Scavate nella roccia sotto le abitazioni sono piccole grotte ideali per conservare vino e alimenti. Dimenticate a lungo oggi riscoperte e utilizzate anche per aperitivi ed eventi

di Martina Strazzari

Si chiamano infernot e sono unici al mondo. Nati nel XVII secolo e utilizzate in passato per la conservazione dei vini in bottiglia, queste piccole grotte scavate nella roccia, sotto le abitazioni, stanno vivendo una nuova vita. Dopo essere caduti in disuso gli infernot sono stati dimenticati per buona parte del secolo scorso ma, come spesso accade a tutto ciò che è bello, la lungimiranza degli abitanti ha saputo dare nuovo lustro a queste vecchie appendici delle cantine. Oggi vengono riscoperti come luoghi da visitare, custodi apogei di uno stile di vita che appartiene al territorio – e alla terra – del Monferrato. Generalmente rustici e pietrosi, in alcuni casi gli infernot sono veri e propri capolavori di ingegneria rurale, con nicchie, colonne, scalini, e tavoli ricavati spesso da un unico blocco di tufo, la cosiddetta Pietra da Cantoni. Oggi rivivono tra moderni aperitivi e tour enogastronomici, riprendendo il loro senso originario: conservare in fresco i vini, certo, ma anche riunire gli amici nei lunghi pomeriggi invernali o per rinfrescarsi nelle calde sere estive. Uno dei più grandi infernot della zona è quello di Bricco dei Guazzi, nel borgo di Olivola, che conta appena cento abitanti. Qui, tra ilari e cedri secolari, e il Monviso sullo sfondo, si staglia l’omonima azienda, sulla cima di una bric (collina nel dialetto locale), abbracciata da trentacinque ettari di vigneti. Chardonnay, Gavi DOCG, Barbera, sono solo alcuni dei vini prodotti, da assaggiare rigorosamente nell’infernot, durante una serata tra amici, con grissini, lardo profumato locale, e la Doja, salsiccia ricoperta da strutto fuso. Non sarà un pasto light, ma ne varrà decisamente la pena. Dopotutto è pur vero che il Paradiso è meglio per il clima, l’infernot per la compagnia.


BERGOLO

Il paese dei murales

È il più piccolo comune delle Langhe (e uno dei più piccoli d’Italia), chiamato dai locali “Il paese di pietra”. Fusione di antico e moderno, nel 1993 è stato vivacizzato da oltre quaranta murales lasciati sulle case del borgo dagli artisti che hanno partecipato al concorso indetto dal Comune.


BAROLO

Grande nome
Piccolo borgo

Il borgo di Barolo è uno di quei rari casi in cui la fama di un “luogo di culto” – in questo caso del vino – non ha intaccato la quotidianità provinciale, che ancora scorre coi ritmi lenti di una volta. A acciato sui ilari di vigne, e con appena settecento abitanti, è una minuscola e a ascinante terrazza panoramica sulle Langhe.


CASALE MONFERRATO

Tra barocco e sinagoghe

Terra di vini e di santi, di chiese e castelli, il Monferrato si snoda in un saliscendi di stradine polverose e verdi colline, ma anche mirabili opere architettoniche come il Duomo, la torre civica di Casale Monferrato dal tipico stile barocco casalese, Casa Tornielli, dal gusto rinascimentale, e il Teatro Municipale, uno dei più belli dopo il Regio di Torino. Iconico il Duomo di Sant’Evasio, splendida cattedrale romanico lombarda del VIII secolo; a ascinante la Sinagoga ebraica dai meravigliosi stucchi dorati.


SANTO STEFANO
BELBO

Sulle tracce di Pavese dalla casa alle colline

“Sentivo tra i peschi arrivare il treno e riempire la vallata”. Inizia così il percorso letterario che attraversa il paesino di Santo Stefano Belbo, con le parole del suo iglio più famoso, lo scrittore Cesare Pavese. In un sentiero che porta dalla piccola stazione ferroviaria alla Casa della Vedetta, che si a accia sulla verde vallata del Belbo e sulla collina di Moncucco Mari del Sud. E ancora più su, ino ai luoghi pavesiani.


ALBA

La città felice

Capitale economica e culturale delle Langhe, Alba nel 2009 ha conquistato il primo posto tra i comuni (sopra ai 10 mila abitanti) con la miglior qualità della vita. Di icile immaginare il contrario: con le sue caratteristiche case-torri, la qualità dei suoi tartui e l’eccellenza vitivinicola, anche solo una sosta di un giorno è su iciente a ripristinare il buonumore. A ascinante Alba sotterranea.