Dolci declivi che come cascate verdi si tu ano nel lago di Ginevra come se la mano di un gigante avesse ordinato il proprio giardino nel Lavaux nella Svizzera francese

di Paolo Galliani

Ha un nome dalla sonorità un po’ dialettale – Vaud – che a leggerlo, pare un’esclamazione di sorpresa, tipo wow! E del resto, la meraviglia sarebbe pure legittima davanti a tanto spettacolo: un’interminabile serie di colline che nella zona di Lavaux sembrano letteralmente cascare nel lago di Ginevra (www.region-du-leman.ch), tagliate orizzontalmente da sbalzi e terrazzamenti rivestiti da vigne. “Messe lì da qualche gigante buono, tipo Gulliver”, suggerisce qualcuno. Oppure da contadini tenaci e testardi – aggiungiamo noi – decisi a regalare a Bacco un a accio invidiabile verso Sud e a trasformare quei ilari mozzaiato in un’alchimia: da a inare prima in botte e poi da versare nel bicchiere. Troppa immaginazione? Forse. Ma è anche un’evidenza in quest’angolo di Svizzera francese che gli elvetici chiamano “Riviera”, come in e etti rivelano gli sport acquatici, il via-vai di eleganti crociere Belle Époque, le vanitose promenade lacustri di Losanna, Vevey e Montreux e le eleganti ville per happy few. Rivelazione a metà. Perché quello del Vaud è anche un piccolo Shangri-La enologico, se è vero che qui crescono vitigni particolari, come il Chasselas a bacca bianca che produce un vino secco, ottimo come aperitivo, vera e propria “lampada di Aladino” nella regione vitivinicola che si estende ad est di Losanna, attraversata da chilometri di muretti a secco che sembrano assicurare più la stabilità dei terrazzamenti da vertigine che marcare i conini tra le diverse proprietà. Una rivelazione che si allunga tra la Côte Aoc, a ovest di Losanna, ino alle zone vitate più orientali del Dézalay, del Lavaux e del Chablais. E non è un caso che alcune di queste scenograiche vigne terrazzate (quelle del Lavaux) abbiano spinto l’Unesco, una dozzina di anni fa, ad inserirle nel Patrimonio dell’Umanità, omaggio a una realtà agricola che la sapienza dei vignerons locali ha trasformato in un’eccellenza della viticoltura europea. Se serve, ci pensa il meteo ad aggiungere gli e etti speciali in questo delizioso Cantone elvetico. Li chiamano “i tre soli”: quello che brilla per 1800 ore l’anno; quello che riverbera sulle acque del lago di Ginevra; e quello dei muretti a secco che immagazzinano il calore durante la giornata per poi restituirlo la notte. Li notò il francese Pierre de Coubertin quando cercava una sede adeguata per il sogno olimpico e i valori dello sport universale e la trovò proprio sulla Riviera svizzera. Ma anche star e artisti di mezzo mondo che hanno scelto di vivere lunghi tratti di vita da queste parti: Audrey Hepburn e Charlie Chaplin, Georges Simenon e Coco Chanel, Freddie Mercury e David Bowie. Un’attrazione onirico per il Cantone di Vaud e per la terra dei buoni bianchi Chasselas e Pinot Gris e dei rossi pregiati come il Gamay e il Pinot Noir. Del resto, è risaputo: la vera patria che conta, è il luogo dove si riesce a vivere bene
(www.region- du-leman.ch; www.svizzeraunica.it).


TRA NYON E LOSANNA
REGNA LO CHASSELAS

È il vitigno più di uso e incornicia il lago di Ginevra e per esplorare i mitici vigneti ci si può a idare al pittoresco trenino Lavaux Express che parte da Lutry o Cully

di Paolo Galliani

Mai idarsi delle escursioni troppo comode: iniscono per rivelarsi esperienze generiche, per gente frettolosa. E invece, meglio la sveglia precoce e le giornate lunghe da vivere, perché la meta lo merita e in un viaggio esplorativo tra le vigne del Cantone di Vaud, le emozioni più interessanti sono spesso abbinate alle sorprese. Come quelle che si materializzano tra Nyon e Losanna, 2mila ettari vitati della Côte AOC che si specchiano in un lago che pare un mare, puntellati qui e là da borghi deliziosi come Féchy, Bursins ed Echichens, location della tenuta biodinamica Henri Cruchon dove cogliere i sentori del Grand Cru Champanel, sublimazione di un vitigno che da queste parti è sovrano come lo Chasselas. Losanna è una rivelazione: dinamica, colta, divertente: un centro storico tenuto con una cura quasi sacrale, ma anche una passione evidente per le nuove architetture come rivela la riconversione urbanistica del vecchio quartiere industriale del Flon trasformato in un’animatissima agorà a cielo aperto. Tant’è. Le vicine vigne del Lavaux reclamano attenzione e la strada si riprende il suo spazio. Già a Grandvaux, con il suo piccolo cimitero dove c’è la tomba di Hugo Pratt, evocato anche nella vicina piazza del villaggio, con una statua di Corto Maltese. Si prosegue. E la “Route de la Corniche” che debutta a Cully è una strada generosa: le degustazioni nelle tenute Croix Duplex e Blaise Duboux; e la tappa ad Épesses, con la bella cantina di Luc Massy dove apprezzare lo “Chemin de Fer”, uno dei migliori Dézelay Gran Cru della regione. Chexbres è davvero a un passo, con il grappolo di case secolari utilizzate dai vignaioli locali. Gli stessi che nei mesi scorsi avevano fatto passerella durante la grandiosa “Fête des Vignerons” che si celebra ogni 20-25 anni nella vicina Vevey, elegante cittadina con i piedi in acqua, inserita dal New York Times tra le “mete imperdibili del pianeta nel 2019”. Giusto una divagazione. Perché è il “vino” la vera motivazione del viaggio in questo Cantone svizzero che sfoggia numeri importanti: 6 micro-regioni viticole, 4mila ettari vitati, 40 milioni di bottiglie prodotte, cépages (vitigni) importanti come il Chasselas, il Gamay e il Pinot Noir, e oltre 7mila piccole e grandi proprietari di cantine, vigne e terreni agricoli. Sorprendente. E allora tutto ha una sua logica: la sosta a Rivaz nello show-room conviviale Lavaux Vinorama; l’approccio con i grand cru locali (Calamin e Dézalay). E la puntata verso est per raggiungere la zona vitata del Chablais, tra Villeneuve e Bex, con l’elegante Château d’Aigle e il suo Museo della Vigna e del Vino, la suggestiva sequenza di ilari a Yvorne e l’ospitalità commovente della Maison Badoux, dove si producono etichette-cult come l’Aigle les Murailles Rouge e lo Chasselas Yvorne Petit Vignoble. Certo, la fatica di navigare nel grande mare viticolo che incornicia il lago di Ginevra può farsi sentire. E così si inisce per a idare l’esplorazione delle mitiche vigne elvetiche al pittoresco Lavaux Express che parte da Lutry o Cully. Oddio, il ritmo non è propriamente vivace. Ma questa è pur sempre Svizzera. Come dicono da queste parti, “il treno può andare anche più veloce: arriverà comunque all’ora stabilita”.


TOP 5 DEL CANTONE DI VAUD

1
GLI STUDIOS
DI FREDDY

A pochi passi dalla statua che lo ricorda sul lungolago di Montreux, sono ancora oggi visitabili i Mountain Studios dove Freddie Mercury, tra il 1979 e il 1993, ebbe modo di registrare alcuni dei suoi album più noti. E il museo è ormai un luogo-cult dei fans del mitico gruppo rock britannico.

2
IL MAESTRO
DEL CACAO

Non è una semplice pasticcere. Tristan Carbonatto, maitre chocolatier a Perroy, è una star della Svizzera francese. La sua boutique è meta di un pellegrinaggio continuo di gourmet. E i suoi cioccolati, delle vere icone: tra gli altri, i Rochers con il pistacchio caramellizati.

3
IL FORMAGGIO
DI NAPOLEONE

Pare che Napoleone dopo 14 mesi di combattimenti in Crimea abbia fatto tappa sulle rive del lago di Ginevra e chiesto di sfamare i suoi soldati stremati con un formaggio locale fritto nello strutto, poi chiamato “Malako ” in onore della battaglia che aveva vinto. Ancora oggi, all’Auberge “Au Coeur de la Côte” si assaggiano le famose ciambelle.

4
TERME
ALPINE

Ai piedi delle Alpi, il Centro Termale di Lavey- les-Bains, alimentato dall’acqua più calda dell’intera Svizzera (62°), propone due grandi bacini (uno esterno di 1000 metri quadrati), a temperature variabili tra i 32 e i 36 gradi. Jacuzzi, cascate, letti acquatici e una “grotta di vene”.


VINI SCELTI DEL CANTONE VAUD

DÉZALEY CHEMIN DE FER
Grand Cru

Bianco corpulento e aromatico della pregiata zona vitivinicola di Lavaux, è uno degli Chasselas più noti della Svizzera: strutturato e con note evocative di frutti esotici, ha una notevole capacità d’invecchiamento e nei ristoranti elvetici viene spesso proposto in abbinamento a carni bianche, al pesce e ai funghi. È ottimo anche con i formaggi a inati, come gli svizzeri Gruyère e Vacherin Mont d’Or.

swissgrapes.ch
26 euro

CLOS DE LA GEORGE
Hammel Terres des Vins

Merlot dal colore granato intenso che arriva da un vigneto terrazzato da Yvorne, nella zona vitivinicola del Chablais, si caratterizza per il suo bouquet loreale e speziato e per le note lievemente tostate che si sposano con aromi di frutta rossa e nera (ciliegia, cassis, mora). Insomma, un vino strutturato e insieme elegante, che sa anche invecchiare bene. A tavola è perfetto con il carré d’agnello, con la carne di vitello con i funghi e con il tartufo. Va servito a 14-16 gradi.

www.hammel.ch
34 euro


IL DOLCE DELLO CHEF

Banana e litchi
L’ULTIMA RICETTA FIRMATA DA CRIPPA
È UN DOLCE ANTICONVENZIONALE

Ingredienti per 4 persone
Difficoltà: Alta
Tempo: 2 ore

• 4 banane mature
• sorbetto di litchi
• burro
• scorza di lime
• rum
• 12 cime di menta
• 2 banane mature
• 3 uova
• 200 gr zucchero
• 130 gr farina monococco
• 130 gr farina 00
• 25 gr Rhum (3 Cucchiai)
• 150 gr olio di semi (O Altro)
• 15 gr baking

Procedimento

Preparare il sorbetto frullando 1 Kg di polpa di litchi con 300 gr di sciroppo 1:1. Mettere il composto in un bicchiere pacojet e congelare. Preparare il plum-cake setacciando le banane e metterle assieme a tutti gli ingredienti in una bastardella, miscelare e stendere in stampi imburrati. Cuocere in forno a 180°C, per 20 minuti.

Composizione

In una padella il burro spumeggiante, mettere la banana con la pelle e farla cuocere nappandola con un cucchiaio. Quando sarà completamente morbida chiuderla dentro la carta stagnola e farla riposare almeno 10 minuti. Recuperare il liquido di cottura della banana e farlo ridurre in salsa. Tagliare la banana in porzioni, metterla nel piatto con la sua salsa e il gelato di litchi, guarnire con scorza di lime grattugiata e con cime di menta. Spruzzare il rum sul piatto. Servire con una fetta di plum-cake alla banana.

Il vino da abbinare
L’ACCOLADE

Pinot grigio fruttato e dolce, con una gradevole acidità e aromi di mela verde.
18 euro (edizione da 37,5 cl)


L’AGENDA DEL CANTONE

a cura di Paolo Galliani

21 SETTEMBRE
FESTA DEL VACHERIN
MONT-D’OR

Ogni anno, nel villaggio di Charbonnières, il ritorno del bestiame dai pascoli in quota coincide con la celebrazione di questo famoso formaggio a pasta molle proposto in una confezione tonda in abete rosso che funge da scrigno e che conferisce al prodotto il tipico sapore di bosco. Va consumato crudo o cotto al forno.

28 SETTEMBRE
DESALPE DE L’ETIVAZ

È la transumanza di ritorno più famosa della Confederazione elvetica, con centinaia di capi di bestiame che attraversano il borgo di Etivaz sfoggiando curiose campane e ricevendo il saluto degli abitanti. Il paese presta il proprio nome anche a un popolarissimo formaggio alpino a inato e fatto invecchiare nelle cantine.

LE VENDEMMIE
DI LUTRY

Alle porte dei vigneti di Lavaux, l’autunno viene salutato con una grande Festa delle Vendemmie, kermesse che richiama lungo le rive del lago di Ginevra gli estimatori di Chasselas, di Pinot Noir e di Gamay. Vengono aperte al pubblico le cantine di Lutry e tutto il Cantone del Vaud rende omaggio all’enologia locale. Fino al 30 Settembre.

5 OTTOBRE
LA ROUTE DU MOUT

Il mese di ottobre viene tradizionalmente abbinato a questo grande mercato di Payerne, nel cuore delle vigne di Lavaux, quando il mosto viene portato nelle cantine della Reine Berthe, merce preziosa caricata su carri trainati da cavalli e che attraversa un’ampia regione vitivinicola. La giornata di festa si presenta con un mercato autunnale dei sapori, animazione musicale, atelier all’aperto e passeggiate a dorso di asino.

12 OTTOBRE
LAUSANNE JARDINS

Un evento da annotare, perché si rinnova solo ogni 5 anni. E quest’anno, è appunto un anno giusto per apprezzare l’anima green di Losanna, tra installazioni e imere (ben 31) e percorsi loreali, con decine di performance di artisti contemporanei declinate al giardinaggio di uso.


CINQUE LUOGHI
DA NON PERDERE

IL TOUR
IN BATTELLO UN TUFFO NEL PASSATO

Già navigare a bordo di battelli Belle Époque provoca emozioni. In aggiunta, c’è lo spettacolo delle vigne di Lavaux viste appunto dall’acqua, ovvero dal lago. Ogni giorno, 3 tour a bordo dell’imbarcazione “Italie” (2 ore) tra Vevey, Montreux, Chillon, St-Gingolph e rientro a Vevey.

Lakexception
www.cgn.ch


LOSANNA

Un museo Olimpico

La Storia è un a are “a cinque cerchi”. E a Losanna, capitale del Cio, le Olimpiadi hanno una loro vetrina permanente: un museo che celebra lo sport universale e i principi di lealtà e rispetto che devono regolare le competizioni.


CHILLON

Castello simbolo di tutta la Svizzera

Il castello che sembra galleggiare sulle rive del lago di Ginevra è diventato un simbolo dell’intera Svizzera. Lo scrittore britannico Byron lo descrive in una sua opera dedicata a François de Bonivard, fervente esponente della Riforma religiosa perseguitato dal duca di Savoia. Dalla sommità del Château splendida vista sul lago e sulle Alpi.

Castello di Chillon
Avenue de Chillon 21, 1820 Veytaux
Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18
www.chillon.ch


VEVEY

Il rifugio di Chaplin

Vittima del Maccartismo e delle ossessioni americane nel dopoguerra, il grande attore in tournée in Europa aveva trovato, poco sopra Vevey, il rifugio dove vivere per il resto (25 anni) della sua esistenza. Una sua statua lo ricorda a Vevey. E la residenza di Corsier-sur-Vevey è diventata uno spazio che celebra il suo genio.

Chaplin’s World
www.chaplinsworld.com


MONTREUX

Cioccotreno

Simpatici, ecologici e pure golosi. Perché un treno può portare ovunque ma anche inire in un piatto. E così, da Montreux parte regolarmente un “Treno del Cioccolato” in versione Belle Époque diretto a Gruyère. E c’è pure un Treno del Formaggio” che porta a Château-d’Oeux, piccola capitale casearia della regione.

MOB
www.goldenpass.ch