Energica, rombo elettrico nella Motor Valley
«Moto a tutta innovazione. E acceleriamo»

La società modenese è leader internazionale nelle due ruote elettriche a elevate prestazioni

Confermati gli obiettivi del piano industriale: venti milioni di fatturato nel 2022
La Ceo Livia Cevolini: «Previsioni realistiche sulla base del trend tenuto finora»

di Giuseppe Catapano
MODENA

Il cuore pulsante dell’azienda non poteva che essere nella motor valley emiliana. A Modena è nata e si è sviluppata Energica Motor Company, realtà leader a livello internazionale nel settore delle moto elettriche ad elevate prestazioni e fornitore unico per il triennio 2019-2021 del campionato Fim Enel MotoE World Cup. «Siamo nella terra in cui vengono realizzati i veicoli più belli del mondo. Anche questo ci spinge quotidianamente a migliorarci» ammette il ceo Livia Cevolini (nella foto a destra). La società ha toccato quest’anno l’apice del suo sviluppo: il portafoglio ordini 2020 ha raggiunto a metà febbraio la totalità degli ordinativi ricevuti nel 2019, per un controvalore di circa 2,3 milioni di euro. Tanto che Energica Motor Company prevede di confermare gli obiettivi di fatturato del piano industriale, in cui si stima un giro d’affari di circa 6,5 milioni. L’apice, appunto. Per il momento: l’azienda conta di superare quota 20 milioni di fatturato nel 2022. «Previsioni realistiche che si basano sui trend che siamo riusciti a tenere finora» dice Cevolini. L’aumento delle richieste di mercato della nuova gamma My2020 ha portato il produttore di moto ecologiche a rivedere i propri turni di produzione, raddoppiandoli. Tutto questo nel rispetto delle misure restrittive imposte dai decreti Conte per la prevenzione del contagio da Coronavirus. «Abbiamo deciso di muovere questo passo – spiega Cevolini – per soddisfare le richieste dei clienti e accorciare i tempi di consegna della gamma. La produzione aumenterà fino al 100%, anche grazie all’inserimento di nuovi addetti». Il boom delle moto My2020 si spiega innanzitutto con il ‘carico’ di innovazione dei mezzi stessi: a spingere le due ruote c’è una power unit da 21,5 kWh che garantisce la percorrenza di oltre 400 chilometri in città, con una coppia incrementata del 10% e il 5% di peso in meno. «Sapevamo – continua il Ceo – di aver creato qualcosa che avrebbe stravolto il mercato. Dopo anni di sacrifici, però, abbiamo scelto di restare cauti. Dopo il periodo natalizio ci siamo resi conto di avere tantissimi ordini, sempre in aumento ». Un vero e proprio boom. «Abbiamo colto nel segno, offrendo ciò che chiedeva il mercato e che prima non c’era. Il nostro settore, a differenza di qualche anno fa, è pronto ad avere un ruolo principale all’interno comparto automotive elettrico, in cui abbiamo portato un prodotto dalle performance top di gamma, dal design raffinato e made in Italy». È quella che il ceo definisce «devozione all’innovazione ». Che non si ferma. «Come costruttori unici della competizione mondiale MotoE continueremo a portare sulle moto commercializzate tutti i miglioramenti provenienti dall’esperienza racing. Proprio il campionato MotoE ci ha dato credibilità e visibilità: è una delle motivazioni del nostro successo, insieme alla capacità di fare innovazione e all’avanzamento rapido del mercato». Corre, il business di Energica Motor Company. Un’ accelerazione, già avviata nel corso del 2019, che trova origine anche nel significativo ampliamento della rete distributiva nel mondo (59 operatori nel mondo, di cui 12 nel Nord e Centro America, 45 nell’area Emea, Europa, Medio Oriente e Africa, 2 in Asia). Non solo: è crescente l’interesse nei confronti della mobilità elettrica, anche in Italia. «Il consumatore – spiega Cevolini – oggi ha una sensibilità maggiore rispetto a qualche anno fa. Noi produciamo moto e dobbiamo dare ai potenziali clienti ciò che chiedono: prestazione e bellezza. Chi sceglie l’elettrico vuole qualcosa di futuristico ». Secondo Unrae, in territorio nazionale sono state vendute 10.566 auto elettriche nel 2019, il doppio rispetto al 2018 nell’ambito di un trend di crescita esponenziale iniziato due anni fa. I dati Acem riportano un incremento del mercato due ruote elettrico in Europa del 97% tra il 2018 (7.478 unità vendute) e il 2019 (14.739 unità vendute). Una svolta di cui Energica Motor Company è protagonista.


Parcheggi e l’auto fa il pieno di elettricità
Daze Technology, scintilla made in Bergamo

In quattro anni da startup a big del settore

Daminelli e Zenoni sono due giovani ingegneri
Vogliono acquistare un’auto elettrica e si accorgono che sul mercato manca qualcosa. Nasce l’azienda

di Cosimo Firenzani
BERGAMO

Il proprietario dell’auto elettrica non deve fare nient’altro che parcheggiare: il sistema di ricarica si connette in modo automatico al mezzo grazie ad un dispositivo a terra, il caricatore, e uno a bordo installato sul mezzo. Si chiama Daze- Plug ed è il sistema inventato da Daze Technology, giovane azienda bergamasca nata nel 2016. Sede ad Almenno San Bartolomeo, a 20 chilometri da Bergamo, nel cuore di una delle zone più colpite nel mondo dal Coronavirus. Qui lavorano (adesso in smart working nel rispetto delle norme legate all’epidemia) tredici persone, dodici sono ingegneri. Tutti under 30. Qui sono state progettate alcune parti per il sistema di ricarica in versione «wall box» che verrà utilizzato per i modelli elettrici di Fca. Ma andiamo con ordine. I due fondatori, Andrea Daminelli e Giacomo Zenoni, sono due ingegneri meccanici con laurea all’Università di Bergamo. Si appassionano al mondo delle auto elettriche e si accorgono che non esiste una soluzione ottimale per ricaricare le auto in modo automatico in casa. Loro, però, hanno le competenze per provare a realizzare un dispositivo di questo genere. Il resto lo fanno il coraggio di lanciarsi in un’avventura imprenditoriale e il Dna bergamasco di una terra ricca di pmi molto specializzate che, nelle loro nicchie, hanno pochi rivali nel mondo. «Volevamo acquistare un’auto elettrica e abbiamo iniziato a documentarci su questo settore – racconta Andrea Daminelli, co-fondatore dell’azienda assieme a Giacomo Zenoni –. Non esisteva un dispositivo che potesse rendere automatica la ricarica. Inizialmente abbiamo studiato anche le modalità di ricarica wireless, ma queste soluzioni non ci convincevano. Abbiamo confermato l’idea di realizzare un sistema di ricarica in cui il cavo della ricarica viene applicato da un robot senza nessun intervento da parte del proprietario». Così i due fondatori lavorano allo sviluppo del prototipo di DazePlug per poterlo proporre a partner industriali in grado di inserire questa soluzione in un pacchetto più ampio. E una bella spinta arriva anche dalla vittoria dell’edizione 2016 di Start Cup, concorso dell’Università di Bergamo dedicato ai giovani innovatori. Daze Technology riceve anche un finanziamento del programma «Smart and start» di Invitalia e viene aiutata pure dalla Fondazione Alamo di Milano. «Nel 2018 partecipiamo al Ces di Las Vegas – spiega Daminelli –. E ci rendiamo conto che la nostra soluzione può suscitare l’interesse dei costruttori di auto. Nel frattempo, però, iniziamo a lavorare anche con fornitori di energia ». Così Daze Technology collabora con Enel X e inizia a sviluppare anche sistemi per le wall box, le stazioni di ricarica per le auto elettriche da utilizzare in casa applicando la «scatola da muro» ad una presa. Un sistema di ricarica più classico rispetto a quello inventato dalla start up, ma che permette all’azienda di operare nel mercato internazionale dei sistemi di ricarica e di stabilire contatti con grandi soggetti che, in futuro, potrebbero essere interessati a DazePlug. Pure i sistemi per le wall box, comunque, portano soddisfazioni in casa Daze Technology. Grazie alla collaborazione con Engie Eps, reparto innovativo di Engie, il provider di energia francese più diffuso in Europa, la start up progetta la «Easy wallbox» lanciata da Fca lo scorso 26 febbraio. Questo strumento può ricaricare immediatamente l’auto nuova appena ritirata dalla concessionaria. «È vero, il mercato dell’auto elettrica deve ancora decollare – afferma Andrea Daminelli –. Ma se tutti i principali costruttori di auto stanno investendo su questo settore un motivo ci sarà. Basti pensare che anche Fca ha superato le incertezze e ha deciso di puntare in modo deciso sull’elettrico ». E Daze Technology dovrà farsi trovare pronta per la crescita dell’auto elettrica anche in Italia con il sistema di ricarica automatica che, nel frattempo, continua a perfezionare in attesa dello sbarco sul mercato. In collaborazione, magari, con una grande azienda automobilistica.


Il nodo delle infrastrutture per la mobilità elettrica

Ma il Covid-19 blocca i cantieri per le colonnine

Le infrastrutture per rendere possibile in Italia la mobilità elettrica, che già stentavano ad essere ampliate per le lungaggini burocratiche nella fase ‘prima Covid-19’, sono ora in lockdown quasi totale, con cantieri fermi, procedure bloccate e componenti rimaste nei magazzini in attesa di essere utilizzate. È quanto risulta da una inchiesta realizzata dall’associazione Motus-E.