La Libreria Piccolomini gioiello ineguagliabile

Raffaello, giovanissimo ma già famoso, contribuì alla realizzazione di almeno due storie dedicate alla biografia di Enea Silvio

di Olga Mugnaini

Era giovanissimo, eppure già famoso. Al punto da essere convocato a Siena al fianco di Pinturicchio e altri artisti del tempo come il bolognese Amico Aspertini, per realizzare uno dei monumenti rimasti simbolo del Rinascimento nella città del Palio: la Libreria Piccolomini, costruita nel 1492. Raffaello Sanzio disegnò infatti i “cartonetti” per almeno due storie dedicate alla biografia di Enea Silvio Piccolomini, come testimoniano i disegni conservati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e alla Pierpont Morgan Library di New York. Da sempre gli affreschi dai suoi cartoni sono tra le scene più ammirate della biblioteca, come l’Incontro tra Federico III ed Eleonora d’Aragona. La grazia di Raffaello evoca il gruppo scultoreo delle Tre Grazie che il cardinal nipote acquisì dalla famiglia Colonna a Roma e collocò al centro della Libreria. Nell’anno del cinquecentesimo anniversario della morte del grande artista, l’Accademia Senese degli Intronati ha promosso una giornata di studi dedicata proprio alla Libreria Piccolomini, con la collaborazione dell’Opera della Metropolitana e l’organizzazione di Opera- Civita. Il convegno, che si è svolto nella Sala di Palazzo Patrizi, ha posto l’attenzione su quale sia stato il ruolo del gruppo scultoreo antico delle Grazie , “punto focale” architettonico dell’aula, con un articolato richiamo alla poesia e alla filosofia. «La grazia è bellezza, scrisse il grande filosofo del Rinascimento Marsilio Ficino al cardinal Tedeschini e la Libreria appare come il Tempio delle Grazie», è stato ricordato durante la gioranta di studi. La Libreria Piccolomini, all’interno del Duomo di Siena e nei locali della vecchia canonica, fu realizzata dall’arcivescovo di Siena, cardinale Francesco Piccolomini Todeschini (poi papa Pio III) per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto dallo zio papa Pio II e conservare il ricco patrimonio bibliografico che il pontefice ed umanista raccolse quando era a Roma. Il Todeschini fu ispirato dalla tradizione francese che prevedeva biblioteche annesse alle cattedrali e dall’apertura della Biblioteca Vaticana di Sisto IV, la quale riassumeva gli intenti rinascimentali di creare un’istituzione che fosse un centro di studi e al tempo stesso espressione artistica dell’Era Moderna. Tra il 1502 e il 1508 la Libreria venne completamente affrescata, con storie che celebrano la vita e gli atti del pontificato di Pio II. Dipinti preziosissimi, con evocazione di paesaggi e costumi reali e immaginosi, di raffinate rappresentazioni di cerimonie e personaggi, eseguite con ricchezza di colori smaltati. Nella scena con la Canonizzazione di santa Caterina da Siena, tra il pubblico degli ordini religiosi, in basso a sinistra, spiccano le due figure in cui si riconoscono il giovane Raffaello con le calze rosse, e il Pinturicchio con il berretto rosso.