L’impresa italiana è 4.0
«Tecnologie aggiornate»

Stampanti e macchinari, Mectiles punta sulla ricerca

«L’INDUSTRIA ceramica italiana ha dalla sua parte ottimi fondamentali: le imprese ceramiche italiane sono le più aggiornate dal punto di vista tecnologico, hanno affinato le reti vendite e reso capillare la distribuzione su scala planetaria ». Parola di Stefano Compagni, titolare della Mectiles Italia. «La mia azienda – continua Compagni – oltre ad essere leader mondiale consolidata nell’impiantistica usata, introduce nella propria gamma di prodotti una serie di macchinari nuovi per aiutare il cliente a trovare soluzioni intelligenti per la gestione, tra le altre, delle grandi lastre ceramiche ».

FIORE all’occhiello è la stampante digitale Icon che rappresenta una vera e propria rivoluzione per il workflow produttivo ceramico. «Nel 2011 – continua Compagni – con la consociata Sertile abbiamo brevettato un sistema di stampa longitudinale che incrementa qualità e capacità produttiva. Da allora ad oggi, grazie ad un dedicato e costoso piano di ricerca e sviluppo, abbiamo finalmente installato il sistema presso uno dei più importanti gruppi italiani al mondo, da sempre all’avanguardia della decorazione e nella valorizzazione estetica del prodotto. Abbiamo venduto – conclude il titolare delal Mectiles – altri sistemi Icon all’estero e saranno installati nei mesi a venire».

MECTILES ITALIA, leader mondiale nel settore dei macchinari usati per l’industria ceramica, propone alcune novità per la manipolazione, la decorazione e la preparazione delle grandi lastre ceramiche, oltre che per la frantumazione di prodotto di cotto. Parliamo di macchinari molto specifici e sofisticati. Entrando nel merito, un prodotto d’eccellenza è il plotter per taglio lastre Manta Poker 3500 Top che permette di realizzare svariati prodotti partendo dalla lastra ceramica, come top per cucine e bagni, backsplash ed altri pezzi che prevedono forme e tagli complessi. A seconda degli accessori installati, consente di realizzare tagli singoli, ortogonali, inclinati, diagonali, effettuare spianatura, sagomatura, realizzare fori, tagli tondi, ovali e ad arco, garantendo la massima personalizzazione del prodotto finito. I frantumatori a rulli della serie FR vengono impiegati nel caso in cui non si utilizzino nastri interrati e si abbia necessità di un carico orizzontale dello scarto. Le piastrelle vengono trasportate dai rulli direttamente sul gruppo macinante e il prodotto frantumato finale viene scaricato in benna.

IL TRASPORTO sui rulli metallici ha notevoli vantaggi in quanto soggetto a molta meno usura rispetto a un trasporto su nastro in gomma. I frantumatori FR sono in grado di rompere piastrelle di porcellanato fino ad un formato di 1800 e 30 millimetri di spessore. La piattaforma Icon si rivolge al mercato della stampa di grandi formati ed è composta da un’esclusiva serie di stampanti di nuova generazione e comprende inedite soluzioni in ambito di software e gestione del flusso di lavoro.


Quel tocco finale d’artista
«È un valore aggiunto»

Vetriceramici leader nella finitura delle superfici

«NOI APPARTENIAMO alla grande famiglia Ferro, multinazionale americana, leader nei prodotti chemical di performance coating. Ovvero di prodotti chimici che spaziano dal settore ceramico agli smalti da lamiera al vetro, dall’elettronica all’automotive». Parla Daniele Bandiera, amministratore delegato di Vetriceramici, azienda di punta del Gruppo Ferro. Il business è quello del «coating» di diverse superfici: dai marchi impressi su vetro e plastica fino alle finiture della ceramica, che vuol dire «vestire» la piastrella tecnicamente ed esteticamente. La sensazione tattile è un dato fondamentale nell’apprezzamento del pubblico: ed è qui che entrano in gioco l’esperienza e la tecnologia di Vetriceramici Ferro.

Grande gruppo americano ma cuore e testa emiliana. È così?

«Una cosa importante che voglio dire è che quest’anno la nostra azienda, la Ferro, compie 100 anni e di questi cento, ne abbiamo appena celebrati 60 l’anno scorso in Italia. Aggiungo che nell’87 è nata Vetriceramici e quindi ne abbiamo festeggiati 32. Tutto questo per dire che noi di Vetriceramici siamo ben radicati nel territorio ».

Quanto vale il vostro business?

«Il business dei prodotti per il settore industriale ceramico ricopre un terzo del fatturato della multinazionale Ferro, ovvero circa 600 milioni di dollari. Più del 50% di questo fatturato è fatto nell’Europa allargata, ovvero in una zona che comprende anche la Russia e il Nord-Africa. E questo – continua Bandiera – perché noi abbiamo continuato ad investire nella nostra Europa, soprattutto in Spagna e in Italia».

Cosa porta valore alla ceramica italiana dal suo punto di vista?

«La piastrella Italiana è riconosciuta nel mondo al pari della moda: perché fa tendenza, perché ha sempre disegni e colori all’avanguardia. Quello che fa girare la catena è sempre il colore, sono le tendenze, è la moda. Milano docet. E gli architetti sono diventati attori principali per lo sviluppo dei nuovi trend. I nostri clienti esportano quasi l’80 per cento, piccolo e bello esiste poco».

Cosa significa per voi partecipare al Cersaie?

«Ancora una volta essere al Cersaie per noi significa essere al fianco dei nostri clienti principali, che sono i grandi e medi produttori che marcano il passo sui mercati mondiali. E il nostro core business è servire i clienti lavorando con loro sulla qualità del prodotto, e sull’estetica attraverso i nostri laboratori di ricerca e sviluppo in coordinamento con l’assistenza tecnica attraverso due siti produttivi in Italia».

Vuol dire che lavorate sempre più a stretto rapporto con i produttori di ceramiche…

«Siamo portati a dover supportare una continua innovazione, uno studio di prodotto ma anche di processo, perché siamo qui, nel cuore del distretto della ceramica. Questo è un cluster incredibile, un caso mondiale. E il polo si rafforza grazie a questa filiera, composta anche da produttori di macchine per ceramica e da chi opera nel mondo del colore, e l’innovazione diretta nasce da questa forte sinergia, dalle relazioni quotidiane che abbiamo: le nuove idee vengono fuori così. Oggi non si parla più di piastrelle, con le grandi lastre siamo nel mondo dell’arredo e del design».