L’economia circolare spiegata in venti numeri

L’economia circolare in Italia funziona. L’ultimo Rapporto del Circular Economy Network e di Enea – a cui si rifanno i dati di questa pagine – ha calcolato «l’indice complessivo di circolarità » tra le prime cinque economie dell’Unione europea, che nel 2020 conferma, come nel 2019, la prima posizione dell’Italia, indicata con 100 punti, seguita dalla Germania a 89, dalla Francia a 88, dalla Polonia a 72 e dalla Spagna a 71. Considerando i trend di sviluppo, però, gli indici di Germania e Francia il primo posto mantenuto dal nostro Paese potrebbe essere a rischio.


57
PER CENTO

Carta, metà della produzione proviene da fibre di riciclo

Il 57% della produzione totale italiana di carta immessa sul mercato è effettuata mediante fibre da riciclo. Nel 2019, in un quadro di stagnazione dell’economia nazionale, la produzione italiana di carta e cartone è stata in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Di queste, circa 4,6 milioni di tonnellate sono per imballaggi e i restanti 4,3 milioni altre tipologie di produzioni cartarie. Questi alcuni dei dati contenuti nel ‘Rapporto Unirima 2020 sull’Economia Circolare’, realizzato da Althesys

11
PER CENTO

Nella raccolta di vestiti usati – secondo l’ultimo rapporto realizzato dal Circular Economy network – l’Italia, a fronte di un consumo abbastanza elevato di prodotti tessili, presenta un tasso di raccolta basso rispetto alle altre realtà europee: le quote di raccolta variano dall’11% in Italia a oltre il 70% in Germania

900
MILIONI

Il fondo di Blackrock dedicato all’economia circolare, in un anno, ha già raccolto oltre 900 milioni di dollari. Il fondo punta sulle società che meglio combattono i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e l’inquinamento da plastica

25
MILA

In Italia operano quasi 25mila aziende nel settore della riparazione di beni elettronici, ma anche di altri beni personali (vestiario, calzature, orologi, gioielli, mobilia…), secondo i dati elaborati da Eurostat. Numeri che pongono il nostro Paese al terzo posto tra le cinque economie più importanti d’Europa

80
PER CENTO

L’80% degli impatti ambientali sono la conseguenza di scelte progettuali dei prodotti. È quanto emerge dal white paper ‘Economia Circolare – verso un nuovo paradigma produttivo’ realizzato da TÜV Italia, parte del Gruppo TÜV SÜD, ente di certificazione. Il documento è dedicato ai dati e alle motivazioni che giustificano la crescente spinta – anche normativa – verso un nuovo modello produttivo più rispettoso dell’ambiente e del futuro dell’umanità senza rinunciare alla crescita

1000
MILIARDI

La transizione ecologica sarà supportata dal Piano di investimenti per il Green Deal, che punta a mobilitare almeno 1.000 miliardi di investimenti entro dieci anni

20
PER CENTO

Carta e cartone raccolte costituiscono circa il 20% della raccolta differenziata complessiva dei diversi materiali provenienti dai rifiuti urbani, rimanendo così la principale frazione tra quelle raccolte dai Comuni. Nel 2019 la raccolta differenziata comunale ha superato la quota dei 3,5 milioni di tonnellate, equivalente a circa 57,5 kg per abitante, segnando così una crescita di circa 102.000 tonnellate sull’anno precedente grazie, soprattutto, all’incremento nel Meridione

18
MILIARDI

Il valore aggiunto nei settori dell’economia circolare in Italia è stato nel 2017 di 18.632 milioni di euro, pari all’1,07% del Pil. In linea con i dati europei

1,9
MILIONI

In Italia le attività connesse alla bioeconomia nel 2017 hanno fatturato oltre 312 miliardi di euro, impiegato circa 1,9 milioni di persone: valgono il 19,5% del Pil e l’8,2% degli occupati

8,46
TONNELLATE

L’Italia presenta l’indice di perdita media annua del suolo più elevato d’Europa, pari a 8,46 tonnellate per ettaro una media nell’Unione europea di 2,46 tonnellate per ettaro

22
PER CENTO

L’Italia si pone al secondo posto, tra le prime cinque economie europee nell’occupazione in alcuni settori dell’economia circolare (riparazione, riutilizzo e riciclo) con un tasso del 2,06% rispetto all’occupazione totale, dietro alla Polonia (2,2%)

87
PER CENTO

In Lombardia si recuperano già i due terzi dei rifiuti speciali. Questo vale anche per i rifiuti da costruzioni e demolizione: l’87% viene avviato a recupero

170
MILIARDI

Sul fronte del Green public procurement, gli acquisti di beni e servizi ‘verdi’, «la Pubblica amministrazione cuba ogni anno 170 miliardi di euro

2.300
MILIARDI

Nel 2015 la bioeconomia in Europa ha fatturato complessivamente circa 2.300 miliardi di euro, con un numero di addetti pari a 18 milioni di occupati pari all’8,2% della forza lavoro dell’Ue

2,5
VOLTE PIÙ BASSI

Sul fronte degli investimenti in eco innvoazione, l’Italia è dietro alle economie concorrenti considerate dal rapporto Cen-Enea: il valore è circa 2,5 volte più basso rispetto a quello della Germania e 2 volte inferiore a quello della Francia

4,24
MILIARDI

La legge di bilancio 2020 contiene alcune prime misure per il “Green new deal”, con l’istituzione di un fondo per gli investimenti pubblici da 4,24 miliardi di euro dal 2020 al 2023

17,8
PER CENTO

In termini di quota di energia rinnovabile utilizzata rispetto al consumo totale di energia, l’Italia mantiene il primato tra le prime cinque economie Ue con il 17,8%

17,7
PER CENTO

Sul mercato delle materie prime seconde l’Italia è al secondo posto dietro la Francia. Il parametro che è stato utilizzato è il tasso di utilizzo circolare di materia che per l’Italia nel 2017 è pari al 17,7%. Inferiore solo a quello dei Paesi Bassi (29,9%)

45
CENTESIMI

Con la legge di bilancio 2020 è stata istituita una plastic tax, pari a 45 centesimi di euro per kg di plastica, prevedendo crediti d’imposta per l’innovazione

12
MILIARDI

In media nel decennio 2007- 2016 le attività legate all’uso del suolo sono responsabili, ogni anno, dell’emissione netta di circa 12 miliardi di tonnellate di CO2equivalente