Eni, avanti tutta con la transizione energetica
La neutralità carbonica sarà il punto di svolta

Il bilancio di sostenibilità del Cane a sei zampe

Il piano a lungo termine dell’azienda energetica che punta a ridurre le emissioni nette GHG del 30% entro il 2035 e dell’80% entro il 2050

di Alberto Pieri
ROMA

Neutralità carbonica nel lungo termine, modello per l’eccellenza operativa, alleanze per lo sviluppo locale. Sono queste le aree prioritarie identificate dal 14° Rapporto di sostenibilità di Eni. Per una grande azienda energetica che opera in 66 Paesi specialmente il primo obiettivo è una sfida complessa, che necessita di tempo e determinazione per essere raggiunta. L’ad Claudio Descalzi (nella foto nel tondo) riconferma l’impegno in questa direzione della azienda che guida. «Il momento storico che stiamo attraversando sta mettendo sul nostro cammino sfide complesse, ma siamo convinti che dalle difficoltà possano nascere nuove opportunità. Gli impegni che abbiamo preso per portare avanti il processo di trasformazione sono ancora più forti oggi, così come la nostra determinazione al contrasto del cambiamento climatico». «L’intensità delle emissioni di gas a effetto serra nelle nostre operazioni upstream – osserva Eni – si è ridotta del 27% rispetto al 2014 ed è in linea con l’obiettivo al 2025, che prevede una riduzione del 43% rispetto al 2014. Le emissioni fuggitive di metano mostrano un calo del 44% rispetto al 2018. La riduzione conseguita ha permesso il raggiungimento con 6 anni di anticipo del target al 2025 di riduzione dell’80% rispetto al 2014». Nell’ambito Ricerca e Sviluppo, Eni ha poi depositato 34 nuove domande di brevetto, di cui 15 mirate direttamente allo sviluppo di tecnologie nel settore delle fonti rinnovabili (biocarburanti e solare). La strategia Eni punta a ottenere la riduzione del 30% al 2035 e dell’80% al 2050 delle emissioni nette (oggi 537 milioni di tonnellate di Co2 ) riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3, (oltre la soglia del 70% indicata dalla IEA nello scenario SDS compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi) e del 55% dell’intensità emissiva rispetto al 2018. Per centrare questi obiettivi Eni ha in programma la progressiva riduzione della produzione di idrocarburi, principalmente nella componente oil, dopo il 2025 e la crescente incidenza delle produzioni gas: il mix produttivo avrà una componente gas del 60% al 2030 e di a circa l’85% al 2050. Il gas viene quindi visto come combustibile di elezione nella fase della decarbonizzazione. Eni prevede anche di focalizzarsi sulla commercializzazione di prodotti equity e la progressiva riduzione della commercializzazione di gas non equity, la conversione delle raffinerie europee in impianti alimentati con cariche bio o alternative, per la produzione di idrogeno, metanolo, biometano e prodotti dal riciclo di materiali di scarto. Sul fronte dell’economia circolare la trasformazione di Eni è partita dal settore della raffinazione, con la prima riconversione al mondo di una raffineria tradizionale in bioraffineria, a Venezia, attraverso l’utilizzo di tecnologie proprietarie seguita dalla trasformazione ed avviamento ad agosto 2019 di una seconda raffineria tradizionale in bioraffineria a Gela. Per compensare le emissioni che comunque verranno dal propri idrocarburi, il cane a sei zampe ha poi previsto lo sviluppo di progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 per oltre 10 milioni di tonnellate annue al 2050, con un primo progetto allo studio per l’hub di Ravenna in Italia, dove sarà possibile convogliare nei campi a gas ormai esauriti dell’offshore adriatico la CO2 catturata dai limitrofi insediamenti industriali e di generazione elettrica da gas. Altro pilastro della strategia di decarbonizzazione Eni sarà il raggiungimento di una capacità di produzione di energia da rinnovabile per almeno 55 GW al 2050: nel prossimo quadriennio è previsto un investimento di 2,6 miliardi di euro e una potenza elettrica installata da fonti rinnovabili di 3 GW al 2023, che salirà a 5 GW nel 2025 con l’ambizione di arrivare a oltre 25 GW al 2035. Eni prevede anche l’espansione delle attività retail con l’obiettivo di conseguire un numero di oltre 20 milioni di contratti di fornitura e distribuire solo prodotti decarbonizzati al 2050. La spesa complessiva prevista nel quadriennio 2020-23 per decarbonizzazione, economia circolare e rinnovabili è pari a circa 4,9 miliardi di euro.


Compie 52 milioni di miliardi di operazioni al secondo

Il suo nome è Hpc5
Supercomputer a prova di clima

HPC5 è il nuovo supercomputer di Eni, il più potente al mondo in ambito industriale. Con una capacità di calcolo pari a 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo permette di accelerare il percorso di trasformazione energetica, supportando lo sviluppo di energia dal mare e l’avanzamento della ricerca sulla fusione a confinamento magnetico, oltre che sul clima.


E.ON rilancia su servizi digitali e sostenibilità
«Famiglie attive nella gestione dell’energia»

Il gruppo e la ripartenza dopo il lockdown

Empowerment di clienti grazie alla digitalizzazione
Riforestazione e salvaguardia delle coste sono i fronti dell’impegno per la tutela ambientale

di Cosimo Firenzani
MILANO

Nel momento attuale di progressiva riapertura dopo il periodo di lockdown, E.ON, tra i principali operatori energetici in Italia, riparte dalla digitalizzazione e rilancia sulla sostenibilità. L’azienda ha affrontato il periodo di quarantena attivando una serie di iniziative volte a preservare la salute dei dipendenti di tutte le società del gruppo in Italia, inclusa la modalità smart working per la quasi totalità del personale e la sottoscrizione di un’assicurazione per tutti i dipendenti e i loro parenti in caso di contagio. E.ON ha anche voluto testimoniare la propria vicinanza agli italiani nell’emergenza con la campagna di comunicazione multicanale ‘Io resto a casa. E insieme a E.ON c’è più energia’. «Abbiamo fatto quanto possibile per sostenere i cittadini, focalizzando il nostro impegno in due direzioni: costruire delle opportunità per risparmiare energia e contenere la spesa in un momento in cui molte famiglie hanno dovuto affrontare un aumentato dei consumi di energia – spiega Davide Villa, Chief marketing officer di E.ON Italia – garantire la piena continuità di servizio rafforzando il supporto sui nostri canali digitali e sulla promozione del loro utilizzo da parte dei nostri clienti, attraverso campagne dirette dedicate». Questo sforzo ha contribuito al notevole incremento del ricorso ai servizi digitali registrato nelle ultime settimane, con un aumento del 50% delle vendite via digitale in più rispetto al periodo precedente. E.ON ha inoltre osservato una crescita superiore alle aspettative dei pagamenti digitali delle bollette tramite l’area riservata My E.ON, cresciuti del 50% circa rispetto al periodo pre-lockdown e, nel mese di aprile, un aumento del 40% rispetto a febbraio delle nuove registrazioni all’area riservata da parte di clienti residenziali. «La condizione particolare di distanziamento ha certamente influito su questa dinamica, ma i risultati ottenuti per noi sono importanti per due motivi: da un lato confermano l’efficacia del percorso avviato per la digitalizzazione dei servizi, che consentono ai consumatori di giocare un ruolo sempre più attivo nella propria gestione energetica; dall’altro dimostrano una grande capacità di cambiamento dei comportamenti e una propensione al digitale che dobbiamo essere pronti a gestire come operatore dell’energia, ma che è una grande risorsa anche per la digitalizzazione del Paese» specifica il Cmo di E.ON Italia. La capacità di cambiare comportamenti e stile di vita è un elemento essenziale per E.ON, il cui modello di business è focalizzato sulla sostenibilità ed è orientato verso 3 obiettivi principali: ridurre l’impatto ambientale attraverso la decarbonizzazione, aumentare l’efficienza energetica contribuendo alla riduzione della carbon foot print, e rendere l’energia verde la fonte di energia primaria in tutti i settori. «Il nostro impegno verso la sostenibilità si sviluppa attraverso un approccio olistico che parte dall’interno dell’azienda e coinvolge le persone e la comunità, e attraverso progetti concreti crea una community di persone consapevoli, che condividono idee e buone pratiche, e sono in grado di generare un cambiamento diffuso e trasversale. – specifica Villa –. In linea con questo approccio, nel particolare momento attuale in cui siamo chiamati a ripensare le nostre consuetudini e abbiamo l’opportunità unica di progettare il nostro futuro ponendoci come obiettivo la sostenibilità, vogliamo rilanciare le due iniziative di maggiore coinvolgimento dei clienti in progetti per la salvaguardia dell’ambiente, rispettivamente dedicate alla riforestazione e alla tutela delle nostre coste: Boschi E.ON ed Energy4Blue». La prima, la più grande iniziativa di forestazione realizzata in Italia da un’azienda privata, consente di sostenere la piantumazione di nuovi alberi in uno dei 34 Boschi E.ON, sottoscrivendo l’offerta E.ON GasVerde. Energy4Blue è il progetto lanciato lo scorso anno per la tutela dell’ecosistema marino: grazie alla sottoscrizione dell’offerta E.ON LuceBlu i clienti hanno contribuito alla pulizia di 138 km lineari di spiagge italiane e ad aiutare i centri di recupero per tartarughe marine del progetto Tartalove.