L’educazione e la scienza
Venti numeri per capire

Secondo i dati più aggiornati dell’UNESCO (2016), l’istruzione primaria è oggi accessibile al 91% della popolazione infantile mondiale, ma ancora 61 milioni di bambini in età di scuola elementare (6-11 anni) ne restano esclusi: il 52,6% (pari a 32,1 milioni) sono bambine. Ad essi si aggiungono 60,2 milioni di bambini in età 12-14 anni che non accedono all’istruzione secondaria inferiore (qui la sproporzione è a danno dei maschi, con 51,5% delle esclusioni) e ben 141,8 milioni di adolescenti (15-17 anni) che rimangono privi di un’istruzione secondaria superiore (51,3% maschi). .

99,5
ANNI

Serve quasi un secolo per la parità tra uomo e donna

Per la parità tra uomini e donne ci vorranno 99,5 anni secondo il Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum. Per la parità a livello di accesso alla partecipazione economica, 257 anni. L’Italia lo scorso anno era risalita al 70esimo posto dall’82esimo del 2017),ma quest’anno è tornata indietro. Il Belpaese si trova ora alla posizione numero 76 su 153 paesi. A penalizzarci è l’opportunità di partecipare alla vita economica del Paese. In Italia lavora meno di una donna su due


19,2
PER CENTO

Il Rapporto 2020 di Almalaurea comprova le tradizionali differenze di genere e, soprattutto, territoriali, mostrando la migliore collocazione degli uomini (+19,2% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne) e di quanti risiedono o hanno studiato al Nord (per quanto riguarda la residenza, +40% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti risiedono al Sud; per quanto riguarda la ripartizione geografica di studio, +63,7% di probabilità di essere occupati rispetto a quanti hanno studiato al Sud).


44,1
PER CENTO

Secondo Almalaurea, nonostante un voto di laurea pressoché identico (102,4 su 110 contro 102,9, rispettivamente), i laureati STEM concludono gli studi in corso in misura decisamente inferiore: 44,1% contro 54,2%. I più regolari sono i laureati del gruppo geo-biologico (51,4%), all’opposto invece quelli dei gruppi architettura e ingegneria (rispettivamente 32,2 e 41,8%). Le donne STEM hanno un voto medio di laurea lievemente più alto (103,6 contro 101,6 degli uomini) e una maggiore regolarità negli studi.


25,6
ETÀ

L’età media alla laurea dei laureati nelle cosiddette materie STEM è inferiore – seppure di poco – rispetto a quella degli altri laureati: 25,6 anni contro 26

263
MILIONI

Globalmente, secondo i dati dell’Unesco riferiti al 2016, sono 263 milioni i bambini e i giovanissimi esclusi da un livello di istruzione corrispondente alla loro età

15
MILIONI

Quindici milioni di bambine in età da scuola primaria non possono imparare a leggere e scrivere contro 10 milioni di bambini. Oltre la metà, 9 milioni, vivono in Africa

103
MILIONI

Nel mondo, 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% sono donne. Più della metà dei bambini non iscritti a scuola vive in Africa subsahariana

57
MILIONI

L’iscrizione nelle scuole primarie nei Paesi in via di sviluppo ha raggiunto il 91%, ma 57 milioni di bambini ne sono ancora esclusi

17
NOBEL

Solo 17 donne fino a oggi hanno vinto il premio nobel in fisica, chimica o medicina. La prima è stata Marie Curie nel 1903. Gli altri 572 premiati sono uomini

35
PER CENTO

Le guerre sono una delle cause principali dell’impossibilità di andare a scuola: nel mondo il 35% dei bambini e il 25% degli adolescenti che non hanno accesso all’istruzione vivono in zone afflitte da conflitti armati in corso

43
PER CENTO

Secondo una ricerca della National Science Foundation americana, negli Stati Uniti le donne scienziato e ingegnere sotto i 75 anni sono circa il 43% percento del totale, quindi leggermente meno degli uomini. Quelle under 29 invece sono più dei maschi e salgono al 56%

33
PER CENTO

Da un’indagine del Boston Consulting Group emerge che il 33% delle donne italiane che in fascia di istruzione superiore ha seguito studi scientifici non ha beneficiato del sostegno dei professori. Rispetto al 19% degli uomini

35
PER CENTO

Secondo uno studio del Boston Consulting Group in Italia meno del 35% delle posizioni tecnico-scientifiche sono occupate da donne (31,7%), con un tasso che si posiziona come il più basso in Europa. Anche a a livello mondiale le donne non rappresentano che il 25% dei dottori in scienze e meno del 30% delle ricercatrici

103
VOTO

Le donne STEM – sempre secondo Almalaurea – hanno un voto medio di laurea lievemente più alto (103,6 contro 101,6) degli uomini e più regolarità negli studi.

3,5
MILIONI

Secondo Tuttoscuola, in un rapporto dedicato alla dispersione scolastica e citato anche all’interno della relazione della Corte dei Conti, dal 1995 a oggi la scuola italiana ha perso oltre 3 milioni e mezzo di studenti.

14,5
PER CENTO

Nel 2018, gli abbandoni scolastici precoci, in Italia, si sono attestati al 14,5% La media dei paesi Ue è al 10,6%, ad un passo dall’obiettivo 2030: scendere sotto il 10%.

2
MILIONI

Si stima che per ogni ragazzo che lascia la scuola, lo Stato spenda fino a 2 milioni di euro. Azzerare il fenomeno significherebbe recuperare fino a quasi 7 punti percentuali di Pil.

2.116.000
NEET

Secondo gli ultimi dati Istat, riferiti al 2018, in Italia i giovani inattivi – i cosiddetti Neet, che non studiano non lavorano – nella fascia d’età 15-29 anni sono pari a 2.116.000, rappresentando il 23,4% del totale dei giovani della stessa età

750
MILIONI

Nel mondo sono 750 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali sono donne. In Italia ci sono disuguaglianze tra le regioni, dovute al divario del Mezzogiorno

49
PER CENTO

La maggior parte dei NEET italiani ha un diploma di scuola secondaria superiore (49%), il 40% ha livelli di istruzione più bassi. L’11% è laureato