Fiorentina ambiziosa, missione possibile

Lunedì contro il Brescia (ore 19,30) i viola riprendono il cammino. C’è attesa anche in B per Spezia, Empoli, Pisa, Perugia e Livorno

Paolo Chirichigno

Torna il pallone, ma niente è come prima. Ce ne siamo già accorti con l’antipasto della coppa Italia. Venendo alle vicende di casa nostra, la Fiorentina ha l’obbligo di salvarsi e l’opportunità di gettare le basi della prossima stagione, che sarà appiccicata a quella che sta per finire. Tanto caos nel mondo del pallone, anche la squadra viola ha fatto i conti con il Coronavirus in mesi dominati dalla paura e dall’incertezza. Adesso che c’è luce in fondo al tunnel, il pallone torna ad avere un suo ruolo preciso: di ripartenza, di rinascita ma soprattutto di speranza. Fa persino effetto parlare delle cose di campo, del ritorno di Ribery in pianta stabile dopo l’infortunio di fine novembre: il Covid-19 ha messo il nostro tempo in un gigantesco frullatore e adesso i giorni ci cadono sulla testa senza una logica apparente. Pallone senza pubblico, viene a mancare la componente viva di una partita, i tifosi, le paure e le esultanze. Dunque è una ripartenza per certi versi zoppa, ma è un male necessario, soprattutto in questo momento. La Fiorentina si rimette in cammino, interrotto l’8 marzo dalla surreale trasferta di Udine, dove nessuno voleva giocare, eppure… Era in un buon momento la squadra viola, ma sono considerazioni che adesso valgono zero. Si riparte come se fosse un mini torneo ad esclusione. I trenta punti non mettono al riparo la squadra viola, che deve subito conquistare quello che le manca per considerarsi matematicamente salva. Da allora in poi sarà possibile pensare al futuro, un bel futuro pensiamo noi, almeno stando alle intenzioni della proprietà, che non smette mai di ribadire un concetto: La Fiorentina deve abitare stabilmente nella parte sinistra della classifica. C’è la situazione Chiesa da chiarire, c’è soprattutto il ritorno del miglior giocatore della rosa, Ribery. E poi la curiosità di vedere anche i tanti giocano rimasti dietro le quinte. Giocare ogni tre giorni costringerà Iachini a far ruotare spesso la formazione, per evitare prevedibili infortuni da stress. C’è posto per tutti, chiunque abbia a cuore la maglia viola ha un’occasione d’oro per mettersi in mostra. E’ questo il senso ultimo del ritorno del campionato: riscoprire il piacere della normalità. Anche in serie B c’è molta attesa: lo Spezia di Italiano proverà in ogni modo a stare nella zona alta della classifica, così come l’Empoli di Marino tenterà di mettere a un campionato sofferto (due cambi in panchina) il fiocco più bello. Che dire poi del Pisa di D’Angelo, atteso a un finale di stagione interessante por valutare il tasso tecnico della squadra, soprattutto in vista della prossima stagione? Ci sono grandi allenatori nella serie cadetta, se pensiamo anche a Serse Cosmi tornato dove tutto è iniziato per lui, al Perugia. Il Grifo deve darsi una mossa, scrollarsi il peso di troppi errori. E a proposito di rimpianti, anche il Livorno può dire la sua, anche se in mezzo a mille difficoltà. Gli amaranto sono abituati a imprese impossibili, e se tutti remeranno dalla stessa parte chissà che non succeda l’impensabile, cioè una salvezza insperata. Lo spettacolo non mancherà anche in serie C, dove più di venti squadre si giocheranno ai playoff un posto nella categoria superiore. C’è la Carrarese di Baldini, ad esempio, che gioca un ottimo calcio e ha le carte in regolare per dare battaglia fino alla fine. Il Siena è presente, così come la Ternana che si gioca la finale di coppa Italia mentre la Pianese è chiamata a giocarsi la salvezza ai playout. Come vedete ce n’è per tutti i gusti, dalla serie A fino alla C: bentornato pallone, bentornata normalità.


Il saluto

Commisso: «Mi mancate, torno presto»

Rocco B. Commisso*

Manca poco e potremo tornare a giocare. Mi è mancata la vicinanza e il contatto con più persone, a cominciare da mio figlio Giuseppe rimasto a Firenze. E mi sono mancate le partite della nostra Fiorentina e le emozioni che provo ogni volta che scendiamo in campo, gli sguardi e le battute con i miei ragazzi. Mi è mancato il contatto con i nostri splendidi tifosi, l’arrivo allo stadio, le foto e gli abbracci con famiglie e bambini con i colori viola sulla pelle. Poi la partita, l’incitamento del pubblico, la paura e la gioia, sempre dietro l’angolo pronte a farmi emozionare. Oggi mi dispiace non poter esservi vicino, non riuscire a parlare di persona con la squadra e dare anche io il mio sostegno, ma spero di poter tornare presto a Firenze e stare di nuovo insieme. Voglio dedicare un pensiero a coloro che hanno sofferto, a quelli che si sono ammalati, che non ce l’hanno fatta o che hanno perso i propri cari. A loro va la mia vicinanza più grande. E vorrei ringraziare quelli che hanno lottato in prima linea contro questo terribile nemico e coloro che con le loro donazioni hanno permesso agli ospedali di avere strumenti per affrontare l’epidemia. Speriamo di tornare a vivere in modo sereno attraverso una partita di pallone. *Presidente Fiorentina