Il sogno del Pisa riparte. Tutti per uno

La squadra di Luca D’Angelo quasi al gran completo per la sfida contro la Salernitana. Bastano 8-9 punti per blindare la salvezza

di Francesco Paletti
PISA

Le incognite sono tante, ma sono le stesse che accompagnano tutte le altre squadre in questa inedita ripartenza: che effetto avranno sulle gambe e la testa dei nerazzurri i tre mesi di pausa causa lockdown? E ancora: quale sarà l’impatto di un’estate da forzati del pallone, con dieci gare da giocare nell’arco d meno di un mese e mezzo, più o meno una ogni quattro giorni? E infine, avrà ancora un qualche significato il fattore campo in quest’ultima porzione di stagione che, quasi sicuramente si disputerà senza pubblico dall’inizio alla fine? Interrogativi leciti ma che riguardano tutte le squadre alla vigilia della ripresa. A cui, però, il Pisa si presenta nelle migliori condizioni. Intanto di classifica: undicesimo posto con 36 punti, cinque in meno rispetto alla zona play-off e quattro al di sopra dell’ultimo posto utile per mantenere la permanenza in categoria. Teoricamente per blindare la salvezza, obiettivo principale della squadra di Luca D’Angelo, ne servirebbero altri otto o nove, obiettivo sulla carta assolutamente possibile considerato che ci sono ancora dieci gare da giocare e che, prima dello stop, la squadra ha viaggiato a 1,28 punti a partita, una media nettamente superiore al necessario. Poi c’è il fatto che il Pisa arriva alla vigilia della sfida con la Salernitana quasi al gran completo: l’unico in dubbio è Moscardelli, alle prese con un fastidio alla spalla. Tutti gli altri ci sono, incluso Varnier, il grande talento arrivato l’estate scorsa dall’Atalanta per guidare il reparto arretrato, messo fuori causa dalla rottura del crociato ad ottobre e ora perfettamente recuperato. C’è anche Pisano, 102 partite in serie A, un lusso per la categoria, arrivato a gennaio reduce da sei mesi d’inattività e ora di nuovo tirato a lucido. E poi Masucci e Soddimo, entrambi perfettamente recuperati dai fastidi muscolari che li avevano condizionati nell’ultimo periodo di campionato. Nell’abbondanza Luca D’Angelo, allenatore camaleontico capace di rivoltare la squadra come un calzino anche a partita incorso, ha dato sempre il meglio di sé: basta ricordare il play-off dell’anno scorso vinti anche e soprattutto grazie agli innesti dalla panchina (Lisi a Carrara, Izzillo nella semifinale con l’Arezzo e Marconi nella finale d’andata con la Triestina). Potrebbe davvero essere l’allenatore abruzzese il valore aggiunto in quest’ultima porzione di campionato specie considerando la regola delle cinque sostituzioni, la stessa che il tecnico nello scorso campionato ha saputo così bene adattare alle esigenze nerazzurre. Così l’incognita più pesante per il Pisa, alla fine, rimane l’Arena desolatamente vuota, quel catino incandescente tante volte in passato determinante, stavolta non ci sarà e non potrà spingere Moscardelli e compagni verso quella salvezza così fondamentale per il club nerazzurro. Vero che anche le altre giocheranno a porte chiuse, ma l’Arena e la passione dei pisani tante volte hanno fatto la differenza. Altri stadi assai meno.

1
Nella volata finale
c’è anche Varnier

D’Angelo può contare sull’intera rosa per la volata finale. Hanno risolto i rispettivi infortuni muscolari Gaetano Masucci e Danilo Soddimo, e Samuele Birindelli ha recuperato dall’infortunio domestico alla mano. È rientrato anche Marco Varnier, fuori da inizio ottobre per la rottura del crociato.

2
Cinque sostituzioni
Un’arma in più

Le cinque sostituzioni consentiranno a D’Angelo di sfruttare e ruotare al meglio tutti gli elementi della rosa. Sono stati uno dei segreti della cavalcata trionfale della scorsa stagione: i nerazzurri puntano a confermare questo andamento anche nella parte finale del torneo cadetto.

3
Nel secondo tempo
prestazioni migliori

Nelle gare del girone di ritorno il Pisa ha migliorato la differenza punti tra il primo e il secondo tempo: sono 9 al 45’, 12 quelli ottenuti al fischio finale. I nerazzurri fanno meglio del girone di andata, quando al 90’ il bottino era spesso più magro rispetto a quello virtuale dell’intervallo.

4
Quei punti dilapidati
durante i recuperi

Rimangono ancora molti i punti dilapidati nei minuti di recupero. Nel solo girone di ritorno ne sono sfumati 4 contro Juve Stabia, Empoli e Crotone. I nerazzurri nelle dieci partite restanti dovranno migliorare questo aspetto per non correre rischi, soprattutto negli scontri diretti per la salvezza.

5
Difesa e mediana
a corto di reti

Servono più gol da difensori e centrocampisti. Dei 35 messi a segno, il 57% porta la firma degli attaccanti (Marconi capocannoniere con 10 centri, a secco però da dicembre). Solo Lisi, terzino atipico, tiene il passo con 3 gol. Dal resto della squadra sono arrivate solo 9 marcature.


LE MUSURE ANTI-COVID

Tamponi e test
Massimo impegno

Non era facile seguire alla lettera le disposizioni di un protocollo mutato giorno dopo giorno prima di una versione definitiva, ma sul fronte medico la società nerazzurra ha agito con intelligenza e organizzazione, affidandosi ai tre esperti medici della squadra. A guidare le operazioni per tamponi e test sierologici, i primi affidati al laboratorio Synlab di Firenze, mentre i secondi al Centro Ricerche Cliniche di via Bonanno Pisano, ci sono Virgilio Di Legge, coadiuvato da Cataldo Graci e Giuseppe Lioci. Fin dal rientro alla base, dopo le prime convocazioni, tutto il ‘gruppo squadra’, compreso il presidente Giuseppe Corrado e i dirigenti più vicini alla rosa, si è sottoposto a cinque tamponi e a due test sierologici, tutti risultati negativi. Ingenti sono state le spese da parte della società, che arriveranno a toccare e superare i 150 mila euro, senza lasciare nulla al caso.

Michele Bufalino