Il risparmio sostenibile
spiegato in venti numeri

Un risparmiatore su tre considera rilevanti i temi ambientali. Secondo la ricerca prodotta da Bva Doxa per il Forum per la Finanza sostenibile – dalla quale sono tratti i numeri di questa pagina – il 31% è infatti disponibile ad aumentare le masse investite in prodotti finanziari attenti a questi aspetti. I temi associati agli investimenti sostenibili e responsabili sono: la tutela ambientale (rilevante per il 55%); gli aspetti sociali (30%), la governance (l’8%) e la dimensione finanziaria (rilevante per il 7%).

70%
Risparmatori

Temono danni alla salute causa cambiamenti climatici

Il 70% dei risparmiatori – secondo la ricerca per la finanza sostenibile – ritiene che i danni alla salute e all’incolumità delle persone costituiscano il principale rischio per l’economia collegato al cambiamento climatico. Seguono i danni alle produzioni agricole (62%) e l’aumento dei flussi migratori (45%)

33%
Tocca all’Europa

Il 33% dei risparmiatori italiani ritiene che siano le istituzioni europee le principali deputate alla prevenzione del rischio ambientale; seguite dai produttori energetici e dalle istituzioni nazionali (rispettivamente, dal 18% e dal 17% dei risparmiatori). L’11% attribuisce un ruolo primario nella salvaguardia ambientale alle organizzazioni finanziarie italiane

27%
Vuole sapere

Solo il 27% dei risparmiatori italiani, secondo la ricerca del Forum per la Finanza sostenibile ritiene molto importante essere messo al corrente del comportamento socialmente responsabile delle aziende di cui è cliente

30%
Normative e mercato

Il 30% dei risparmiatori ritiene che le nuove normative e le certificazioni obbligatorie connesse agli aspetti ambientali incideranno sensibilmente sull’economia e sulla finanza. Tra i fattori produttivi e di mercato, invece, quelli che incideranno di più sono: la scarsità di materie prime, le nuove tecnologie produttive ecologiche e la crescita della domanda «green»

52
per cento

Gli operatori finanziari e le reti di vendita si confermano importanti nelle scelte dei risparmiatori: nel 52% dei casi si fanno supportare da un consulente della propria banca

47
per cento

Sono gli operatori previdenziali che hanno dichiarato di applicare una strategia di investimento sostenibile. Il 31% ha dichiarato di avere valutazioni in corso

56
per cento

È la quota di risparmiatori italiani che ritiene carente l’informazione sui prodotti di finanza sostenibile Un dato relativo al 2019 e sostanzialmente in linera con il 60% del 2018

48 %
Scettici

I risparmiatori sono per lo più scettici rispetto all’efficacia delle politiche di Csr: il 48% ritiene che le aziende attuino solo operazioni di facciata che non si traducono in alcuna azione socialmente responsabile

31
mila

Secondo Global Sustainable Investment Review sarebbero pari a 31mila miliardi di dollari gli Asset under management a livello mondiale, di cui 14mila miliardi di dollari in Europa (46%)

1,6
miliardi

In Italia si parla di circa 1.600 miliardi di dollari affidati al risparmio gestito – secondo Global Sustainable Investment Review – legato ai temi della sostenibilità

97%
aziende

La quota di aziende che fanno attività di Corporate social responsability (Csr) che si si dichiara soddisfatta. L’85% ritiene che rendono l’impresa più attrattiva e affidabile per accesso al credito e per attrarre investimenti

60
per cento

È la quota di risparmiatori che hanno assunto comportamenti virtuosi rispetto all’ambiente come la raccolta differenziata, o l’utilizzo di lampadine a led

43
per cento

La scarsa conoscenza dell’offerta di finanza sostenibile si conferma ridotta tra i risparmiatori: solo il 43% dei risparmiatori, per esempio, non ha mai sentito parlare di prodotti SRI

57
per cento

È la quota di risparmiatori che indica nell’aumento delle temperature e nello scioglimento dei ghiacciai, l’effetto del cambiamento climatico

63
per cento

Il 63% dei risparmiatori ritiene che l’utilizzo di fonti rinnovabili da parte delle imprese sia l’azione di tutela ambientale più rilevante tra quelle che può compiere un’azienda

31%
Sensibili agli obiettivi

È la quota di risparmiatori che risulta essere sensibile agli obiettivi di sostenibilità e che, di conseguenza, potrebbe cambiare i propri investimenti – anche incrementandoli – di fronte a prodotti rivolti a temi legati alla tutela ambientale

46
per cento

la quota di risparmiatori che conoscono i prodotti finanziari legati alla sostenibilità, secondo i quali questi temi faranno aumentare i profitti sul medio-lungo termine

37
per cento

È la quota di risparmiatori che conosce i prodotti sostenibli e ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance, riducano la rischiosità degli investimenti finanziari

1 su 4
Ha sottoscritto prodotti sostenibili

La diffusione degli investimenti sostenibili rimane limitata: solo un risparmiatore su quattro ha sottoscritto prodotti SRI (dato stabile rispetto al 2018). Rimane invariata – secondo il Forum per la Finanza sostenibile – anche la quota di risparmiatori che cambierebbero intermediario finanziario per avere un’offerta più ampia di prodotti SRI (57%). Pesano la limitata conoscenza dei prodotti, l’assenza di pubblicità adeguata (36%) e una promozione insufficiente da parte degli operatori finanziari (24%) e dei consulenti (19%)

59%
Sostenibilità rilevante

L’attenzione delle aziende investite alla sostenibilità ambientale è abbastanza o molto rilevante per il 59% dei risparmiatori (per il 17% molto rilevante). Più in generale – secondo la ricerca della Fondazione per la finanza sostenibile – le principali leve di investimento si confermano la rischiosità e la flessibilità (molto importanti per il 51% e per il 44% dei risparmiatori) seguite da reputazione dell’intermediario, reputazione dell’azienda e rendimento dell’investimento. La cautela rimane il principio guida più rilevante