I pilastri per il rilancio della Filiera della Vita
«Italia protagonista del Green new deal»

Il ministro Bellanova: agroalimentare strategico per il Paese

«Serve uno sguardo lungo: potenziare le imprese, lotta al dissesto, tutela delle risorse, trasparenza e sicurezza dei cibi, sostenibilità e promozione»

di Teresa Bellanova
Ministro per l’Agricoltura

Rilancio è la parola chiave che ci accompagnerà per un lungo periodo. Come ogni parola chiave ha bisogno di uno sguardo lungo. Per me lo sguardo lungo equivale a una policy, una strategia di sistema, obiettivi chiari: potenziamento delle imprese e delle filiere; lotta al dissesto idrogeologico e tutela di risorse come suolo, acqua e foreste; tracciabilità e trasparenza sull’origine dei cibi; promozione internazionale; sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli. Sono quelli che individuano la Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell’Acquacoltura consegnata nelle scorse settimane al Presidente Conte, anticipata nel corso degli Stati Generali negli incontri dedicati al settore tenutisi a Villa Pamphilij e nelle costanti interlocuzioni con tutte le associazioni di settore, compresa nel Masterplan «Progettiamo il rilancio» in forma di schede e risorse aggiuntive (4 miliardi) da impegnare. E che in questi mesi hanno caratterizzato la nostra azione a partire dalla Legge di Bilancio fino ad arrivare, per fronteggiare l’emergenza che ancora ci caratterizza, al Cura Italia e al Decreto Rilancio e alle mole significativa (circa due miliardi) di risorse complessivamente destinate ad agricoltura, pesca, agroalimentare. Solo per un parziale riferimento a questi due ultimi: 500milioni di euro a tutela delle filiere in crisi con una parte rilevante mirata alla decontribuzione; 380 milioni a favore di Ismea per garantire liquidità alle imprese dell’agricoltura e della pesca e per il rifinanziamento della cambiale agraria; 100 milioni di euro destinati nel 2020 alle imprese vitivinicole per la vendemmia verde; 50 milioni di euro per favorire la continuità all’attività dei Consorzi di Bonifica; 300 milioni per il Fondo emergenza alimentare; innalzamento strutturale dell’anticipo Pac dal 50 al 70 per cento. Azioni e risorse, cui si sommano quelle destinate alle misure orizzontali, a conferma di quanto ho avuto modo di ribadire da ultimo anche nel corso degli Stati Generali: agricoltura e agroalimentare settori strategici per il sistema-paese, al centro dell’agenda economica e sociale. Primo: la Filiera della Vita va ripagata dell’enorme impegno messo in campo in questi mesi per garantire un bene essenziale come il cibo e consentire a noi tutti la salvaguardia di abitudini e consuetudini alimentari. Secondo: se è vero che non ha mai smesso di lavorare, è altrettanto vero che molti settori sono comunque in forte crisi per il blocco dei canali ho.re.ca. e il forte rallentamento dell’export (oltre la crisi climatica che anche in questi mesi ha messo a dura prova le nostre colture). E noi dobbiamo mettere in campo tutto il necessario perché il posizionamento di settore (che coincide con una parte più che importante del Made in Italy nel mondo) maturato in anni di impegno da parte di tutti gli attori economici e sociali della filiera, non venga vanificato né siano intaccate le posizioni di leadership guadagnate. Terzo: negli ultimi anni agricoltura e agroalimentare sono stati tra i segmenti più attrattivi per le nuove generazioni; è la scommessa su cui continuare a puntare, perché il settore si confermi sempre di più come un paradigma produttivo e occupazionale per sistemapaese. Quarto: lo sviluppo sostenibile passa da questo settore. La salvaguardia del territorio, il contrasto al dissesto idrogeologico, quello alla crisi climatica, la tutela di risorse preziosissime come acqua, suolo, aria. L’Italia può e deve giocare da protagonista la partita del Green Deal europeo, esserne uno dei veri motori di proposte. Nonostante le difficoltà di questi mesi, e le evidenti criticità di antica data cui porre obbligatoriamente rimedio ad iniziare dall’obbligo della semplificazione e sburocratizzazione non più rinviabili e a cui diamo risposte già nel Decreto semplificazione, abbiamo tutte le carte in regola perché accada. Per questo concludo con una buona notizia, solo apparentemente circoscritta. Il felice esito del primo Bando nazionale per i Distretti del cibo, chiusosi con un successo di partecipazione oltre le nostre previsioni iniziali. Proposte di investimenti per oltre 450 milioni in dieci regioni, a fronte di 30milioni di risorse pubbliche a fondo perduto. Richieste che superano le disponibilità e per questo già nel Masterplan abbiamo indicato come area strategica l’ulteriore supporto a queste iniziative. È un indizio felice che leggo come un viatico per il tempo che ci aspetta: il futuro del sistema- paese, il vero rilancio, passa da qui.


Dal sindacato alla politica, chi è Teresa Bellanova

Una vita vicina alla terra e contro il caporalato

Teresa Bellanova è nata a Ceglie Messapica nel 1958. Inizia a lavorare nei campi dopo la licenza di terza media Giovanissima, entra nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si impegna contro la piaga del caporalato facendone un tratto distintivo della sua attività. Dal 5 settembre 2019 è ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali nel governo Conte II.


«Innovazione, ricerca e saperi per la ripresa
Una ripartenza all’insegna della sostenibilità»

Massimo Vicentini, presidente Accademia dei Georgofili

«La tempesta ha colpito anche l’agroalimentare
Siamo fortemente orientati al futuro per elaborare soluzioni pratiche per gli imprenditori e la politica»

di Massimo Vincenzini
Presidente Accademia
dei Georgofili

La pandemia da Covid-19 e la conseguente decisione del Governo di fermare le attività produttive non essenziali come mezzo per contrastare efficacemente la diffusione del virus ha colpito il nostro sistema socio-economico in maniera pesante, come è anche accaduto negli altri Paesi Europei ed Extra-europei che si sono trovati e ancora si trovano a doversi confrontare con lo stesso tragico problema sanitario. Le stime di caduta del nostro PIL nazionale, prossime alle due cifre percentuali, parlano chiaro. Il settore agroalimentare, nel suo complesso, ha continuato a lavorare per garantire la disponibilità di alimenti ai cittadini e, quindi, molti sono indotti a pensare che il settore sia rimasto indenne da questa tempesta. Purtroppo non è così, anche se alcune filiere hanno oggettivamente subito flessioni di redditività meno gravi di altre. Un quadro preciso dell’impatto della pandemia sulle diverse filiere agroalimentari è puntualmente fornito da istituzioni a questo preposte, quale è ad esempio l’Ismea, e, quindi, non mi dilungo oltre, ma l’Accademia dei Georgofili non poteva rimanere da semplice spettatrice di fronte alla evidenza delle crescenti criticità riguardanti il sistema della produzione primaria e le filiere alimentari ad esso collegate. Al riguardo, è opportuno ricordare che l’Accademia da 267 anni opera per il progresso dell’agricoltura. Fedeli alla loro missione statutaria, i Georgofili, fin dallo scorso mese di marzo si sono interrogati su come poter intervenire per essere utili al mondo agricolo una volta che fosse terminata l’emergenza sanitaria. È stato così avviato uno specifico programma, cui stanno aderendo non solo numerosi Accademici ma anche studiosi e ricercatori di altre Istituzioni, volto a elaborare e divulgare presso l’intera comunità agricola una raccolta delle innovazioni mature ed immediatamente trasferibili. A questa “Antologia” si associa una serie di contributi su molteplici tematiche di interesse per il settore agroalimentare, documenti adeguati a fornire ulteriori spunti di riflessione e informazioni scientificamente solide. Tutto questo materiale, dopo essere stato sottoposto a referaggio interno, viene aggiornato settimanalmente sulla pagina web dell’Accademia (http://www.georgofili.it), sotto la voce “L’Accademia per il Post Covid”. In definitiva, mentre la pandemia mieteva centinaia di vittime al giorno, tra le quali il nostro Vice-presidente, Prof. Antonio Michele Stanca, l’Accademia dei Georgofili si è mossa volgendo l’attenzione al “dopo Covid-19”, al momento in cui tutte le attività produttive sarebbero ripartite e alla possibilità che potessero essere colte alcune delle opportunità che la ricerca scientifica continuamente mette a disposizione della comunità. Infatti, l’Accademia non opera soltanto a tutela del proprio patrimonio storico documentale, ma, grazie alle competenze dei suoi oltre 1.000 accademici, appartenenti a campi e interessi diversi tra loro, dai professori e ricercatori agli imprenditori, essa è anche fortemente orientata al futuro, all’innovazione, alle nuove tecnologie e cerca costantemente di elaborare soluzioni pratiche da mettere in mano agli imprenditori e ai decisori politici, nell’interesse del bene collettivo, come sancito dall’antico motto georgofilo “Prosperitati Publicae Augendae”. Occorre sottolineare che l’Accademia opera in sintonia con le indicazioni della Commissione Europea in materia di sviluppo sostenibile, dal momento che è ormai evidente alla comunità scientifica, e non solo, quanto la tematica del rispetto dell’ambiente sia assolutamente prioritaria e debba essere coniugata con le attività produttive volte alla sicurezza alimentare di una popolazione mondiale che raggiungerà a breve i 9,5 miliardi di persone. Oggi, se è vero che nulla sarà come prima dell’esplosione della pandemia, l’auspicio dei Georgofili è di vedere una ripartenza delle attività economiche che guardi all’agricoltura con maggiore attenzione rispetto al passato, fornendo al settore primario le giuste risorse per potersi rinnovare e svolgere al meglio la propria attività polifunzionale.


L’Accademia dei Georgofili fu fondata nel 1753 a Firenze

L’Arte giovevole della toscana coltivazione

L’Accademia dei Georgofili fu fondata a Firenze nel 1753 su iniziativa di Ubaldo Montelatici, canonico lateranense, «per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione». Da allora accompagna lo sviluppo delle scienze agrarie, con studi e pubblicazioni di rilevanza internazionale. Massimo Vincenzini, 73 anni, romano, è presidente dal luglio 2018.