Piero della Francesca incontra Banksy

Linguaggio e messaggi comuni, il confronto fra un grande del Quattrocento e un’icona dell’arte moderna

di Olga Mugnaini
SANSEPOLCRO (Arezzo)

La sua arte nasce come lotta ai soprusi e al potere. È un inno alla tolleranza e all’integrazione, attraverso immagini che sono un racconto immediato e semplice, quanto denso, profondo e geniale con i suoi paradossi e i suoi “ossimori“. Banksy, nato a Bristol intorno al 1974, continua a mantenere il mistero sulla sua identità, aumentando la popolarità fra il grande pubblico. Ma anche la critica, persino la più severa, lo considera tra i più grandi artisti globali del nuovo millennio, partito dalla street art per arrivare ben oltre, mescolando alle radici del pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e le innovazioni digitale. Come tutti i geni, anche Banksy, è capace di reggere un dialogo attraverso i secoli, in un gioco di rimandi che diventa specchio di epoche diverse. Il silenzioso interlocutore della sua arte ribelle, stavolta è niente meno che Piero della Francesca (1416/1417 – 1492), nella sua Sansepolcro. È qui, nelle sale del Museo Civico, che è allestita la mostra “Affreschi Urbani. Piero incontra un artista chiamato Banksy“ (fino al 10 gennaio), a cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, che spiegano: «Educazione dei giovani, messa in guardia sul controllo sociale, amore per la natura: le ossessioni morali di Banksy somigliano alle visioni ideali di Piero della Francesca, al suo sogno di una polis che comunichi valori elevati attraverso muri narrativi e metafore ad alto impatto figurativo». Pilastro e genio indiscusso del Rinascimento italiano, Piero è presente nel museo civico con straordinari capolavori, primo fra tutti “La Resurrezione“, affrescato intorno al 1460 nella sala dei Conservatori del Palazzo della Residenza. «L’immagine ieratica del Cristo emana un solido sentimento civico – affermano Antonelli e Marziani –. Il Cristo di Piero è un leader di spirito e azione che indica percorsi e stigmatizza errori, osserva il nostro presente con le armi etiche dei temi universali, gli stessi temi che tornano, con le dovute differenze, nel complesso immaginario di Banksy ». In mostra oltre venti serigrafie, che hanno avuto genealogie e percorsi eterogenei, diventando talvolta veri e propri “affreschi urbani”, spesso rimossi, rubati o consumati dal tempo. Non mancano l’iconica “Girl with Balloon“, e “Love is in the Air“, che riproduce lo stencil apparso nel 2003 a Gerusalemme, sul muro che separa israeliani e palestinesi, raffigurante un giovane che lancia un mazzo di fiori. E ancora, la Virgin Mary, conosciuta anche come Toxic Mary, che rappresenta la critica di Banksy al ruolo della Religione nella Storia. Voluta e sostenuta dal Comune di Sansepolcro, la mostra è promossa e prodotta da MetaMorfosi, in collaborazione con Civita.


REGGIO EMILIA

Chiostri di San Pietro aperti al pubblico

REGGIO EMILIA

È aperto alle visite nel periodo estivo, il corpo monumentale dei Chiostri di San Pietro, capolavoro del Rinascimento a Reggio Emilia, con possibilità di visite libere, ma in numero contingentato dei presenti, e di prenotare visite guidate, con nuove modalità di accesso nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e distanziamento sociale previste dalle norme di contenimento della pandemia. Il complesso cinquecentesco – il chiostro maggiore è dovuto a Giulio Romano – è aperto al pubblico dal martedì a giovedì, dalle ore 9 alle 13, il venerdì dalle 16 alle 23, sabato, domenica e altri festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (chiusura settimanale lunedì). Accesso gratuito, senza biglietto di ingresso, per la visita libera, con obbligo di mantenere il distanziamento (almeno un metro) fra visitatori, e contingentato per evitare assembramenti. L’accesso sarà consentito solo a coloro che indossano la mascherina a protezione delle vie respiratorie: il presidio personale va indossato per tutta la visita. Informazioni: 0522.1540823 (dal lunedì al venerdì, 9-13 e 14.30-18.30).