Arte e paesaggio si svelano in un labirinto

Nella tenuta Masone di Fontanellato una rete di suggestioni si snoda lungo il percorso più lungo del mondo: sette ettari di fascino e storia

di Cosimo Firenzani
FONTANELLATO (Parma)

«Il nostro corpo è un giardino di cui è giardiniere la nostra volontà ». La citazione è di Shakespeare e farebbe pensare che parchi e giardini siano i luoghi più indicati per ritrovare la serenità e la consapevolezza di noi stessi. Il labirinto più grande del mondo, voluto dall’editore, collezionista e designer Franco Maria Ricci nella sua tenuta Masone di Fontanellato, copre sette ettari di terreno ed è costituito interamente da bambù di una ventina di specie diverse. È un luogo vasto, dove i visitatori, in sicurezza e a debita distanza gli uni dagli altri, sono immersi in una dimensione senza tempo. Nato da un’idea di Franco Maria Ricci e da una promessa da lui fatta allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto anche visto come metafora della condizione umana, il Labirinto della Masone è un luogo multiforme e originale. Aperto nel 2015, il progetto del Labirinto ha subìto una lunga elaborazione insieme all’architetto Davide Dutto, mentre gli edifici, di impronta neoclassica e progettati insieme all’architetto Pier Carlo Bontempi ospitano la collezione d’arte di Franco Maria Ricci, cinquecento opere dal XVI al XX secolo. Proprio nelle ultime settimane il percorso nel labirinto si è arricchito di novità: camminando nel dedalo di bambù i visitatori potranno infatti scoprire, passo dopo passo, attraverso nuovi pannelli posti tra i viali, la storia dei labirinti, a partire dal mito di Creta, passando per il Medioevo e il Rinascimento, fino ad arrivare ai giorni nostri. E ancora, tramite questa rete di suggestioni fatta di testi e immagini, il visitatore potrà conoscere i vari aspetti della carriera di Ricci, dal “colpo di fulmine” con il Manuale Tipografico di Bodoni agli esordi come grafico negli anni Sessanta, fino alla decisione di divenire editore, evidenziandone i momenti, le collaborazioni e le amicizie importanti (Calvino, Eco, Barthes, Paz, e molti altri grandi protagonisti dell’arte, della cultura e della moda…) ed esplorando i legami tra la sua produzione editoriale e la sua eclettica collezione d’arte. All’uscita del labirinto ci si ritrova poi nella piazza centrale, contornata da porticati e ampi saloni, che la cappella piramidale, pensata per ricordare il legame tra labirinti e fede, chiude come una perfetta quinta teatrale. Massimo Spigaroli, chef stellato locale, insieme al giovane chef Rocco Stabellini firma la ristorazione del Labirinto della Masone, che comprende il Ristorante Al Bambù, l’Hosteria e la Bottega. L’Hosteria, insieme alla Bottega propone piatti semplici e veloci ed è possibile anche acquistare i prodotti tipici del territorio provenienti soprattutto dall’azienda Agricola dei fratelli Spigaroli, mentre il Ristorante Al Bambù – ospitato da un’intera manica della prima corte – propone anche il servizio serale e incontra le esigenze di chi cerca la tradizione in tavola interpretata da una cucina di livello.


URBINO

A Palazzo del Collegio il Raffaello impossibile

Prosegue l’omaggio delle Marche al cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio. A Palazzo del Collegio ha aperto “Raffaello. Una mostra impossibile” (fino al 30 settembre), esposizione ideata e curata da Renato Parascandolo e con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna recentemente scomparso, che realizza il sogno di molti: poter ammirare il genio e l’evoluzione dello stile di Raffaello, mettendo l’uno accanto all’altro capolavori oggi sparsi in 17 paesi del mondo e, per loro natura, non trasportabili, grazie alle riproduzioni delle opere dei maggiori musei internazionali. In tutto, 45 dipinti di Raffaello riprodotti in scala 1:1, compreso l’affresco de “La Scuola di Atene” delle Stanze Vaticane e poi la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione.