Palazzo Ducale, lo scrigno di storia e arte

Da “La Muta” di Raffaello a “La Flagellazione” di Piero della Francesca e “La Città Ideale”: tre perle di inestimabile importanza

di Lara Ottaviani
URBINO (Pesaro-Urbino)

Visitare il Palazzo Ducale di Urbino significa entrare nella bellezza, nell’equilibrio, nell’eleganza: è il cortile d’onore, con il suo gigantesco portale, a permettere un primo assaggio di armonia e stile, che sono solo il preludio ai magnifici tesori, le opere dei grandi artisti del Rinascimento, che sono custoditi nelle sale del Palazzo. Il Palazzo, dimora di Federico da Montefeltro, racchiude la Galleria nazionale delle Marche che a sua volta è lo scrigno di dipinti e sculture dal XIV al XVIII secolo, ceramiche, monete, disegni e arredi: qui ci sono «La Muta» di Raffaello Sanzio, «La Flagellazione» di Piero della Francesca, «La Città Ideale» di autore sconosciuto, solo per ricordare 3 perle del Rinascimento che il mondo ci invidia. Ma è lo stesso Palazzo Ducale a costituire un’opera d’arte, l’esempio più straordinario di armonia in architettura: Federico da Montefeltro, duca di Urbino, volle celebrare la gloria della sua casata ed esprimere la sua personalità di uomo del Rinascimento, uomo d’armi, di cultura, mecenate di artisti, proprio con la sua residenza. Federico chiamò a Urbino decoratori, scultori, pittori, ma soprattutto architetti ed artisti come Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, che portarono avanti ampliamento e arricchimento del Palazzo. Dall’ingresso principale al museo, da piazza Duca Federico, fino alla facciata degli inimitabili Torricini, che guardano ai paesaggi dipinti dagli artisti, è tutto un susseguirsi di ampi saloni, bifore eleganti, portali e camini decorati che lasciano il visitatore appagato da tanta maestria. Le opere d’arte, sculture, dipinti, arredi, arazzi, ceramiche, sono collocati nei piano nobile e al secondo piano del Palazzo: nel Salone del Trono, si trovano gli arazzi realizzati su cartoni di Raffaello Sanzio, il Divino Pittore, urbinate di nascita e formazione, di cui nel 2020 cade il 500° anniversario della morte; di Raffaello all’interno del Palazzo Ducale si possono vedere anche il Ritratto di Gentildonna «La Muta» e la «Santa Caterina d’Alessandria ». Oltre al Sanzio, gli artisti più ricercati nella Galleria sono senza dubbio Piero Della Francesca di cui sono presenti i dipinti «La Madonna di Senigallia» e «la Flagellazione di Cristo», Paolo Uccello con il «Miracolo dell’ostia profanata » (1467-1468), Tiziano Vecellio con «Resurrezione di Cristo» (1542-1544), Federico Barocci con «San Francesco riceve le stigmate » (1594-1595), Pedro Berruguete «Ritratto di Federico da Montefeltro e del figlio Guidobaldo », detto «Doppio ritratto» (1476-‘77). Tra le altre opere d’arte, merita un sguardo più intenso il dipinto della «Città ideale» che rappresenta uno studio e una continua scoperta sul tema della prospettiva. Tra gli artisti, invece, da non dimenticare Giovanni Santi, padre e primo maestro di Raffaello. Palazzo Ducale di Urbino riaprirà probabilmente a fine mese: per informazioni, telefono 0722 2760, fax 0722 4427, sito internet www.gallerianazionalemarche.it.


OLIMPIADI SCOLASTICHE

Una sfida a quattro abbraccia l’Italia

URBINO (Pesaro-Urbino)

Raffaello Sanzio al centro dello studio degli studenti italiani: si è svolta, su una piattaforma virtuale, la prima fase delle Olimpiadi Raffaellesche, l’unica competizione per le scuole superiori inserita dal Comitato nazionale per le celebrazioni nel calendario ufficiale: i gruppi che hanno superato il primo ostacolo e a ottobre disputeranno la finale a Urbino sono stati l’I.I.S. Cigna-Baruffi-Garelli di Mondovì (Cuneo), il Polo Liceale Mazzatinti di Gubbio (Perugia), l’Istituto di istruzione Superiore Liceo Fardella-Ximenes di Trapani, il Polo Liceale Varano di Camerino (Macerata). Tra circa 1600 studenti, divisi in 66 gruppi, questi ragazzi hanno realizzato il punteggio più alto rispondendo ai quesiti su vita, opere e carriera di Raffaello. La competizione è stata organizzata dall’Accademia Raffaello, con l’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, l’Istituto Comprensivo Volponi, l’Ufficio scolastico regionale Marche, con il supporto dell’Itis Mattei di Urbino.