«Le foreste? Creiamole nelle nostre città»
Le idee sostenibili di Fondazione Cr Firenze

Progetto in cantiere nel capoluogo toscano. Intervista al presidente Luigi Salvadori

L’impegno per la attività con le scuole, dagli insegnanti ai ragazzi,
per diffondere la cultura dell’impresa e della compatibilità con l’ambiente

di Stefano Vetusti FIRENZE

Migliorare la sostenibilità ambientale delle nostre città è fondamentale e non più rinviabile, per generare un virtuoso effetto domino che può avere un significativo impatto sull’intero pianeta. Ne è pienamente convinta la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che, con l’avvio del mandato del nuovo presidente Luigi Salvadori (nella foto), 57 anni, eletto lo scorso 15 luglio, intende mettere in atto una serie di iniziative dopo aver svolto una necessaria fase di progettazione e di studio. La protezione e qualità ambientale rientra tra l’altro tra le missioni principali della Fondazione Cr Firenze, che opera su un territorio molto vasto, comprendente Firenze e la Città metropolitana di Firenze, le province di Arezzo e di Grosseto. Presidente Salvadori, quali sono le azioni che vedono impegnata la Fondazione Cr Firenze sul tema ambientale?

«Vorrei ricordare innanzitutto il nostro impegno nella Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron che si prende cura di Villa Bardini e del suo splendido giardino. Un polmone verde che pulsa in Oltrarno e che si presenta naturalmente predisposto alla divulgazione di tematiche ambientali con importanti iniziative di formazione. Ricordo, ad esempio, il seminario per insegnanti ‘Lezioni di Paesaggio’ che sta avendo crescenti adesioni dal mondo della scuola e le conferenze del ‘Master Futuro Vegetale’”.

La formazione su questi temi resta un obiettivo fondamentale.

«Certamente, tanto è vero che sempre sul fronte della formazione abbiamo dedicato alla sostenibilità ambientale l’ultima edizione della scuola di imprenditorialità per ragazzi ‘Il Giardino delle Imprese’, la scuola informale di cultura imprenditoriale promossa e realizzata assieme a Fondazione Golinelli di Bologna in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana e Ied-Istituto Europeo del Design con il patrocinio di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze e Comune di Firenze. Dalla prima edizione sono giunte proposte interessanti che confermano le forti potenzialità di questa iniziativa”.

Può anticipare qualcosa?

«Nei prossimi anni la Fondazione, in collaborazione col Comune di Firenze, sarà impegnata in un originale progetto di forestazione urbana che comporterà la realizzazione di pareti verdi sugli edifici pubblici. Partiremo con cinque scuole, nell’ambito di quelle comunali, per le quali sosterremo la progettazione e la realizzazione degli impianti. Questo ambizioso progetto avrà come conseguenza un evidente miglioramento microclimatico con l’abbattimento di CO2 e il miglioramento dell’aria. Ma, come hanno affermato più volte gli esperti, produrrà certamente anche un miglioramento a livello psicofisico”.

Avete in cantiere anche iniziative di sensibilizzazione verso i giovani?

«Certamente. Per loro in primo luogo, ma anche per il grande pubblico, stiamo mettendo a punto un ciclo di incontri con personalità del mondo dell’economia, del mondo accademico dell’ imprenditoria volti alle scuole e ai giovani, che tocchino i temi delle energie rinnovabili, dell’economia circolare e delle scienze della terra alla luce degli attuali cambiamenti climatici. Abbiamo chiamato questi appuntamenti ‘Conversazioni sul Verde’ e li stiamo organizzando assieme all’Università di Firenze. Siamo infatti convinti che dobbiamo tutti attuare un radicale cambiamento di mentalità che coinvolga le istituzioni e i singoli. E se vogliamo che questo processo sia efficace non può che iniziare dalle scuole, dagli studenti, dai giovani, da una generazione che nella quotidianità dei comportamenti trova già come prospettiva naturale il rispetto dell’ambiente in cui vive. Ecco perché la nostra Fondazione intende attuare questo progetto, anche in coerenza con la sua missione e nell’intento di stimolare questa inclinazione nelle giovani generazioni”.

Ci sono iniziative anche in altri territori di vostra competenza fuori dai confini fiorentini?

«Sì, siamo impegnati in prima fila in un progetto sviluppato dall’Istituto Leopoldo II di Lorena di Grosseto. E’ relativo alla filiera cerealicola maremmana per lo stoccaggio ecosostenibile dei cereali e contiamo di estenderlo anche alle leguminose, cece e lenticchia, con la realizzazione di un ulteriore silos di stoccaggio in assenza di azoto da collegare all’impianto già esistente”.