Cremonese, che debutto
La salvezza è meno in salita

I grigiorossi hanno ben presto abbandonato i sogni estivi di gloria ma Bisoli e i suoi ragazzi sono ripartiti col piede giusto vincendo ad Ascoli

di Riccardo Guglielmetti
CREMONA

E pensare che ad inizio stagione le ambizioni erano ben altre. A dirlo è stato infatti il mercato estivo, che aveva visto tra i tanti l’arrivo di Fabio Ceravolo, Daniel Ciofani e Antonio Caracciolo. Nomi che facevano a dir poco sognare Cremona, tanto da puntare a un solo obiettivo, chiamato Serie A. Invece sono bastate poche settimane per indurre la società a rivedere i propri piani. Una partenza col freno a mano tirato, che ha visto i grigiorossi altalenanti e discontinui, ben lontani da cosa ci si immaginava di vedere sul campo. E allora, il primo a farne le spese, non poteva che essere Massimo Rastelli, che dopo sole sette giornate è costretto a lasciare la guida tecnica, dal momento che la società pensa bene di ripartire da Marco Baroni. Il compito del tecnico toscano è quello di risollevare un gruppo che ha perso improvvisamente la bussola, nonostante le qualità dei singoli. Peccato che anche in questo caso il cambio in panchina non comporti l’effetto sperato. Già, perché il problema della Cremonese non era solamente nei risultati. Da una delle regine del calciomercato estivo ci si aspettava infatti di più sotto tutti i punti di vista. Il gioco in campo latitava, di intensità se ne vedeva poca e le idee sembravano più che mai confuse. Ecco quindi i lombardi ritrovarsi inaspettatamente a lottare nei bassifondi della classifica alpunto di richiamare Massimo Rastelli. Il tecnico campano ha tentato di cercare la svolta, ma il copione sembrava essere già scritto, a tal punto che i grigiorossi erano con una media punti inferiore rispetto al girone d’andata. L’inverno è fatto di difficoltà e sofferenze. A gettare ulteriori preoccupazioni la voce secondo cui il Cavaliere Giovanni Arvedi avrebbe voluto lasciare il timone della società. Tanti soldi spesi negli anni da parte del patron, che però hanno visto più delusioni che gioie. Nel frattempo l’incubo playout era sempre più concreto e allora ecco l’ennesimo cambio in panchina, il terzo dall’inizio del campionato. Era il 5 marzo quando la società annunciava Pierpaolo Bisoli. Ma a mettere i bastoni tra le ruote ci ha pensato il virus, bloccando il campionato. La ripartenza, però, è stata confortante: 3-1 ad ascoli nel recupero della sesta di ritorno. La salvezza è meno in salita anche se non ci sarà Agazzi che ha rescisso il contratto: «Credo che le società di calcio, pur facendo il massimo sforzo per consentire ai propri calciatori di lavorare in sicurezza, non riescano a garantire al 100 per cento la tutela della loro salute»


Le altre

Mister Inzaghi festeggia: lui è (quasi) in Serie A

Il Benevento al momento dello stop stava dominando il torneo con 20 punti di vantaggio sulle seconde

MILANO

Pronti, partenza, via! Si rialza nuovamente il sipario sul Torneo cadetto. È proprio il caso di dire bentornata Serie B, dopo la pausa forzata per la diffusione del COVID-19. Gli appassionati e gli addetti ai lavori hanno dovuto fare i conti con uno stop di oltre tre mesi, ma ora è tempo di tornare sul campo con un copione ancora tutto da scrivere. L’unica eccezione riguarda però la vetta della classe, dove per il Benevento si preannuncia una semplice formalità da espletare la promozione nella massima serie. Una cavalcata a dir poco trionfale per la truppa di Filippo Inzaghi, che in questa stagione ha recitato a tutti gli effetti un copione a parte. A confermalo sono i numeri. Già, perché su 28 partite disputate, i campani hanno messo in cassaforte la bellezza di ben 21 vittorie, sei pareggi, incassando una sola sconfitta in tutto il torneo. La strada per i giallorossi è quindi tracciata, forti delle venti lunghezze di distacco nei confronti della prima delle inseguitrici, ovvero il Crotone. I calabresi sognano il ritorno nella massima serie e la parola d’ordine non può che essere continuità. Lo sa bene Stroppa, che in questo rush finale sarà chiamato a fare i conti con una concorrenza che si preannuncia più che mai agguerrita. È il caso del Frosinone, separato di soli due punti e incalzato a sua volta dal Pordenone. La bagarre per il secondo posto è a dir poco incandescente, dal momento che in soli otto punti troviamo racchiuse ben sette squadre. Tra queste spiccano anche Spezia e Salernitana, così come il Cittadella. All’appello si unisce pure il retrocesso Chievo Verona, che attualmente blinda l’ultimo posto valido per i playoff. Di sicuro i clivensi non potranno permettersi di dormire sonni tranquilli, perché a ruota compare l’Empoli di Pasquale Marino. Se i toscani sono chiamati a rincorrere, lo stesso discorso vale anche per il Perugia, che vede il proprio Pietro Iemmello capocannoniere della Serie B con ben 17 gol realizzati ad oggi. Come detto la sfida è infuocata nei piani alti, senza scordarsi dei bassifondi, dove nessuno vuole farsi travolgere dal vortice della Serie C. Ne sa qualcosa la Cremonese di Bisoli, distante cinque punti dalla zona salvezza, dove al momento compaiono Trapani, Cosenza e Livorno. Per i siciliani e i calabresi la parola d’ordine sarà vietato sbagliare, mentre agli amaranto servirà un vero e proprio miracolo per garantirsi un posto in B. Ci aspettano undici giornate, dove i calcoli non sono più ammessi. La Cremonese partita per puntare alla Serie A deve vincere lo scudetto… della salvezza.

Ri.Gu.


FOCUS

«Finiamo la stagione senza il “piano B’’»

Il presidente del Pordenone
«Le retrocessioni dalla A non possono essere bloccate»

MILANO

«Non possiamo pensare a un’altra estate di sentenze, ricorsi e controricorsi. Bisogna che i verdetti arrivino dal campo altrimenti avremo di nuovo i tribunali pieni». Mauro Lovisa, presidente del Pordenone, non vuole nemmeno pensare all’ipotesi che i campionati non vengano portati a termine con possibili conseguenze come lo stop alle retrocessioni chiesto dalla serie A. «Io sono sempre stato per la ripartenza, il Paese e lo sport, in sicurezza, devono ripartire – In serie B c’e’ una classifica corta, tutti si giocano qualcosa a livello sportivo e ci sono delle regole scritte sin dall’inizio. Mi auguro che si finisca il campionato regolarmente, senza piani B e C».

Ri.Gu.