Caravaggio si unisce al canto de “I Musici”

Nella mostra dedicata a Peterzano all’Accademia Carrara un prestito eccezionale dal Metropolitan: nel dipinto l’autoritratto del Merisi

di Cosimo Firenzani
BERGAMO

C’è tempo fino al 31 agosto per andare a vedere I musici di Caravaggio all’Accademia Carrara di Bergamo. Sì, perché il Metropolitan Museum of Art di New York ha concesso una proroga. Il rientro negli Usa del capolavoro di Michelangelo Merisi, in prestito a Bergamo per la mostra dedicata a Simone Peterzano, era previsto subito dopo la conclusione del 17 maggio. Ma la mostra nata per celebrare il maestro di Caravaggio è rimasta aperta solo 20 giorni a causa dell’emergenza coronavirus. Insomma, la mostra è saltata ma l’Accademia Carrara può ripartire nel migliore dei modi dopo la lunga chiusura con l’opera del celebre pittore. Il dipinto a olio su tela è esposto all’interno del percorso museale, nello storico palazzo sede dell’Accademia, e inserita grazie a un allestimento studiato ad hoc, nella sala dedicata alla pittura del Seicento, a fianco alle opere di cultura caravaggesca. «Anche per la cultura non è un periodo facile – spiega Maria Cristina Rodeschini, direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo –. Mentre pensiamo a come riprogettare il nostro futuro, i musei fanno la loro parte, per la funzione sociale che è loro propria, mettendosi a disposizione della comunità. La Carrara si prepara a farlo, in continuità con le proprie origini e la propria storia. Esporre l’opera di un grande artista italiano, come Caravaggio, popolare in tutto il mondo per la sua capacità di coinvolgere e di conquistare, ieri come oggi, vuole dire richiamare l’attenzione sull’importanza del ruolo della cultura attraverso la quale riconoscere la propria identità, superare le difficoltà e riaprirsi al mondo». Il dipinto è stato eseguito per il cardinale Francesco Maria Del Monte, che accoglie il giovane Caravaggio in casa sua a Roma nella primavera del 1597. Il prelato è un raffinato cultore di musica e la tela vuole rendere omaggio agli intrattenimenti musicali ospitati dal mecenate nella residenza di Palazzo Madama. Nel dipinto sono raffigurati tre giovani vestiti all’antica che si accingono all’esecuzione di un brano, recentemente identificato in un madrigale a sei voci del napoletano Pompeo Stabile, un musicista legato alla cerchia del cardinale Del Monte. I versi, opera di Jacopo Sannazzaro, celebrano il fatale destino di Icaro: «Ben può di sua ruina esser contento; / s’al ciel volando a guisa di colomba, / per troppo ardir fu / esanimato e spento: / ed or del nome suo tutto rimbomba / un mar sì spazïoso, un elemento: / chi ebbe al mondo mai sì larga tomba?». Caravaggio adotta uno schema iconografico diffuso tra Venezia e Lombardia e che conosce grazie al suo maestro, Simone Peterzano. Come in questi modelli, il dio d’Amore, Cupido, riconoscibile dalle ali, si aggiunge ai musicisti, tra i quali si deve riconoscere lo stesso Caravaggio, ritrattosi nel giovane in secondo piano che suona il cornetto.


URBINO

Il primo influencer dell’età moderna

Dal 18 luglio la mostra “Baldassarre Castiglione e Raffaello”

Urbino butta il cuore oltre gli ostacoli ed investe sul suo sistema culturale e turistico decidendo di aprire dal 18 luglio ‘’Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della civiltà di corte’’, la mostra curata da Vittorio Sgarbi e Elisabetta Soletti. La mole e il rilievo dei prestiti necessari a portare in porto questa significativa esposizione sono notevolissimi e non semplici da gestire in un momento come il presente. Come questa grande mostra evidenzia, la figura di Baldassarre Castiglione fu quella di intellettuale finissimo, vicino a grandi artisti, Raffaello in primis, ma anche a scrittori, regnanti e papi, attento politico, incaricato di ambascerie tra le più delicate del suo tempo. Seppe sfuggire a intrighi e muoversi in modo accorto in un periodo storico complessissimo.