava quindi di trovare maggiore fortuna affidandosi a un profilo come Fabio Grosso, invece le ambizioni del presidente sono presto svanite. Niente cambio di marcia con il Campione del Mondo di Berlino 2006, su cui hanno pesato le scarse prestazioni della retroguardia difensiva, perforata per ben dieci volte in sole tre gare. Meglio quindi ripartire da dove si era iniziato, rinnovando quella fiducia che era venuta a mancare a Corini, nonostante il pubblico fosse schierato dalla parte dell’allenatore. Una ripartenza incoraggiante per il tecnico lombardo con due successi consecutivi tra Spal e Lecce, poi la luce che inizia lentamente a spegnersi prima di arrivare al capolinea di Bologna. E allora ecco l’ennesimo cambio alla guida tecnica, il terzo in tutta la stagione, ripartendo da Diego Lopez, ovvero colui che in molti speravano potesse essere l’uomo del destino. Se lo sarà o meno la capiremo tra due settimane. Non mancano certo le pressioni nei confronti dell’uruguagio, che oltre a risollevare un ambiente il cui destino rischia di essere scritto prima del tempo è pure chiamato a fare i conti con la questione legata a Mario Balotelli, di cui non si è parlato d’altro nelle ultime settimane. Le Rondinelle dovranno fare in modo di ritrovare quei gol che sono mancati. Soltanto 22 quelli realizzati da inizio stagione ad oggi (terzo peggior attacco dopo Spal e Udinese), di cui 12 provenienti dal proprio reparto offensivo. Troppo poco per pensare di salvarsi con simili cifre. E che dire poi della difesa, che in tutto il Campionato ha incassato ben 49 reti, soltanto il Lecce ha saputo fare peggio delle Rondinelle. Numeri e cifre messi a confronto vedono il Brescia vantare la peggior differenza reti di tutta la massima serie e questo è un aspetto che non può certo sfuggire a un tecnico attento come Diego Lopez. Il quadro della situazione sembra quindi abbastanza preoccupante, di conseguenza sorge spontanea la domanda: da dover ripartire? La risposta è semplice e scontata: dal Rigamonti. Sarà anche vero che alla ripartenza non ci sarà il pubblico biancazzurro a sostenere le Rondinelle, ma questa salvezza non può che passare dal campo di casa. Fa scalpore, infatti, vedere che i lombardi hanno conseguito ad oggi una sola vittoria casalinga in tutto l’arco del Campionato. Invertire questo trend diventa d’obbligo, perché allora il ritorno in Serie B sarà praticamente inevitabile.


I rimpianti

Donnarumma e Torregrossa come è lontana quella promozione

L’anno scorso in Serie B le punte avevano trascinato le Rondinelle. In Serie A la musica è cambiata

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Chi salverà il Brescia? La domanda è aperta e al tempo stesso attende una risposta il prima possiible. Qualcosa o qualcuno dovrà infatti prendere per mano le Rondinelle nel momento più critico, trascinandole verso la permanenza nella massima serie. Se un anno fa di questi tempi i biancazzurri festeggiavano la A, adesso in quella categoria bisogna rimanerci, anche se l’impresa è di quelle ad altissimo coefficiente di difficoltà. Servirà quindi ricevere un segnale da parte del gruppo, ma soprattutto dai singoli, in particolare da Alfredo Donnarumma. Dopo una partenza in quarta, la punta campana si è spenta improvvisamente lo scorso 24 settembre, in occasione della sfida con la Juventus, senza riuscire più a lasciare il segno. L’attaccante dovrà infatti ritrovare quella vena che lo aveva visto protagonista un anno fa nella cadetteria, proprio come Ernesto Torregrossa. Il peso del reparto offensivo sarà infatti tutto sulle loro spalle a seguito della separazione tra il club e Mario Balotelli. Insomma i due sono avvisati, così come Sandro Tonali, che dovrà confermare nelle prossime giornate di essere quel baby talento che affascina tutta l’Europa, tanto da valere la cifra di ben 50 milioni di euro. E infine non può mancare un accenno al reparto difensivo, rappresentato da Andrea Cistana, su cui Lazio e Fiorentina hanno da tempo messo gli occhi. Questo Brescia dovrà quindi ripartire dai singoli, ovvero coloro che sono stati i protagonisti dell’ultima promozione, guardando di conseguenza al passato per provare a sognare il futuro. Per tutti loro sarà un esame di maturità.

Riccardo Guglielmetti