L’Empoli deciso a cogliere l’occasione

Dopo due allenatori, Corsi ha trovato l’uomo giusto in Marino. Un mercato fatto di grandi investimenti e qualche delusione

di Tommaso Carmignani
EMPOLI

Hanno parlato di occasione, e non potrebbe essere altrimenti. Mettetevi nei panni del presidente Fabrizio Corsi, tanto per cominciare: dopo la retrocessione vende i suoi gioielli e completa un mercato faraonico, pensando a come tornare alla svelta in serie A. Ingaggia uno dei giovani allenatori più promettenti sulla piazza, cioè Christian Bucchi, e non va troppo per il sottile quando c’è da fare un investimento importante su una punta come Leonardo Mancuso, strappato addirittura alla concorrenza del Verona per 5 milioni di euro. Le cose però non vanno come dovrebbero, la squadra parte bene e poi si inceppa, tanto da indurre la società a cambiare l’allenatore. La scelta non è azzeccata, ma anzi si rivela ancor più deleteria, perché con Muzzi in panchina l’Empoli si ritrova a lottare per non retrocedere. Si arriva quindi a gennaio, servono nuovi investimenti e la società non si tira indietro, cambiando ancora allenatore e andando a spendere altri 4 milioni di euro per un attaccante come La Mantia. Gli azzurri si riprendono, la cura Marino funziona e dalla zona play-out si arriva ai margini di quella playoff, pensando che nel finale di campionato ci saranno tutti i presupposti per andare agli spareggi e provare a vincerli. A quel punto però una pandemia mondiale costringe il calcio a fermarsi e getta tutti nell’incertezza, arrivando perfino a minacciare la sospensione definitiva del campionato. Una sospensione che porterebbe l’Empoli a buttare al vento tutti gli investimenti fatti senza la possibilità di rimediare agli errori. Ed è proprio in uno scenario di questo tipo che la decisione di riprendere a giocare è stata accolta come manna dal cielo dai dirigenti e dai giocatori. Gli azzurri sentono, come accennato, di avere ancora un’occasione, una carta da giocarsi per trasformare quella che era partita come una stagione destinata a deludere in un anno trionfale. Certo risalire la classifica, con tutte le incognite legate ai tre mesi di stop e le difficoltà che ci sono nel giocare in estate, non sarà un’impresa semplice, ma se le cose non andranno nel verso sperato l’Empoli potrà comunque dire di averci provato. Di questi tempi, non è affatto un qualcosa di scontato. Gli azzurri partono dal nono posto e in dieci gare hanno l’obbligo di provare almeno ad entrare nei playoff: con una ‘rosa’ ampia e inferiore probabilmente soltanto al Benevento, la formazione di Marino, da qui in avanti, non avrà scuse. Anche il tecnico, scelto dalla società dopo l’esonero di Muzzi, pare davvero quello giusto: il siciliano veniva da un’ottima stagione allo Spezia ed era rimasto ‘fregato’ dal fallimento del Palermo, club col quale aveva firmato alla fine dello scorso campionato. Cercava un trampolino di lancio per tornare nel calcio dei big e quella offerta dall’Empoli è un’occasione niente male. Dopo le delusioni di Brescia e Frosinone, questa per lui è un’opportunità da non perdere. Il suo contratto scadeva il 30 giugno e sarà virtualmente prolungato fino alla fine di agosto, ma l’obiettivo di tutti, lui per primo, è che questo sia soltanto l’inizio di una lunga storia d’amore.

1
Marino in panchina
dopo Bucchi e Muzzi

Pasquale Marino è il terzo allenatore dell’Empoli in questa stagione dopo Christian Bucchi, esonerato dopo il ko interno col Pescara, e Roberto Muzzi, durato solo 9 gare. L’ultima volta che l’Empoli aveva avuto tre allenatori diversi fu nel 2011/12 (Aglietti, Pillon, Carboni e infine ancora Aglietti).

2
Tre successi di fila
lontano da casa

Prima dell’arrivo di Marino, gli azzurri in trasferta avevano vinto solo nel derby di andata col Pisa. Con l’allenatore siciliano hanno invece conquistato tre successi consecutivi lontano dal «Castellani». Nel breve periodo Muzzi, invece, avevano sempre perso, compresa la trasferta di Cremona in Coppa Italia.

3
Un mercato fatto
sugli attaccanti

E’ stato soprattutto sulle punte che ha ballato l’Empoli per il mercato in questa stagione. In estate l’acquisto record del centravanti, Mancuso, pagato 5 milioni; a gennaio 4 milioni per un altro attaccante centrale, La Mantia. Nel mezzo anche una cessione, quella di La Gumina alla Sampdoria per 8 milioni.

4
La rivelazione
è Samuele Ricci

Tra i tanti giocatori che si sono messi in mostra c’è sicuramente Samuele Ricci, classe 2001. Cresciuto nel vivaio, ha scalato le gerarchie fino a conquistare la maglia da titolare e adesso è nel mirino di diversi club di serie «A». L’Empoli vorrebbe però riuscire a trattenerlo per almeno un’altra stagione.

5
Il turnover
è una risorsa

Turnover? Sì, grazie. Sono lontani i tempi di Sarri, che non lo amava. Marino la pensa in maniera diametralmente opposta, come ha dimostrato fin dal primo giorno sulla panchina azzurra. In questo finale di stagione del resto a gestire al meglio la ‘rosa’ sarà fondamentale per prevenire gli infortuni.


PARLA MARINO

«E’ un mini torneo
Tutto può accadere»

Si giocherà il futuro in 10 partite, sperando di regalarsi il sogno Serie A. Un mese e mezzo di campionato a disposizione, con tante incognite ma Pasquale Marino ripete sempre la sua parolina magica: ‘occasione’. «Cerchiamo di tornare alla normalità e fare quello che abbiamo sempre fatto. Se il campionato fosse finito –ha spiegato – non avremmo potuto provarci. Dovremo essere bravi ad adattarci a questa situazione ma ci faremo trovare pronti. Giocheremo di sera e questo è un vantaggio ma visto il lungo stop bisognerà fare attenzione agli infortuni. Noi ci siamo preparati bene e l’avere una rosa ampia mi aiuta». Marino e il futuro?. «Se non fossimo ripartiti ha detto il presidente che sarei stato già riconfermato. Invece dovrò giocarmi tutto in dieci gare: che sfortuna! A parte le battute sto pensando solo a questo mini-torneo, le valutazioni le faremo a fine stagione».