Edison e Metron, alleati a misura di industria
Un ‘gemello digitale’ per risparmiare energia

Nuovo servizio a base di intelligenza artificiale

Paolo Quaini, direttore dei servizi energetici e ambientali di Edison: combiniamo la nostra esperienza aziendale con soluzioni innovative

di Andrea Telara
MILANO

Produrre energia, ma anche insegnare alle aziende-clienti a risparmiarla o a utilizzarla in maniera ottimale. Il gruppo Edison, nome storico dell’industria italiana e tra i principali operatori nel mercato dei servizi energetici, si muove proprio in questa direzione: assieme a un’azienda digitale innovativa che si chiama Metron, ha sviluppato una soluzione per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi energetici che sfrutta la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, cioè quelle tecnologie che oggi sono alla base del funzionamento dei dispositivi automatizzati. Si chiama Edison Analytics powered by Metron e si rivolge in particolare alle aziende industriali, che in Italia sono caratterizzate da elevati consumi energetici. Si calcola infatti che ben il 20% dei consumi nazionali di energia siano concentrati in questa tipologia di imprese. Si tratta di realtà produttive che dispongono di una enorme mole di dati sulla loro attività, da cui tuttavia non sempre riescono a estrarre le informazioni utili a ridurre l’impatto economico e ambientale dei loro consumi e ad aumentare la propria competitività. Ecco allora che, per far tesoro di questo prezioso patrimonio di informazioni, la piattaforma digitale Edison Analytics raccoglie, aggrega e analizza in tempo reale qualsiasi tipo di dato generato da un impianto industriale, interagendo al contempo con quei dati che provengono invece dall’esterno. Nello specifico, viene creato un «gemello digitale » dello stabilimento dell’azzienda, sempre aggiornato grazie a un sofisticato modello che combina un vasto spettro di tecnologie industriali e fonti di energia. Su questa base è possibile individuare nuove opportunità per rendere ottimale l’utilizzo dell’energia, grazie appunto all’intelligenza artificiale basata sul machine learning, cioè attraverso la capacità di apprendimento automatico derivante da una serie di algoritmi che analizzano i dati storici e prevedono le esigenze energetiche degli impianti analizzati. Attraverso Edison Analytics powered by Metron sarà possibile ottenere risparmi fino al 14% dei consumi energetici complessivi. «Si tratta di una soluzione innovativa nel panorama nazionale– dice Paolo Quaini direttore servizi energetici e ambientali di Edison –, perché combina l’expertise deì nostro gruppo nella gestione e ottimizzazione dei siti industriali con le soluzioni innovative di Metron, consentendo finalmente di trasformare il dato energetico e operativo in risparmio economico e ambientale ». Quani sottolinea che Edison Analytics powered by Metron può trovare applicazione in tutti i processi industriali di qualsiasi settore produttivo, ed è in grado di prevedere le future esigenze energetiche di un impianto, individuare nuove opportunità e soluzioni di efficientamento e, se necessario, ottimizzare la gestione delle singole macchine impiegate negli stabilimenti. «Ne abbiamo testato le grandi potenzialità in alcuni progetti pilota con risultati notevoli», conclude il manager. «La nostra nuova partnership con Edison evidenzia l’emergere di una nuova e diffusa consapevolezza all’interno dell’industria in Italia, che è stato uno dei paesi più colpiti dalla crisi del Covid- 19», dichiara Vincent Sciandra, Ceo di Metron, il quale aggiunge: «Questa consapevolezza si traduce in una forte volontà di muoversi verso un ecosistema più sostenibile. Metron entrerà fortemente in gioco in tale processo di cambiamento che mira a colmare il divario tra ecologia e industria, attraverso l’intelligenza artificiale». L’accordo siglato con Metron si inserisce nel percorso di trasformazione digitale che Edison ha intrapreso negli ultimi anni anche grazie alla costituzione di una struttura organizzativa e di un presidio di competenze interamente dedicati a questo processo di cambiamento. Le tecnologie digitali costituiscono infatti un vero e proprio asse portante della strategia di sviluppo che il gruppo energetico ha adottato per affrontare le sfide di un mercato in rapido cambiamento. Questa scelta strategica ha un impatto sia sui processi interni, sia sulla proposizione di prodotti e servizi per i clienti del gruppo: famiglie, pubbliche amministrazioni e industrie.


Le grandi aziende consumano il 20% dell’energia complessiva

L’impresa è abbattere l’impatto

Le aziende indutriali italiane caratterizzate da elevati consumi energetici assorbono il 20% dei consumi nazionali di energia. Si tratta di realtà produttive che dispongono di una enorme mole di dati sulla loro attività, da cui tuttavia non sempre riescono a estrarre le informazioni utili a ridurre l’impatto dei loro consumi e aumentare la propria competitività.


Cel Components, pannelli nel nome dell’innovazione

L’azienda produce semilavorati per l’industria e le costruzioni

Il fondatore Andrea Vacchi Suzzi: durante l’emergenza sanitaria ci siamo concentrati su prodotti dedicati al farmaceutico e alle terapie intensive

di Giuseppe Catapano
BOLOGNA

Quei pannelli che nascono a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna, hanno una molteplicità di applicazioni. Ne sono esempio i ‘sandwich’, cioè pannelli con anima a nido d’ape o schiuma: a produrli è Cel Components, azienda alla quale si rivolgono, tra le altre, realtà navali o della nautica, dell’edilizia, dell’automotive e del settore ferroviario. «Realizziamo semilavorati per l’industria – spiega il fondatore Andrea Vacchi Suzzi (Nella foto in alto: in seconda fila, terzo da destra, con i suoi colllaboratori) – il cui utilizzo nel tempo è cresciuto». I pannelli di Cel Components possono servire per realizzare pagliolati nelle navi, assorbitori d’urto o pianali nei veicoli oppure per alleggerire strutture, dai marmi ai rivestimenti e agli arredi, fino ai pavimenti e alle facciate ventilate, tenendo inalterate le proprietà meccaniche. «L’azienda è nata nel 1992 – ricorda Vacchi Suzzi – e ci abbiamo messo qualche anno per diventare ciò che siamo oggi. Il nostro sviluppo è stato continuo, fino all’arrivo del Covid-19». L’impatto dell’emergenza sanitaria sul business e sull’operatività è stato notevole, tanto che «prevediamo un calo del fatturato di circa il 20% dopo anni di record ». Il fatturato del 2019 ha superato i 10 milioni di euro, di cui il 40% realizzato all’estero. Con una trentina di dipendenti in organico, la crescita dell’azienda emiliana in futuro è legata soprattutto all’export. «Prevediamo di aumentare la nostra quota di esportazioni, anche perché – conclude il fondatore – in Italia la frenata dell’economia rischia una caduta drastica». «Il mercato a un certo punto si è bloccato, non siamo stati noi ad aver perso quote. Anzi, abbiamo fronteggiato la contingenza negativa concentrandoci su pannelli dedicati al farmaceutico, ai laboratori, alle strutture di ricerca e alle unità di terapia intensiva mobili». In quest’ambito, Cel Components ha avuto un ruolo da protagonista nel periodo più duro dell’emergenza. «Siamo felici – continua il fondatore – di aver fornito il nostro contributo nella battaglia contro il Covid-19. Contestualmente ci siamo riorganizzati al nostro interno con il ricorso allo smart working, esteso alla quasi totalità dei lavoratori impegnati negli uffici. Guardo al futuro con fiducia, nel 2021 contiamo di riprendere il trend positivo del fatturato». Un obiettivo da raggiungere «lavorando soprattutto nell’ambito di prodotti innovativi. Anche la crisi del 2008 ci insegna che questa è la strada giusta. Tra le diverse applicazioni innovative, a parte i pannelli per ambienti a contenimento biologico, abbiamo elevate aspettative per quelli clima-acustici e per quelli balistici. I primi permettono di controllare la qualità dell’aria, oltre a fornire un buon assorbimento acustico. E oggi – osserva Vacchi Suzzi – la sanificazione dell’aria è fondamentale, in particolare in ambienti frequentati da molte persone come uffici, alberghi o ospedali. I secondi, invece si inseriscono in un piano di difesa delle strutture pubbliche in questi anni, in cui è cresciuta la domanda di prodotti per la protezione da eventi legati al terrorismo». Di recente Cel Components ha contribuito alla costruzione del nuovo parcheggio sopraelevato alla stazione Termini (nella foto piccola) di Roma, realizzando pannelli balistici in grado di attenuare gli effetti di eventuali esplosioni.


Minerva Omega Group, innovativi e sostenibili

«Puntiamo su industry e retail»

BOLOGNA

Un’azienda che da 75 anni progetta e produce macchine e attrezzature per la lavorazione, il confezionamento e la conservazione degli alimenti. Minerva Omega Group vanta clienti in tutto il mondo. «Stiamo puntando molto sui settori industry e retail – dicono dal quartier generale di Bologna – anche perché in questo momento sono quelli che stanno trainando il mercato. Per quanto riguarda l’estero, l’obiettivo è il consolidamento della presenza in Nord America, area per la quale stiamo sviluppando macchine e soluzioni innovative. Il Sud America è uno dei mercati emergenti e anche lì vorremmo affermarci ». Gli effetti della pandemia hanno pesato e si sono concretizzati soprattutto in una «minore presenza di grandi progetti. Nei mesi più bui – l’istantanea di Minerva Omega Group – il settore Horeca ha subito un notevole rallentamento, bilanciato da un andamento discreto e costante del retail. Ma il periodo è stato anche stimolante e abbiamo convogliato parte delle energie nella progettazione di nuove attrezzature, tra cui un’innovativa linea di sanificatori». Prodotti dai quali stanno arrivando «ottimi risultati» e che si basano su una «sanificazione combinata e contemporanea di raggi Uv-C e ozono finalizzata ad abbattere la carica microbica entro limiti stimati, certificati e sicuri. La risposta del mercato è positiva: riceviamo ogni giorno numerose richieste da diversi settori professionali proprio per la natura multifunzione di queste attrezzature». In tale contesto, per Minerva Omega Group è fondamentale la capacità di fare innovazione. «Riserviamo importanti investimenti al comparto ricerca e sviluppo, puntando a un’ulteriore modernizzazione dei macchinari automatizzati per aumentare la capacità produttiva senza incidere negativamente sul numero dei posti di lavoro. E guardiamo con attenzione alle sfide di Industria 4.0: di recente – spiega l’azienda bolognese – sabbiamo sviluppato un sistema rivoluzionario (chiamato ‘Nemosy’) che, montato a bordo macchina, permette di rilevare in tempo reale dati operativi e di consumo e renderli disponibili da remoto, in ottica IoT». Dall’innovazione alla sostenibilità ambientale, altro tratto distintivo di Minerva Omega Group: «Tutti i settori industriali dovrebbero essere orientati verso un’economia più sostenibile. Siamo stati tra i primi a installare un impianto fotovoltaico che copre una superficie di 2.545 metri quadrati. Rilevante è anche l’attività nelle gestione dei rifiuti e degli scarti produttivi, coordinata da diverse aziende che si occupano rispettivamente dello smaltimento dell’acciaio inox, del ferro, del Pvc e della carta. Questi materiali, una volta selezionati, diventano nuova materia prima negli impianti di rifusione e riutilizzo». Mentre in sede, a disposizione del personale, ci sono diversi erogatori di acqua potabile: anche così Minerva Omega Group intende contribuire alla riduzione della plastica nell’ambiente.

Giuseppe Catapano