Cambiamenti climatici, una lotta in venti numeri

La prospettiva del riscaldamento globale resta sopra i 3 gradi, cieè lontana dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima, nonostante la riduzione delle emissioni di anidride carbonica durante la pandemia di Coronavirus. È quanto dichiara l’Onu nel suo ennesimo allarme sul clima. Gli impegni internazionali sono di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi, e se possibile sotto 1,5, rispetto all’era preindustriale. Per evitare il peggio – avverte l’Unep – occorre che la ripresa dopo la recessione economica dovuta al nuovo Coronavirus sia molto ecologica.


7
PER CENTO

La pandemia frena i gas serra, ma l’effetto è trascurabile

Per mantenere la speranza di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, le emissioni di gas serra dovrebbero essere ridotte del 7,6% all’anno, ogni anno dal 2020 al 2030, secondo le Nazioni Unite. Queste emissioni sono aumentate invece in media dell’1,5% all’anno nell’ultimo decennio, raggiungendo un record nel 2019 (59,1 miliardi di tonnellate, +2,6% rispetto al 2018). La pandemia di Covid-19 ha ridotto le emissioni del 7%. Ma il fenomeno, secondo L’Onu avrà un effetto a lungo termine trascurabile


3 su 4
ITALIANI

Nonostante una pandemia globale, e tutti i problemi che questa ha evidenziato e amplificato, come l’attuale crisi economica e l’aumento della disoccupazione, per 3 italiani su 4 (74%) i cambiamenti climatici rappresentano una sfida equamente importante. Uno su due li ritiene un’emergenza di gravità massima. L’indagine ‘Gli italiani e il clima ai tempi del Covid’ realizzata da Swg conferma quindi l’anima verde del nostro paese, con un’attenzione crescente nei confronti dell’ambiente e del futuro del pianeta


60
PER CENTO

I ghiacciai italiani sono sempre più a rischio per colpa dei cambiamenti climatici: dalla perdita di neve e di ghiaccio alla degradazione del permafrost, viene stimato che la superficie di ghiaccio dell’arco alpino si sia ridotta del 60% negli ultimi 150 anni; con punte soprattutto nelle Alpi Orientali. Questa la fotografia scattata da Legambiente nel nuovo rapporto sui ghiacciai alpini ‘Carovana dei ghiacciai’. Secondo l’analisi sui ghiacciai «dalla fine del decennio del 1980 la contrazione dei ghiacciai si è notevolmente accelerata»


2035
ANNO

L’Artico potrebbe rimanere senza ghiacci nel 2035. È questa, la previsione contenuta in uno studio dei ricercatori della British Antarctic Survey


15
ANNI

Nelle Alpi Orientali «preoccupa la situazione del ghiacciaio della Marmolada» che – secondo Legambiente – «potrebbe scomparire nell’arco di 15-20 anni»

700
MILIONI

Secondo il Wwf sono le persone che entro il 2030 potrebbero essere costrette ad emigrare per effetto della desertificazione Il Mediterraneo è a rischio, l’Italia pure

44
PER CENTO

È l’aumento della concentrazione di CO2􂂂 nell’atmosfera dall’era pre industriale ai giorni nostri. Più 26% dalla Conferenza di Rio che si tenne nel 1992

1,5 – 2
GRADI CENTIGRADI

È la soglia massima di riscaldamento globale prevista dagli esperti per evitare impatti gravi sugli ecosistemi. L’obiettivo degli accordi è anche ridurre le emissioni di gas serra del 100% entro il 2050. Una strada ancora lunga

50
PER CENTO

Il cambiamento climatico può ridurre le produzioni agricole del 50% entro il 2050. La perdita è responsabile del 20% delle emissioni di CO2􂂂

40
PER CENTO

Secondo le Nazioni Unite nel 2030 potremmo avere esaurito il 40% di acqua dolce. Questo se, ovviamente, non si prenderanno misure adeguate

100
MILIARDI DI EURO

È l’ammontare dei finanziamenti messi in campo dalll’Unione europea a sostegno del progetto di Fondo per una transizione equa che dovrebbe facilitare tra il 2021 e il 2027 il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050

38
GRADI CENTIGRADI

Il 20 giugno di quet’anno nel nordest della Siberia potrebbe essere stato battuto il record per la temperatura più alta registrata nell’Artico A Verchojansk, in Jacuzia, sono stati registrati 38 gradi centigradi, 18 in più rispetto alla media del mese: sarebbe il dato più alto dall’inizio dei rilevamenti, nel 1885

40,5
PER CENTO

Secondo il Forest Landscape Integrity Index l’attività umana ha provocato effetti nella maggior parte delle foreste mondiali, tanto che solo il 40,5 per cento delle aree verdi potrebbe non esserne stato influenzato

4,7
MILIONI DI ETTARI

Nel decennio 2010-2020 la Terra ha perso in media 4,7 milioni di ettari all’anno di boschi e foreste, meno dei 5,2 milioni di ettari del 2000-2010 e dei 7,8 milioni del 1990-2000. Sono i numeri del Global Forest Resources Assessment 2020 che confermano la tendenza a un miglioramento, anche se molto lento

30
MILIONI DI AUTO

L’Ue punta a raggiungere 30 milioni di auto a emissioni zero entro il 2030. Lo ha annunciato la Commissione Ue presentando una strategia per la mobilità sostenibile per ridurre le emissioni del 90% entro il 2050

18,9
PER CENTO

Nel 2018 l’energia rinnovabile rappresentava il 18,9% dell’energia consumata nell’Unione europea, in rotta verso l’obiettivo del 20 % stabilito per quest’anno

3-6
GRADI

La temperatura globale potrebbe crescere di 3-6 gradi centigradi entro il 2100 se non verranno prese misure urgenti a livello internazionale che consentano di contenere la crescita

2019
ANNO

Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato sulla Terra e in Europa. La temperatura media registrata è stata di 3,2 gradi in più rispetto al periodo usato dagli scienziati come riferimento: gli anni dal 1981 al 2010

23
PER CENTO

Nel ventennio 1990 -2010 l’Europa è stato l’unico continente che ha visto calare le emissioni climalteranti: meno 23% contro l’aumento del 95% dell’Asia

60
PER CENTO

Il settore dell’energia è la fonte principale di emissioni globali: siamo nell’ordine del 60%. Una quota destinata a salire entro il 2050 se non accelererà la transizione