Sfida per l’alimentazione
Obiettivo: nutrire il pianeta

Oltre 800 milioni di persone soffrono la fame e il dato è in continua crescita

Un ruolo importante lo rivestono i cambiamenti climatici
Stanno minando la produzione di importanti colture in molti Paesi

di Alessandro Farruggia ROMA

Oltre 800 milioni di persone nel mondo – ovvero una persona su nove – sono denutrite e il dato è incredibilmente in crescita. La fame è aumentata negli ultimi tre anni, tornando ai livelli di un decennio fa. Secondo lo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo 2018 nel 2017 si sono raggiunti gli 821 milioni. La situazione è più allarmante in Africa, dove dal 2015 la percentuale di sottonutriti mostra lievi ma costanti aumenti in quasi tutte le sottoregioni e tocca a livello continentale il 19.9% degli africani, con picchi del 30.8% in Africa Orientale e del 26.5% in Africa Centrale. In Asia la percentuale è andata costantemente diminuendo nella maggior parte delle regioni, raggiungendo l’11,4% nel 2017. In America Latina e Caraibi, i tassi di denutrizione sono aumentati negli ultimi anni, in gran parte come conseguenza della situazione in Sud America.

Uno sguardo più ampio all’entità dell’insicurezza alimentare severa e della fame rivela che un ulteriore 17,2% della popolazione mondiale, o 1,3 miliardi di persone, ha sperimentato l’insicurezza alimentare a livelli moderati, il che significa che non ha avuto accesso regolare a cibo nutriente e sufficiente. La combinazione di livelli moderati e gravi di insicurezza alimentare porta il totale stimato al 26,4% della popolazione mondiale, pari a circa 2 miliardi di persone. Questa inversione in atto dal 2015 manda il chiaro avvertimento che occorre fare di più e con urgenza se si vuole raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile di Fame Zero entro il 2030. Da notare che, di contro, l’obesità negli adulti sta peggiorando e più di uno su otto adulti al mondo è obeso. Il problema è più significativo in Nord America, ma anche l’Africa e l’Asia stanno vivendo una tendenza al rialzo. La denutrizione e l’obesità coesistono in molti paesi e possono anche essere visti fianco a fianco nella stessa famiglia. Uno scarso accesso al cibo nutriente a causa del suo costo più elevato, lo stress di vivere con insicurezza alimentare e gli adattamenti fisiologici alla privazione del cibo aiutano a spiegare perché le famiglie con insicurezza alimentare possono avere un maggiore rischio di sovrappeso e obesità. «Dopo un prolungato declino – osserva il Sustainable goals report 2018 delle Nazioni Unite – la fame nel mondo sembra essere di nuovo in aumento.

Conflitti, siccità e le catastrofi legate al cambiamento climatico sono tra i fattori chiave che provocano questa inversione di tendenza in atto». «I segnali allarmanti di aumento dell’insicurezza alimentare e gli alti livelli di diverse forme di malnutrizione sono un chiaro avvertimento che c’è ancora molto lavoro da fare per essere sicuri di non lasciare nessuno indietro sulla strada verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile in materia di sicurezza alimentare e miglioramento dell’alimentazione», avvertono i responsabili delle organizzazioni Onu nella prefazione congiunta allo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel mondo 2018. «Se vogliamo raggiungere un mondo senza fame e malnutrizione in tutte le sue forme entro il 2030 – osserva il rapporto – è imperativo accelerare e aumentare gli interventi per rafforzare la capacità di recupero e adattamento dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza delle popolazioni in risposta alla variabilità climatica e agli eventi meteorologici estremi” hanno affermato i responsabili delle cinque organizzazioni delle Nazioni Unite». Un ruolo importante lo stanno giocando i cambiamenti climatici, che stanno già minando la produzione di importanti colture come grano, riso e mais nelle regioni tropicali e temperate e, senza costruire resilienza climatica, si prevede che la situazione peggiorerà con l’aumentare delle temperature.

Le analisi del rapporto mostrano che la prevalenza e il numero di persone sottonutrite tendono ad essere più alti nei paesi altamente esposti agli eventi climatici estremi. La sottonutrizione è ancora più alta quando l’esposizione ad eventi climatici estremi si unisce ad un’alta percentuale della popolazione che dipende da sistemi agricoli altamente sensibili alle precipitazioni e alla variabilità delle temperature. Anche la natura delle stagioni delle piogge sta cambiando, inizio tardivo o precoce delle stagioni piovose e ineguale distribuzione delle precipitazioni in una stagione. Il danno alla produzione agricola contribuisce a ridurre la disponibilità di cibo, con effetti a catena che causano aumenti dei prezzi alimentari e perdite di reddito che riducono l’accesso delle persone al cibo.