Ore 14.10: ripartenza a tutto gas

Le prove a Jerez, assalto a Re Marquez. Pronte Yamaha e Ducati

di Riccardo Galli

Il primo a non fidarsi è proprio lui, Marquez. Astuto e vincente, il campione della Honda sa bene che il 2020 della MotoGp sarà un’annata strana. Difficile e complicata da decifrare alla vigilia. E forse, anche a stagione in corso. Così, mentre bookmakers, amici e ovviamente anche nemici si affrettano a ripetere che l’uomo da battere è solo e soltanto lui, lui – appunto – Re Marquez, si guarda attorno e vede che il pacchetto dei concorrenti è bello fornito. Dovizioso, Quartararo e Vinales, hanno tutti – chi più chi meno – l’orgoglio e la forza di considerarsi pretendenti al titolo. E di non essere così considerati solo un’alternativa (magari addirittura a sorpresa) allo strapotere di Marquez. Dunque, se la pole della stagione è dello spagnolo, gli altri sono lì a comporre la prima fila dei favoriti. Ma che il Mondiale sarà all’insegna dell’equilibrio – e quindi dello spettacolo – lo si intuisce anche dal secondo pacchetto di piloti, dal quale potrebbe uscire un protagonista meno pronosticato. Valentino Rossi? Perchè no. Anche se obiettivamente, in scia dei primi è più facile intravedere una stagione magica firmata Suzuki (Mir e Rins, hanno già i numeri giusti per provarci) o magari di Morbidelli pronto a portare in alto, ma molto in alto, la Yamaha Petronas che già con Quartararo non nasconde sane ambizioni di protagonismo. Tutto questo, quindi, per andare incontro alla prudenza e al tatticismo e alla saggezza di Marquez che può e vuole essere ancora il numero uno, ma sa che ci sarà da battagliare, eccome. Stagione corta e anomala, quella targata 2020, dove un’arma determinante potrà essere anche la prudenza. Gare ravvicinate, spesso uno via l’altra sulla stessa pista e quindi poco, pochissimo tempo, per ’staccare’ o rimediare a eventuali errori. In altre parole, chi cadrà meno, correrà meno rischi di consegnare agli avversari un jackpot di punti che potrebbe rivelarsi prezioso e decisivo nel computo finale. Un patatrac in una gara gara qualsiasi, potrà avere ripercussioni immediate sul recupero (o addirittura lo stop) nel Gp che si correrà appena sette giorni più tardi. Chiusura per il calendario. Come per la Formula Uno, la MotoGp si riserva di allungare la stagione fino alla vigilia dell’inverno (tutto novembre) se nel mondo – i Gp di altri continenti – il Covid-19 darà tregua. Un consiglio a tutti però: meglio decidere il Mondiale prima possibile e il clou della stagione potrebbe così essere proprio nei giorni di Misano, con la prima fuga verso il titolo. Bella sensazione, no? Certo, magari sarà ancora Marquez a scattare. O forse no. Già, perchè questo 2020 di certezze non ne ha.


Il debutto è già caldissimo a Jerez

Nelle libere super Marc, Morbidelli e Quartararo in scia. Vale soffre

di Marco Galvani

Sbuffano per il caldo. Tranne lui. «È il caldo spagnolo, ci sono abituato». E sulla (calda) pista di casa Marc Marquez battezza il primo giorno di qualfiche. Miglior crono di giornata, ma senza strafare. Le Yamaha sono in agguato. Valentino Rossi a parte, 13° al mattino e soltanto 20° nella sessione del pomeriggio che, invece, ha visto le M1 griffate Petronas mettere a referto una incoraggiante doppietta: Franco Morbidelli super davanti a Fabio Quartararo (l’unico a migliorare in FP2 il tempo del mattino). Altalena Dovizioso, 4° in FP1 e poi 9°. Ma a soffrire più di tutti è Valentino. Impietoso il cronometro. E in effetti «è stata una giornata difficile », la diagnosi del Dottore. Se «la mattina non è stata fantastica, nel pomeriggio è andata anche peggio». Col caldo «soffriamo molto, soprattutto con la gomma posteriore che si scalda molto. È una lotta perché non riesco a essere veloce». E se aggiungi che «devo ancora trovare il giusto setup per essere più competitivi», di lavoro da fare ce n’è fin troppo. Anche se «non so come riusciremo a migliorarci, qualcosa dovremo inventarci » perché questa mattina «sarà molto importante entrare nella top 10 e andare direttamente alla Q2». Prospettiva anche del suo futuro compagno di squadra in Petronas, Franco Morbidelli. Mentre sembra viaggiare comodo il campione del mondo. Il fratello Alex, debuttante nell’altra metà del box Honda HRC, è lontano anni luce, e lui può godersi un «buon inizio. Stiamo lavorando bene – ammette -. Nel pomeriggio abbiamo giocato un po’ con i setup, ma abbiamo fatto solo confusione. Però abbiamo capito la giusta direzione. Anche il telaio diverso non ci ha dato grandi risultati quindi andremo sul sicuro con il pacchetto che sappiamo funziona bene». Non lontano, il rivale delle ultime stagioni, ovvero quell’Andrea Dovizioso vice campione del mondo da tre stagioni consecutive: «Oggi è andata bene, sono molto contento perché siamo riusciti a compiere un ulteriore passo in avanti rispetto al test di mercoledì e questo era il nostro principale obiettivo per il venerdì – chiarisce -. Ci siamo avvicinati molto ai piloti più veloci e abbiamo anche un buon ritmo in vista della gara». Certo, «domenica la gara sarà molto impegnativa e non mi sento ancora completamente a mio agio, ma abbiamo ancora diversi aspetti su cui lavorare e sicuramente del margine per migliorare ». Diciassette caselle più indietro, il compagno di box Danilo Petrucci, ancora “frastornato“ dalla brutta caduta di mercoledì. Resta, però, il fatto che la strada è ancora molto lunga. E il tempo a disposizione per risalire non è eterno. In Moto2 gran partenza dello Sky Racing Team, con Luca Marini leader del venerdì e il compagno di squadra Marco Bezzecchi 3° nonostante i postumi della frattura al piede destro a fine giugno sulla pista da cross. Nella Moto3 migliore italiano è Andrea Migno (Sky Racing Team), 4°. Oggi la resa dei conti per la griglia di partenza.