La vita di Raffaello diventa prova d’attore

A Urbino, nel teatro intitolato al divino artista, si rivivono atmosfere e gesta del maestro. Protagonisti Preziosi, Vergassola-Riondino e Martelli

di Lara Ottaviani
URBINO

Raffaello, giovane, appassionato, artista, spettacolo della pittura, entra con passo leggero ma sontuoso a teatro: per l’anno in cui si celebra il V centenario dalla morte del pittore urbinate (1520-2020), nel teatro che porta il suo nome, nella città che gli diede i natali e i primi anni della sua formazione, sono previsti tre spettacoli.
I nomi di ampio rilievo sono quelli di Alessandro Preziosi, volto noto del cinema, del teatro e della televisione, di David Riondino e Dario Vergassola, artisti poliedrici, ma anche quello di un attore urbinate come Matthias Martelli, che si è fatto conoscere come l’erede di Dario Fo e l’unico autorizzato dal Premio Nobel a riportare sulle scene il «Mistero Buffo», che sta solcando tutti i teatri italiani con suoi testi e in questo caso debutta con una prima assoluta. L’artista Raffaello, maestro del figurativo quattrocentesco, aleggia su tutti questi artisti della parola e del gesto: il Comune di Urbino e Amat (Associazione marchigiana attività teatrali) hanno intitolato la serie di progetti di spettacoli dal vivo «Raffaello, che spettacolo!», rendendo un po’ «pop» il genio del Rinascimento italiano, che giovanissimo si affermò nella Roma di Papa Giulio II.
Il 5 aprile al teatro Sanzio, Alessandro Preziosi porterà in scena «Raffaello. Una vita felice», un recital che si basa sul libro di Antonio Forcellino, esperto dell’arte rinascimentale e restauratore di opere importanti: il volume narra non solo gli eventi, le conquiste, i capolavori di cui si rese protagonista Raffaello durante la sua felice vita, ma anche indaga gli stati d’animo, la propensione a godere dell’esistenza nei suoi aspetti più terreni, compreso quello dell’amore carnale, la felicità che deriva anche dall’appagamento delle pulsioni che però possono condurre ai massimi vertici della creatività. Preziosi ha costruito con grande sensibilità artistica un percorso nell’affascinante biografia di Raffaello, selezionando soprattutto i momenti che riguardano il periodo giovanile del pittore e il suo legame con Urbino.
A teatro, il passo successivo per conoscere Raffaello sarà compiuto, il 7 maggio, da David Riondino e Dario Vergassola, con «Raffaello, la Fornarina, il Cinquecento» e altre storie: un viaggio tra letteratura, poesia, musica e arte del primo Cinquecento, per comprendere quale era lo stile di vita, nelle corti, nelle città e campagne italiane, tenendo come riferimento la figura di Raffaello, ma anche attraverso altri personaggi, come Leonardo, non solo pittore e architetto, ma ormai modello per lo stile dell’epoca, simbolo di un modo di vivere. Infine, il 15, 16, 17 ottobre 2020, in prima assoluta, Matthias Martelli, porterà in scena al Sanzio a Urbino «La leggenda del pittore divino», suo progetto inedito, realizzato da Teatro Stabile dell’Umbria, in coproduzione con Doc Servizi, in collaborazione con Comune di Urbino, Regione Marche e Amat: uno spettacolo che vuole restituire la travolgente esperienza artistica e umana di Raffaello, in cui l’attore renderà vivi i personaggi dell’epoca, entrando con le immagini e le parole all’interno dei suoi capolavori.


ROMA

Opere restaurate dai luoghi del sisma

Rassegna sui recuperi di 36 testimonianze artistiche dal ’400 al ’700

A Roma il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede del Pio Sodalizio dei Piceni, ospita, fino al 5 luglio, la seconda tappa della mostra “Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma” a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, frutto della convenzione siglata da Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate. In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di 51 opere marchigiane di proprietà di 17 differenti enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. In mostra 36 opere che vanno dal ‘400 al ‘700, alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico ed altre invece dal grande valore storico-artistico.