«DISEGNA LA TUA CASA» CON IL QN AL CENTRO SERVIZI, STAND 51

Consulenze gratuite di architetti al nostro stand

STAI pensando di rinnovare casa? QN – Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, ti danno appuntamento da oggi al 27 settembre al Cersaie. Qui architetti qualificati ti offriranno una consulenza personalizzata gratuita. L’iniziativa a cui aderiscono i quotidiani del nostro Gruppo si chiama «Disegna la tua casa» e – in collaborazione con Ciicai e D-Atelier – offre la possibilità ai nostri lettori, che si sono prenotati in questi giorni via mail, di presentare a un architetto le proprie necessità in termini di restyling di un ambiente della propria casa ricevendo una consulenza gratuita. Sono già arrivate molte richieste: per verificare ulteriori eventuali disponibilità, scrivere una mail a qn.eventi@monrif.net indicando il proprio numero di telefono, per quale/quali ambienti si richiede la consulenza e allegando la piantina con le misure. Il nostro stand è il numero 51 al Centro Servizi.


IN COPERTINA

UN DISEGNO DI IOSA GHINI

IL DISEGNO della copertina si intitola «Ceramica Interno Esterno» ed è opera dell’architetto e designer Massimo Iosa Ghini, che l’ha realizzato in esclusiva per il lettori di Quotidiano Nazionale – il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno. Iosa Ghini, nato a Bologna 60 anni fa, si è affermato molto giovane nel mondo del progetto dopo essere entrato in contatto con Ettore Sottsass e con il Gruppo Memphis. Negli anni ’80 Iosa Ghini ha fondato un suo movimento, il Bolidismo, frutto della cultura radical architettonica e della passione per il mondo delle auto, che l’ha poi portato a collaborare con la Ferrari per la progettazione degli store in giro per il mondo e della Galleria del Museo Ferrari a Maranello. L’ultimo suo progetto è il People Mover di Bologna, in fase di collaudo: tra poche settimane ci saliranno i primi turisti . In occasione della Bologna Design Week, una sua installazione, Human Proportions, sarà inaugurata martedì 24 in piazza del Francia, a Bologna.


La ceramica è un prodotto di tendenza

PIERLUIGI MASINI

DICIAMO la verità: una volta andavi al Cersaie se dovevi rifare il bagno di casa. Oggi ci vai se vuoi rifarti gli occhi. Dallo stato di necessità al puro piacere. Perché la casa è diventata manifesto del proprio modo di intendere la vita e il bagno è l’ambiente dell’acqua, del relax, dello star bene. Chi di noi non ha voglia di migliorare, magari sognando un po’? E così la più grande fiera al mondo della ceramica e dell’arredobagno è diventata di moda: andarci è un arricchimento, le idee vengono guardando, immaginando, personalizzando. La ceramica un tempo era un elemento dell’edilizia: costruivi delle case, dovevi rivestire gli ambienti. Oggi la ceramica è un tema di design, ovvero di progetto: e quindi si guarda all’ambiente nel suo insieme, il rivestimento e i mobili vanno pensati e proposti insieme. Non è un cambiamento da poco. La tecnologia del settore propone soluzioni assolutamente nuove: grandi lastre che imitano marmi rari non più estraibili. Piccoli formati che sembrano decorati a mano. La ceramica è sostenibile, è argilla e colore: non sottrae alla Natura ma semmai aggiunge e interpreta. Il bagno guarda al risparmio dell’acqua. Tanti temi, insomma: tutto in una grande fiera del made in Italy.


Con un anno di piastrelle
si ricoprono tre grandi città

La produzione è di oltre 415 chilometri quadrati

QUATTROCENTOQUINDICI milioni di metri quadri, quasi quanto la superficie di Milano, Bologna e Firenze messe insieme. Questo dato da solo fa capire cosa significa e quanto vale l’industria dei rivestimenti ceramici: con la produzione di un anno si possono piastrellare le tre città. Parliamo per la maggior parte di gres porcellanato, a cui seguono le monocotture e le bicotture, e chiudono il portafoglio-prodotti i pezzi speciali di nicchia. Parliamo anche di un distretto che da cinquant’anni è un’eccellenza nel panorama mondiale, nato e rimasto tra le province di Modena e Reggio Emilia che da sole sviluppano oltre l’80 per cento della produzione totale.

A QUESTO comprensorio si aggiunge un’altra parte importante della manifattura ceramica italiana, sempre in Emilia-Romagna. Un numero: le ceramiche da rivestimento fabbricate fuori da questa regione sono poco più dell’8 per cento. In totale ci sono in Italia 225 stabilimenti produttivi. Questi dati sono contenuti nell’ultima indagine statistica di Confindustria Ceramica riferita al 2018, ed inquadrano in dettaglio la situazione: la fotografia mette in risalto un settore industriale composito, con produzioni ad alto contenuto aggiunto di made in Italy, e insieme caratterizzato da rilevanti investimenti produttivi nel solco di Industria 4.0, con una propensione da sempre molto accentuata a competere sul mercato globale a colpi di innovazione tecnologica. Il tutto coniugato con un senso estetico e artistico tipico, che fa sì che la piastrella italiana possa mostrarsi ancora molto competitiva e possa per questo spuntare un prezzo al metro quadro più alto degli altri concorrenti, pur con le lentezze e le difficoltà tipicamente italiane (come il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, evidenzia nell’intervista della pagina accanto).

È IL MANIFATTURIERO che tira, che esprime leadership nel settore e ogni anno qui al Cersaie fa accorrere migliaia di buyer da tutte le parti del mondo, pronti a guardare a quello che viene lanciato sul mercato. Perché è l’export la destinazione d’uso di questo materiale, che in gran parte raggiunge l’Unione europea (60 per cento del mercato, Italia esclusa). Lo scorso anno è stato definito un anno di assestamento a causa di fattori di incertezza, anche se il settore ha fatto registrare un aumento degli occupati di oltre 700 unità e un ammontare di investimenti in nuove tecnologie e sostenibilità in linea con l’anno precedente. Negli ultimi cinque anni l’industria ceramica ha investito oltre due miliardi di euro in innovazione tecnologica, sfruttando tutte le potenzialità che vanno sotto la sigla di Industria 4.0: investimenti che hanno riguardato la tecnologia per la realizzazione di lastre ceramiche, l’ammodernamento degli stabilimenti, la flessibilità di soluzioni manifatturiere evolute. Il prezzo medio della piastrella al metro quadro è di quasi 14 euro per l’export (poco più di 10 sul mercato Italia) e va considerato che le esportazioni pesano per 84,5 % del totale delle vendite. Il fatturato complessivo di 5 miliardi e 380 milioni di euro è risultato in calo di circa il 3% nel 2018.

ACCANTO al settore della piastrella, che come ricordato fa la parte del leone, esiste il mondo della ceramica sanitaria, che produce per l’arredo bagno: questo settore in particolare è localizzato nell’alto Lazio, intorno a Civita Castellana, dove hanno sede la gran parte delle 30 aziende che impiegano oltre 2.700 addetti e producono 336,4 milioni di euro di fatturato aggiuntivo. Anche in questo caso l’export guarda soprattutto a Europa, Regno Unito e Germania in testa.